mercoledì 9 settembre 2020

LISBONA ADDIO O FORSE ARRIVEDERCI- ULTIMI DUE GIORNI NELLA CAPITALE LUSITANA CHE MI HA CONQUISTATO IL CUORE



qui  qui  qui  qui in ordine gli altri post dedicati a Lisbona con i consigli sulla base della mia esperienza o se volete viaggiare con la fantasia!!


17 agosto

Sono gli ultimi due giorni in terra portoghese e saranno dedicati interamente a Lisbona.




Lasciamo l'hotel e ci incamminiamo a piedi attraverso plaza Marques de Pombal e prendiamo l'alberata avenue da liberdade



Raggiungiamo Hard rock cafè, si trova proprio in via da Liberdade, tappa obbligatoria per ogni nostro viaggio per accontentare le ragazze dei nostri compagni di viaggio.





 Breve sosta per gli acquisti, il bar è ancora chiuso e quindi io devio verso starbucks e mi concedo il caffè mattutino.
A Lisbona lo starbucks che abbiamo frequentato più di una volta si trova vicino ad una location a dir poco affascinante ma anche uno degli edifici più rappresentativi della città: la stazione  ferroviaria estacao do Rossio con la sua facciata in stile neo manuelino, il tardo gotico tipico dell'architettura portoghese fiorito nel XVIII secolo.




e direi davvero un piacere sedersi per un caffè in questo contesto!!


Ora la meta definitiva della mattinata è senza dubbio l'elevador de Santa Justa, coda o non coda ci tocca aspettare e salire su questo famosissimo ascensore in ferro, una vera opera architettonica, che superando un dislivello di 45 metri ci trasporterà dal Baixa a Largo do Carmo.




La fila è notevole ma questa volta non possiamo desistere! Per fortuna è all'ombra e la mezz'ora di attesa passa tra chiacchiere e sguardi verso l'alto ad ammirare la struttura sopraelevata.
Si entra in elevador in gruppi di venti circa. Obliteriamo con la VIAGEM (qui vi ho scritto quanto sia importante ed utile a Lisbona e dintorni).
Passano pochi secondi e siamo su, e attraverso la passerella sospesa raggiungiamo il quartiere CHIADO con le rovine del MONASTERO DO CARMO crollato sotto l'orrenda devastazione del terremoto del 1755. Non entriamo a visitare il piccolo museo archeologico accolto tra le rovine, anche qui fila e con il caldo che fa desistiamo preferendo passeggiare per le viuzze pittoresche della zona.



Scendiamo attraverso le viuzze suggestive e ci lasciamo alle spalle Bairro alto.
Scendendo ci troviamo di fronte in lonatanza lo skyline del castello di Sao Jorge che cercheremo di raggiungere domani.




Ci avanza del tempo e decidiamo di raggiungere piazza Muniz dove c'è il capolinea del tram 28; è consigliabile prenderlo ai capolinea per avere possibilità di sedersi e godere del panorama che offre nel suo percorso per le vie in salita e discesa della capitale lusitana.
scendiamo nei pressi del Mercado de campo de ourique e ci concediamo un piatto di maialino arrosto, davvero ottimo e consiglio di andare in questo mercato meno caotico del più decantato mercado de ribeira, aperto solo di sera ( almeno quando ci siamo andati noi)




Terminata la meritata sosta per un delizioso spuntino caratteristico, prendiamo il primo autobus che seguendo le segnaletiche di maps ci porterà nei pressi dell'hotel per concederci un riposo prima del pomeriggio ancora una volta dedicato a Lisbona.
Il pomeriggio prendiamo la metro blu dalla solita fermata PARQUE vicinissima all'hotel e scendiamo a Terreiro do paco che sarebbe poi il vero nome di piazza del commercio ma che nessuno usa mai.


Dedichiamo una piacevole passeggiata per rua Augusta attraversando il famoso arco che da piazza del commercio immette sulla via più famosa di Lisbona 


 Dopo aver bighellonato tra statue umane, fiumi di turisti e balli improvvisati da ragazzi del posto, decidiamo per una ennesima scorpacciata di  baccalà presso la leitaria Anunciada  che ci è sembrata la più vicina e accessibile data l'ora e senza prenotazione  (ve ne ho parlato qui nella seconda parte del post). Infatti non abbiamo difficoltà a trovare posto e piatto ricco mi ci ficco


Dopo cena una piacevole passeggiata ci riporta in hotel.

