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venerdì 13 agosto 2021

TZATZIKI salsa della cucina greca a base di yogurt

Quanti anni sono passati? 9 anni dal bellissimo viaggio a Kos e da tanti anni che conservo con nostalgia questo "strofinaccio" insieme a quello che spiega come fare la moussakà e l'ho ripreso e fotografato in questi giorni che ci è presa la voglia di cibi meravigliosi della gastronomia  greca. Questa salsa ha accompagnato il polpo 🐙 in un panino 🍔 gourmet di cui vi mostrerò la foto e anche dei saporitissimi souvlaki di pollo 🐔 😋
Vi scrivo di seguito come l'ho preparata seguendo le indicazioni della ricetta stampata ma con modifiche adattate ai nostri gusti 

Ingredienti
300 g di yogurt greco
1 cetriolo 🥒 ( peso circa 100 g)
1/4 spicchio di aglio ( a sentimento se di più o di  meno)
un ciuffo di aneto fresco o un pizzico secco
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe q.b.
ho omesso aceto indicato tra gli ingredienti stampati




Sbucciare il cetriolo  🥒 e con una grattugia a fori larghi ridurlo a pezzetti, raccoglierli in un colino a maglie strette cospargere leggermente di sale e lasciar colare per pochi minuti, già da subito caccerà tanta acqua.

Versare lo yogurt greco in una ciotola e stemperarlo brevemente con un cucchiaio; a questo punto trasferire il cetriolo tritato in un panno pulito avvolgerlo e strizzarlo con forza per eliminare ogni residuo di liquido, unirlo allo yogurt con l'aglio passato nell'apposito attrezzo per tritarlo, se non lo avete dovete sminuzzarlo davvero bene bene! Unire anche olio, aneto, pepe e sale ( assaggiate per regolarvi). Mescolare sapientemente e tenere in frigo almeno un paio di ore prima di gustare questa prelibatezza. Giuro, io l'ho finita sui crackers 😄




Si conserva in frigo per qualche giorno, se riuscite a fermarvi dal mangiarla!



 ora vi lascio con il favoloso panino 🍔 a base di polpo arrosto e salsa tzatziki 😋 e vi ricordo di seguirmi sulla pagina facebook




lunedì 19 aprile 2021

GLUCOSIO SCIROPPO SIMILE PER CANDITI FATTI IN CASA

Da un paio di anni mi sono dedicata alla produzione casalinga dei canditi per farcire i grandi lievitati di Natale e Pasqua. E devo dire che il risultato è davvero appagante tanto da farti dimenticare il tempo che devi dedicare alla canditura. Magari un giorno racconterò tutto il procedimento in un post su queste pagine, ora però voglio invece lasciare qui un trucchetto che va a sostituire degnamente e con successo il glucosio necessario per la conservazione in sciroppo dei canditi una volta pronti.

Il glucosio, aggiunto allo sciroppo di canditura e versato sulle scorze sistemate in vasetti, non farà cristallizzare  sciroppo e scorze mantenendo tutto il prodotto fluido per il tempo di conservazione che se ben realizzato si protrae anche per un paio di anni.

Io qui da me incontro difficoltà a trovare grandi quantità di glucosio, lo trovo in piccoli vasetti da 200 g che spesso sono insufficienti e ad un costo non certo economico.

Mi ha dato spunto e  lezione per prepararlo in casa  Stefania dal suo blog fantastico.


Ingredienti per la realizzazione di una quantità di glucosio sufficiente alla conservazione in sciroppo di circa 700 g di prodotto candito

350 g di zucchero 

150 g di acqua 

2 cucchiaini di succo di limone

In una pentola di acciaio versare acqua, zucchero e succo di limone filtrato; mescolare a lungo quindi mettere   sul fuoco a fiamma moderata mescolando di continuo per far sciogliere alla perfezione lo zucchero. Portare quasi ad ebollizione, quando sulla superficie vedremo formarsi tante bollicine toglier la pentola dal fuoco, mescolare ancora. Ridurre  a minimo la fiamma e rimettere sul fuoco la pentola, cuocere a fuoco molto basso per evitare che lo sciroppo prenda il classico colore biondo dello zucchero che comincia a caramellare. Sarà pronto quando raccolto un cucchiaio di sciroppo, facendolo cadere noteremo la consistenza di un miele fluido, Togliere subito dal fuoco e versare in vasetti sterilizzati, all'inizio vi sembrerà liquido ma man mano che raffredda acquisterà la giusta consistenza.



 Conservare in luogo fresco e buio e usare per frutta candita o dove una ricetta lo preveda ( ad esempio nella preparazione della pasta di zucchero). Un modo empirico e efficace per ottenere il glucosio domestico. Ne ho verificata l'efficacia con le mie arance candite, lo zucchero non cristallizza e si conservano benissimo e a lungo.