18 agosto

Ultimo giorno pieno a Lisbona.
Stamattina ci incamminiamo verso il castello di Sao Jorge.
Facciamo il tragitto a piedi per conoscere e assaporare la città, i suoi colori e i suoi profumi. Il castello dista dal nostro hotel poco più di tre chilometri  si può decisamente fare a piedi il percorso.
attraverso la ormai familiare avenida de liberdade e poi restauradores e piazza Rossio ci incamminiamo nelle viuzze e improvvisamente in largo do chao do loureiro ci impattiamo in un elevadores che mai mi sarei aspettata così : un ascensore moderno e veloce che ci permette di raggiungere con meno affanno la cima della collina su cui sorge il castello



Ve lo consiglio anche per il panorama che si può ammirare dalle sue porte a vetro e una volta giunti a destinazione. Una ultima salita ci separa dal castello, il caldo è notevole e una volta giunti a destinazione con rammarico dobbiamo rinunciare alla visita completa causa una fila enorme ( abbiamo commesso l'errore di non fare biglietti on line)









Sconsolati e accaldati riprendiamo l'ascensore che ci riporta giù dalla collina, vicino c'è un supermercato, ci infiliamo per prendere una bottiglia di acqua e approfittiamo per fare incetta di sardine in scatola, saranno il nostro gastronomico souvenir di Lisbona! 





Tornati in piazza del commercio passeggiando sotto i portici all'ombra approfitto per gustare un pastei de bacalhau ( ora o mai più) così potrò essere soddisfatta di aver esaudito i desideri da foodblogger prefissi prima della partenza




buono ma non buonissimo.
Dopo un breve ristoro in hotel passeggiamo per l'ultima volta nel parco Edoardo VII che è proprio di fronte al nostro hotel e da dove è possibile ammirare una bellissima vista panoramica su Lisbona.


a sinistra della foto proprio il nostro hotel.



ditemi se non merita una visita!

Ultima cena a Lisbona toppiamo alla grande scegliendo di andare al Time out del mercado de Ribeira, caos infernale file ovunque e posti strettissimi e litigati, ve lo sconsiglio caldamente!!






Una fregatura ci deve sempre essere purtroppo!! 
Finiamo la serata per passeggiare senza meta nella stupenda meravigliosa Lisbona.


Finisce qui la nostra avventura in terra lusitana. Domani ci aspetta una lunga giornata di viaggio 

Non voglio dirti addio ma arrivederci bella Lisbona! mi hai preso il cuore!!

Se avete voglia di seguire le mie ricette vi aspetto sulla pagina facebook

giovedì 6 agosto 2020

COUS COUS VEGETARIANO


Il cous cous è tra i miei piatti preferiti, soprattutto in estate è facilissimo prepararlo grazie all'abbondanza di ortaggi. In particolare le preparazioni senza proteine animali sono deliziosamente fresche ed appaganti.
La sua versatilità lo trova vincente con diverse basi, di carne, pesce, crostacei.
Ho poi trovato nei miei figli validissimi alleati e  sono riuscita a convertire anche  lo scettico capitano ad apprezzarlo.
Complice una serata organizzata all'aperto ho proposto questa variante leggera ed ha riscosso grandissimo successo, giusto per dire che è andato a rubaaa!!
Ecco allora anche per il mio pubblico virtuale  una base di sole verdure arricchita alla fine con pomodorini freschi e basilico.  





280 g di cous cous precotto ( a me piace molto Barilla)
320 g di acqua ( per cuocere il cous cous)
1 melanzana 300 g circa
3 zucchine medie ( all'incirca stesso peso della melanzana)
2 peperoni ( all'incirca stesso peso della melanzana)
1 cipolla rossa di Tropea
1 carota
1 gambo di sedano
olio evo generoso per le verdure, per la cottura del cous cous, per la preparazione del tutto
sale quanto basta

togliere i filamenti al sedano, pulire la cipolla e la carota e tagliare il tutto a piccoli cubetti da 1 cm ca



In una larga padella, che possa contenere poi tutte le verdure, mettere quattro cucchiai di olio e i cubetti di sedano, carota e cipolla; far rosolare leggermente quindi unire un bicchiere di acqua e portare a cottura facendo evaporare tutto il liquido aggiunto.
Nel frattempo tagliare anche peperone, zucchina e melanzana a cubetti piuttosto piccoli, mettere i cubetti di melanzana in acqua fredda; quando le prime verdure saranno cotte e il liquido COMPLETAMENTE evaporato unire zucchine e peperone e dopo cinque minuti anche le melanzane strizzate.