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lunedì 7 dicembre 2020

PASTA DI ARANCIA DEL MAESTRO ALFONSO PEPE

Periodo di grandi manovre in cucina, periodo che adoro perchè posso dedicarmi alla mia passione per i grandi lievitati. Alla ricerca di essenze naturali per arricchire gli impasti mi sono imbattuta in questa ricetta che mi ha folgorata e ho avuto ragione perchè una volta assaggiata sono andata in estasi.

Facilissima, profumatissima, veloce ed economica




 Ingredienti

500 g di arance  non trattate

200 g di zucchero


lavare le arance per liberarle da eventuali impurità. Immergere in pentola con acqua fredda e portare a ebollizione; nel frattempo preparare una scodella con acqua fredda. Calcolare cinque minuti da inizio bollore, raccogliere le arance con la schiumarola e trasferirle in ciotola con acqua fredda.

Una volta fredde affettare, eliminare i filamenti centrali ed eventuali semi e mettere in pentola con lo zucchero.

Mescolare per bene e mettere sul gas, a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto. Portare a bollore, calcolare dieci minuti da inizio bollore. Spegnere e far riposare tutta la notte.

Il giorno dopo riportare a bollore per cinque minuti, togliere la pentola dal fuoco, lasciar intiepidire e trasferire in un tritatutto con lame ben affilate. Ridurre in pasta e conservare in frigo fino a dieci giorni o meglio congelare in vaschette del ghiaccio per poi trasferire in busta freezer. 



Ottima per panettoni e pandoro, brioche, biscotti.

E proprio adesso, mentre scrivo un cucchiaino in una fumante tazza da te ha aggiustato la mia giornata! 

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giovedì 23 luglio 2020

DADO VEGETALE FATTO IN CASA

Scorrendo sui social mi sono imbattuta nel post in un gruppo che parla di prodotti genuini  del proprio orto.
Amo il giardinaggio e avrei tanto voluto poter coltivare un piccolo orto per produrre ortaggi e spezie, è una cosa che deve dare tanta soddisfazione.
Mi devo accontentare dei pochi vasi sul mio balcone dove coltivo tante erbe aromatiche che curo amorevolmente.
Si parlava, nel gruppo di una gustosa zuppa e allora mi è tornato in mente l'insaporitore che preparo due volte l'anno e che uso al posto del dado commerciale che non compro più da almeno dieci anni, da quando in casa è entrato il bimby lo preparo con questo elettrodomestico che cuoce e frulla alla perfezione, prima lo avevo preparato manualmente con eccellenti risultati. Devi solo fare attenzione e seguire la cottura che dura comunque poco, non porta via molto tempo ma bisogna avere a disposizione un buon frullatore ad immersione o un cutter che sia in grado di frullare o omogeneizzare il tutto.
La grande percentuale di sale presente tra gli ingredienti insieme al sottovuoto che si crea riempiendo i vasetti con il prodotto finito bollente ne garantisce una lunga conservazione. Comunque una volta aperto il vasetto io lo conservo in frigo per diversi mesi, i vasetti chiusi anche per sei otto mesi in dispensa. questi i tempi da me sperimentati.



Ingredienti per circa tre vasetti da 200 g

200 g. di sedano
2 carote
1 cipolla di medie dimensioni
1 pomodoro
1 zucchina media
1 spicchio di aglio
1 manciata di funghi freschi ( quando lo preparo in autunno)
30 g. di vino bianco
1 foglia di alloro
poche foglie di basilico 
1 foglia di salvia
qualche ago di rosmarino
1 ciuffo di prezzemolo ( solo le foglie)
1 cucchiaio di olio evo
200 g. di sale grosso
50 g.di parmigiano grattugiato

Sterilizzare i vasetti e i tappi che serviranno per la conserva. Immergere in acqua fredda e portare a bollore per dieci minuti. Asciugare a testa in giù su un panno pulito.
I vasetti possono anche essere sterilizzati nel microonde: riempirli a metà di acqua e mettere a massima temperatura per due minuti.

metodo tradizionale:

Togliere i filamenti al sedano, sbucciare la carota e la cipolla. Lavare, asciugare e tagliare a piccoli pezzi le verdure. In una capace pentola versare un cucchiaio di olio, il vino, le verdure sminuzzate, l'aglio a fettine, le foglie di spezie e il sale grosso.
Mettere a cuocere su fiamma moderata per circa venti minuti o fino a quando le verdure saranno cotte, mescolando spesso. A fine cottura aggiungere il parmigiano Quando le verdure saranno perfettamente cotte togliere la foglia di alloro e con un frullatore ad immersione ridurre in purea. Se necessario, rimettere sul fuoco a stringere fino ad avere la consistenza di una marmellata fluida. Ancora bollente versare nei vasetti sterilizzati, tappare , mettere a testa in giù, coprire con un panno e lasciarli raffreddare coperti. Il dado è pronto per essere conservato.
Se si vuole è anche possibile riempire le vaschette del ghiaccio, surgelare e quindi conservare in busta i cubetti di dado.