Portare in tutto a cottura spadellando spesso e alla fine le verdure dovranno risultare leggermente rosolate. Ci vorranno all'incirca 15 20 minuti.
Tener da parte.
Ora preparare il cous cous:
Portare quasi a bollore l'acqua prevista negli ingredienti ( mi raccomando non deve bollire)
Io la porto a temperatura in microonde alla massima temperatura per due minuti, aggiungere un pizzico di sale fino e 2 cucchiai di olio, unire ora il cous cous, coprire e lasciar riposare per cinque minuti
Trascorso il tempo sgranare il cous cous con una forchetta e mescolare con le verdure quindi distribuire sulla superficie della ciotola di servizio i pomodorini a spicchi. Decorare con foglioline di basilico, un giro di olio e buon appetito.
Va gustato a temperatura ambiente!





Vi aspetto numerosi sulla pagina facebook e se volete iscrivetevi al gruppo per postare, chiacchierare e scambiarci consigli ed esperienze

giovedì 23 luglio 2020

DADO VEGETALE FATTO IN CASA

Scorrendo sui social mi sono imbattuta nel post in un gruppo che parla di prodotti genuini  del proprio orto.
Amo il giardinaggio e avrei tanto voluto poter coltivare un piccolo orto per produrre ortaggi e spezie, è una cosa che deve dare tanta soddisfazione.
Mi devo accontentare dei pochi vasi sul mio balcone dove coltivo tante erbe aromatiche che curo amorevolmente.
Si parlava, nel gruppo di una gustosa zuppa e allora mi è tornato in mente l'insaporitore che preparo due volte l'anno e che uso al posto del dado commerciale che non compro più da almeno dieci anni, da quando in casa è entrato il bimby lo preparo con questo elettrodomestico che cuoce e frulla alla perfezione, prima lo avevo preparato manualmente con eccellenti risultati. Devi solo fare attenzione e seguire la cottura che dura comunque poco, non porta via molto tempo ma bisogna avere a disposizione un buon frullatore ad immersione o un cutter che sia in grado di frullare o omogeneizzare il tutto.
La grande percentuale di sale presente tra gli ingredienti insieme al sottovuoto che si crea riempiendo i vasetti con il prodotto finito bollente ne garantisce una lunga conservazione. Comunque una volta aperto il vasetto io lo conservo in frigo per diversi mesi, i vasetti chiusi anche per sei otto mesi in dispensa. questi i tempi da me sperimentati.



Ingredienti per circa tre vasetti da 200 g

200 g. di sedano
2 carote
1 cipolla di medie dimensioni
1 pomodoro
1 zucchina media
1 spicchio di aglio
1 manciata di funghi freschi ( quando lo preparo in autunno)
30 g. di vino bianco
1 foglia di alloro
poche foglie di basilico 
1 foglia di salvia
qualche ago di rosmarino
1 ciuffo di prezzemolo ( solo le foglie)
1 cucchiaio di olio evo
200 g. di sale grosso
50 g.di parmigiano grattugiato

Sterilizzare i vasetti e i tappi che serviranno per la conserva. Immergere in acqua fredda e portare a bollore per dieci minuti. Asciugare a testa in giù su un panno pulito.
I vasetti possono anche essere sterilizzati nel microonde: riempirli a metà di acqua e mettere a massima temperatura per due minuti.

metodo tradizionale:

Togliere i filamenti al sedano, sbucciare la carota e la cipolla. Lavare, asciugare e tagliare a piccoli pezzi le verdure. In una capace pentola versare un cucchiaio di olio, il vino, le verdure sminuzzate, l'aglio a fettine, le foglie di spezie e il sale grosso.
Mettere a cuocere su fiamma moderata per circa venti minuti o fino a quando le verdure saranno cotte, mescolando spesso. A fine cottura aggiungere il parmigiano Quando le verdure saranno perfettamente cotte togliere la foglia di alloro e con un frullatore ad immersione ridurre in purea. Se necessario, rimettere sul fuoco a stringere fino ad avere la consistenza di una marmellata fluida. Ancora bollente versare nei vasetti sterilizzati, tappare , mettere a testa in giù, coprire con un panno e lasciarli raffreddare coperti. Il dado è pronto per essere conservato.
Se si vuole è anche possibile riempire le vaschette del ghiaccio, surgelare e quindi conservare in busta i cubetti di dado.