metodo bimby ( preso dal ricettario in dotazione)

preparare le verdure alla cottura come descritto sopra. Nel boccale unire tutte le verdure e le spezie e tritare per 10 secondi a velocità 4. Unire sale, olio e vino e cuocere per venti minuti modalità varoma velocità 2. a fine cottura unire il parmigiano e portare piano piano a velocità 6 e ancora , sempre lentamente, portare ad omogeneizzare il tutto a velocità turbo per 1 minuto. Versare nei vasetti appena cotto e procedere al sottovuoto come descritto nel metodo tradizionale.

Ci vediamo sulla pagina facebook e se avete voglia di condividere e chiacchierare iscrivetevi al  gruppo 

giovedì 16 gennaio 2020

W (FORZA), PROTEINE E UTILIZZO DELLE FARINE

Oggi semplicemente un breve ma utile riepilogo su come 

usare le farine in base alla forza o al contenuto di proteine.

Spesso , soprattutto da parte di maestri della panificazione, si legge sulle loro ricette la forza della farina adatta allo scopo.
Spessissimo, purtroppo le case produttrici e i mulini non indicano sulla confezione la forza della farina venduta. Ora per fortuna molte aziende si stanno adattando alla richiesta degli utenti e indicano sulla confezione la forza della farina, ma per anni siamo andati avanti sulla base delle proteine sempre indicate per legge nella tabella dei valori nutrizionali della farina acquistata, ben consapevoli che non sempre una farina con proteine alte ha un W alto.









W     PROTEINE      UTILIZZO


90/130          9/10,5                 biscotti


130/200       10/11               grissini, crackers

170/200       10,5/11,5         pane comune, ciabatte,
                                         pancarrè, pizze, focacce
                                         fette biscottate


220/240        12/12,5           baguettes, pane comune,                                                                    maggiolini, ciabatte


                                                  

300/310        13                   pane lavorato, pasticceria     
                                          lievitata
                       
340/400        13,5/15           pane soffiato, pandoro,                                                                       panettone, lievitati a lunga
                                          fermentazione, pasticceria
                                          lievitata, pane per hamburger                                                  





Spero  di aver fatto cosa utile e gradita

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lunedì 12 giugno 2017

PAN DI SPAGNA RICETTA MONTERSINO E TORTA PER ALICE

Luca Montersino una garanzia , per la ricetta classica del pan di spagna non si poteva scegliere fonte migliore. Ho fatto fede alla ricetta postata dal blog fables de sucre a cui spesso faccio riferimento grazie alle loro dettagliatissime spiegazioni.
Confesso che per anni e anni ho usato il lievito chimico e chi mi segue lo avrà notato, la ricetta classica mi incuteva timore , invece con  i semplicissimi accorgimenti di temperatura di montata e sviluppo della stessa il risultato è assicurato.
Sarà banale mettere sul blog , voi direte,  una ricetta così comune e diffusa  ma in questo mio diario virtuale non poteva e doveva mancare!
l'occasione è arrivata in concomitanza con il secondo compleanno della piccola Alice la mia seconda nipotina






Ingredienti teglia cm. 24

180 g. di farina debole per dolci

60 g. di fecola di patate
300 g. di uova (5 uova grandi)
210 g. di zucchero finissimo
semi di mezza bacca di vaniglia (o 1 cucchiaino piccolo di estratto)

Accendere il forno a 180° modalità statico.
Imburrare e infarinare lo stampo. Se si vuole, per comodità ricoprire il fondo con carta forno.
Rompere le uova in un pentolino e sbatterle leggermente, unire lo zucchero, mescolare  e mettere sul fuoco mescolando portare a 45°, se non si ha il termometro sarà sufficiente intiepidire appena; non eccedere altrimenti le uova cuociono.
Trasferire ora in planetaria con il gancio a frusta o in una ciotola se si usano fruste elettriche abbastanza capiente da contenere lo sviluppo della massa e montare a velocità sostenuta fino a quando il composto di uova e zucchero sarà gonfio spumoso e chiaro e sollevando le fruste noteremo che "scrive" lascia cioè una traccia ben definita sulla superficie del composto. questo è un altro dei passaggi fondamentali per la buona riuscita del classico della pasticceria.
Nel frattempo avremo mescolato farina e fecola con la vaniglia, ora andremo ad inserirla in più riprese a mano mescolando con una spatola dal basso verso l'alto evitando di far smontare il composto.
versare il composto nello stampo e cuocere alla temperatura indicata per circa 30 minuti, farà fede la prova stecchino.
Raffreddare su gratella.