metodo bimby ( preso dal ricettario in dotazione)

preparare le verdure alla cottura come descritto sopra. Nel boccale unire tutte le verdure e le spezie e tritare per 10 secondi a velocità 4. Unire sale, olio e vino e cuocere per venti minuti modalità varoma velocità 2. a fine cottura unire il parmigiano e portare piano piano a velocità 6 e ancora , sempre lentamente, portare ad omogeneizzare il tutto a velocità turbo per 1 minuto. Versare nei vasetti appena cotto e procedere al sottovuoto come descritto nel metodo tradizionale.

Ci vediamo sulla pagina facebook e se avete voglia di condividere e chiacchierare iscrivetevi al  gruppo 

mercoledì 15 luglio 2020

FIORI DI ZUCCA RIPIENI DI RISO ( RICETTA DELLA CUCINA GRECA)

Se ho voglia di cucinare prelibatezze della cucina greca ho un solo punto di riferimento ed è Irene di mangiare greco. Mai una delusione e sul blog ho ricette di alcune tyropita, prese dal suo blog, che hanno lasciato il segno!
Questa volta, complice la stagione, l'occhio mi è caduto sulla versione greca di fiori di zucchina ripieni, ripieni sì ma di riso.Una sorpresa che ha affascinato e conquistato le mie papille gustative!!
Ve le racconto volentieri invitandovi a visitare il suo blog perchè ne consiglia una meglio dell'altra!




Ingredienti per una quindicina di fiori

Fiori di zucca ( o meglio di zucchina, al 99% si usano quelli)

una zucchina molto piccola
un pezzetto di carota
mezza cipolla
60 g. di riso arborio o carnaroli
prezzemolo
succo di 1 limone
olio evo q.b.
sale e pepe

per prima cosa procuriamoci fiori di zucchina freschissimi, eliminiamo il pistillo centrale e i peduncoli che circondano la corolla all'esterno,  laviamoli con delicatezza e disponiamoli su alcuni fogli di carta da cucina; delicatamente asciughiamoli togliendo l'acqua in eccesso.
Teniamoli da parte.


In una padella con olio mettere la cipolla e la carota tritate, unire anche le zucchine ridotte a minuscoli pezzi e 4 o 5 fiori di zucchina tritati, far appassire questo battuto di verdure per  6 o 7 minuti. Unire il riso e mescolare , far amalgamare  il riso alle verdure, unire 100 g. di acqua, sale e pepe, coprire cuocere il tutto per dieci minuti. Unire fuori dal fuoco il prezzemolo tritato e 1 cucchiaio da minestra di succo di limone. Far raffreddare completamente.


Farcire i fiori delicatamente senza riempirli eccessivamente in quanto in cottura il riso si gonfierà e potrebbe comprometterne l'estetica, chiuderli attorcigliando su se stessa l'estremità del fiore. Man mano che si riempiranno andranno sistemati in una padella che li contenga senza sovrapporli, se avanza del ripieno metterlo tra i fiori e cuocerlo insieme.



Unire due o tre cucchiai di olio di oliva, coprire a filo di acqua, mettere un piatto a contatto in modo che in cottura non abbiano modo di aprirsi e cuocere a fuoco moderato per trenta minuti, l'acqua dovrà assorbirsi tutta. Lascia intiepidire e servire con qualche fettina di limone magari.
Sono strepitosi!!



seguitemi su facebook e se volete unitevi al gruppo

venerdì 3 luglio 2020

ROTOLO DI FRITTATA FARCITO

La loro stagione migliore è adesso: le zucchine, fresche profumate e tenere; sono tra gli ortaggi che più preferisco e a loro dedico spesso il mio tempo coniugandole in mille modi diversi.
Questa proposta giaceva in cassetto da almeno un anno e questa mattina con meravigliose zucchine a disposizione e uova da galline felici mi è tornata in mente e ripescata dalle bozze per dedicarla al blog,è molto semplice, fresca e gustosa; ottima sia tiepida che fredda accompagnata da  una insalatina di lattughino. se desiderate scoprire altre proposte con le zucchine andate alla etichetta apposita del blog e divertitevi pure.






Ingredienti teglia 20x30

4 uova

300 g di  zucchine medie
4 cucchiai rasi di percorino romano grattugiato
un pizzico di sale
pepe q.b.
poco olio evo
qualche foglia di prezzemolo tritato
2 foglioline di menta tritate

50 g. di ricotta vaccina
4 fette di prosciutto cotto
1 piccola mozzarella (125 g.)




affettare a julienne le zucchine, raccogliere in una ciotola e cospargere con un pizzico di sale, mescolare e lasciar riposare per trenta minuti almeno.  Accendere il forno a 180° modalità statico. Strizzare le zucchine dall'acqua in eccesso che avranno rilasciato grazie al sale e unirle alle uova sbattute con formaggio pepe, prezzemolo e menta tritati. Non uniamo altro sale in quanto già messo in precedenza .
Ricoprire una teglia da forno con cartaforno bagnata e strizzata e versare il composto di uova e zucchine livellando con il dorso di una cucchiaio.





Cuocere per 20 minuti circa in forno già caldo.
Rovesciare su un altro foglio di carta forno e staccare da quello che è servito per la cottura in forno. Lasciar intiepidirequindi spalmare sulla superficie la ricotta lasciando tutto intorno almeno un centimetro senza ripieno, ricoprire con le fette di prosciutto cotto e la mozzarella a fettine. Avvolgere dal senso della lunghezza a formare il rotolo e stringerlo nella cartaforno, mettere a riposare in frigo e aspettare che sia completamente freddo prima di tagliare. Riscaldare al microonde o gustare freddo.


Vi aspetto sulla mia pagina facebook e sul gruppo creato per chiacchierare e scambiarci ricette e consigli.

mercoledì 10 giugno 2020

BISCOTTI DA INZUPPO DELLA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

Il 2020 era iniziato in un modo sonnacchioso, quasi in sordina, almeno qui da me. Nulla di particolare, un capodanno passato in due cercando di rispettare la tradizione comunque sia e poi protrattosi in gennaio e gran parte di febbraio con una sorta di precognizione angosciosa, strisciante che non ti fa desiderare di sviluppare propositi futuri. Quella notizia sottotono che avevo ascoltato in dicembre mentre facevo il consueto albero di Natale, a tratti nei primi due mesi affiorava distrattamente nei telegiornali, ogni giorno no, però sempre più spesso, e sempre con toni più pesanti.
Quella strana polmonite che aveva quasi messo in ginocchio una regione della Cina si stava facendo strada a gomitate anche nella nostra Europa. Io sin da dicembre la cosa non riuscivo a sottovalutarla e spesso ne parlavo con i miei "sentito? in Cina c'è una strana polmonite  virale!"
" No dai è solo una semplice influenza, che vai a pensare? E poi in Cina!!".
Io sono ansiosa e rompiballe di natura, però ho cercato di scacciare quei brutti pensieri, mi sono dedicata, come ogni inizio anno, al pensiero delle vacanze 2020.
Ho cominciato da subito dopo le feste natalizie: Amsterdam con la sua vita frenetica e i suoi canali? Bruxelles come punto di partenza per poi visitare Bruges? Oppure Barcellona con la sua Sagrada familia e le ramblas? Si decide per Barcellona e comincio, come sempre, col cercare i voli e siamo a metà febbraio con un occhio sempre alla notizia dell'emergenza sanitaria di interesse nazionale dichiarata dall'OMS a fine gennaio .
Sembrava tutto così lontano.
E invece boom, a fine febbraio tutto si infrange, arriva il primo caso, poi gli altri e gli altri fino poi a tutto il maledettissimo tragico exploit che tutti abbiamo vissuto.
Il lookdown ci prende tutti!! Chiusi, incarcerati in casa, per circoscrivere l'epidemia che intanto diventa pandemia e costringe tutto il mondo a chiudersi a riccio tra i propri confini e ognuno di noi tra le proprie mura.
Distanziamento sociale, distanziamento dagli affetti più cari e più veri; quasi due mesi senza poter vedere le principesse mie, mia figlia, mia genero, senza poter trascorrere insieme i fine settimana come si fa da dieci anni. Anche Pasqua è stata triste e solitaria. Insomma un periodaccio che non POTREMO DIMENTICARE MAI PIU'.
Solo adesso che, forse, la luce in fondo al tunnel si comincia a intravedere mi sento di buttar giù due parole che ben poco potranno descrivere realmente il dramma che siamo stati costretti ad osservare, spettatori increduli; la frase più ricorrente che mi usciva a commentare era" neanche nel peggiore dei film di fantascienza".
Nei lunghissimi giorni chiusi in casa, tra serie di Netflix e interminabili programmi sugli avvenimenti,
si sono consumati chili e chili di farina, il lievito di birra ad un certo punto, insieme alla farina, sono scomparsi, andati letteralmente a ruba, introvabili. Sono diventati un caso da studiare !!
Ognuno ha fatto scorte perchè si sa, la paura di non trovare nei supermercati i beni necessari ha fatto emergere lo spirito da formichina di noi  mamme italiane  dalle mani laboriose, sempre in movimento; e così via nelle nostre cucine pane, biscotti e simili come se non ci fosse un domani.
Come questi biscotti che faccio due volte a settimana. Una ricetta di famiglia che viene declinata in infinite forme, ma quella più gettonata e di successo è questa forma inzupposa che ora vi racconto e descrivo. All'origine i biscotti li passavamo prima nel latte e poi nello zucchero ma quest'ultimo davvero si ammassava in maniera eccessiva sui biscotti pur conferendo loro un aspetto piacevole, senza latte è meglio!





Ingredienti per circa 40 biscotti

500 g. di farina 00 o specifica per dolci

200 g. di zucchero finissimo
12 g. di lievito per dolci
essenza di vaniglia o zeste di limone
3 uova ( 180 g circa)
100 g. di olio evo delicato  ( se  non lo è  50 g. di olio di semi di girasole e 50 g. di olio evo)
1 pizzico di sale
20 g di latte ( se le uova sono piccole)
zeste di limone o essenza di vaniglia

L'olio di Puglia si sa, è un olio con un certo tono, per questo ho adottato la formula cinquanta per cento con olio di semi di girasole, più delicato e che mescolato all'olio evo garantisce ancor più leggerezza a questi biscotti.
Per quanto riguarda lo zucchero io uso quello finissimo che conservo in un barattolo insieme alle bacche esauste di vaniglia che uso per i grandi lievitati; gli conferisce il profumo intenso di vaniglia quel tanto che basta a  profumare l'impasto, ma se preferite le zeste di limone è uguale, anzi più legato alla tradizione.
Accendere il forno a 180° modalità statico e preparare le teglie ricoperte di carta forno, a misura di leccarda in dotazione a forni standard da 60 cm ne serviranno due.
In planetaria il procedimento è semplicissimo e veloce. Con la foglia a K:
Farina, zucchero, pizzico di sale e lievito mescolati, unire olio, uova e latte e impastare a velocità minima fino ad avere un  liscio e asciutto ci vogliono due o tre minuti, l'impasto potrebbe non compattarsi l'importante è che toccandolo con le mani le lasci pulite ( come per tutte le frolle d'altronde)





Si lavora ancora brevemente a mano e si formano rotolini di impasto del diametro approssimativo di 3 cm che si tagliano in tocchetti da 4-5 cm




come si evince dalla foto se l'impasto è fatto bene su piano di acciaio non serve neanche usare farina, in caso contrario cospargere il piano con poca farina e procedere.
A parte preparare un piattino con zucchero questa volta semolato per regalare ai biscotti quella deliziosa superficie rustica.
Stendere i tocchetti di pasta rotoladoli sotto il palmo della mano e formare dei bastoncini che presseremo sullo zucchero.



Una volta pressati uno per volta disporre i biscotti nella teglia  per la cottura 








e cuocere in forno già caldo a 180° modalità statico. Ci vorranno all'incirca 15-18 minuti a teglia; ognuno conosce il proprio forno e il proprio gusto in termini di cottura.





Raffreddare su gratella, si conservano in scatola chiusa per diversi giorni.
Vi ricordo, come sempre, di seguirmi sulla pagina facebook e da qualche settimana ho attivato anche il gruppo dove potrete postare le vostre preparazioni, sostenere conversazioni con approfondimenti e scambio di idee e conoscenze!!