Eccolo poi vestito a festa, ma di questo vi parlerò successivamente.





Oltre alla dose classica, appena descritta, ho  realizzato anche un piccolo pan di spagna in teglia 17 cm. con queste dosi: 
120 g. di uova, 84 g. di zucchero, 72 g. farina 00 , 24 g. di fecola.


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martedì 9 agosto 2016

TAGLIATELLE VERDI ALLA RUCOLA CON PEPERONI E PANCETTA

In alcune vecchie dispense ho trovato questa ricetta che mi ha incuriosita.
Non avete anche voi la mania di conservare ritagli di giornali con ricette o vecchi opuscoli che giacciono dimenticati per tanto tempo?
Fino a quando poi nel rarissimo giorno in cui decidete di spolverare un po' più a fondo e mettere un po' d'ordine nel caos che regna sulle mensole della cucina ecco spuntare un fascicolo che con una foto ricca di colore attira la vostra attenzione?
Ecco cosa mi è capitato in una caldissima mattina d'estate, presa da buoni propositi da "cinderella" mi ritrovo tra le mani questa esplosione di colore!
E allora subito all'opera rendo utile la sua lunghissima giacenza e gli rendo onore e merito.
Andiamo in cucina e prepariamo questa pasta fresca dal verde brillante.



Ingredienti

Per la pasta alla rucola:


200 gr. di semola ( no quella rimacinata, ma quella che qui usiamo per le orecchiette, con grana più grossa)

100 gr. di farina tipo 0
80 gr. di foglie di rucola lavate e ben asciugate
1 cucchiaio di olio
80 gr. di acqua *

all'uovo

aggiungere un uovo e aggiungere solo 20 gr. di acqua , ma poco per volta ,potrebbe non essere necessario metterla tutta o potrebbe volercene un po' di più, dipende dalla grandezza dell'uovo.

Per il sugo:


1 peperone rosso

1/2 peperone verde
100 gr. di pancetta a dadini ( ma ci stanno benissimo anche 100 gr. di gamberetti in sostituzione)
30 gr. di olio
30 gr. di vino bianco
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
3 foglie basilico
sale e pepe q.b.
parmigiano per condire

Nel mixer inserire la semola rimacinata e le foglie di rucola lavate e asciugate, azionare fino a ridurre in una polvere omogenea.
Ora proseguire nel mixer o a mano in questo modo: aggiungere l'olio e l'acqua ( o l'uovo se si opta per la versione all'uovo e in questo caso aggiungere i 20 gr. di acqua solo se necessario), impastare fino ad avere una massa liscia e omogenea, avvolgere in pellicola e lasciar riposare per almeno 30 minuti.



Aiutandosi con la macchinetta tirasfoglia ( o a mano se vi piace) tirare la sfoglia e dopo averla fatta asciugare qualche minuto ricavarne le tagliatelle che metteremo ad asciugare su una tovaglia cosparsa di farina.
Dedichiamoci alla preparazione del condimento:
tagliare i peperoni in piccoli pezzi e metterli con scalogno e pancetta in una padella con l'olio, unire anche l'aglio intero e schiacciato che toglieremo dopo qualche minuto.



Rosolare per 5 minuti e sfumare con vino bianco. Eliminare l'aglio, regolare di sale e pepe e portare a cottura per circa 10 minuti.
A cottura ultimata unire il basilico spezzettato.
cuocer le tagliatelle , condirle con il sugo, una spolverata di parmigiano e servire .

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venerdì 17 giugno 2016

NAMELAKA AL CIOCCOLATO BIANCO

E' una crema entrata nelle mie abitudini da poco più di un anno.
NAMELAKA , cremosa, di origine nipponica, una ganache deliziosa a base di latte e panna che può essere aromatizzata in vari modi, ottima usata come farcitura di torte ma anche a cucchiaiate, crea dipendenza.
Confesso che prima non ne avevo mai sentito parlare, questo , forse, dovuto alla mia scarsa dedizione alla pasticceria casalinga.
Ora invece mi sto quasi appassionando a torte moderne ( certo sempre con la mia pochezza) e alla pasticceria in generale.
E' vero che finchè non sai non puoi .
E questa mia nuova ,diciamo così, attenzione è nata con la frequentazione di gruppi di grandi maestri, disponibili , loro e i loro collaboratori, a condividere il loro sapere e con umiltà insegnare anche a noi poveri mortali trucchi e segreti della loro grandezza.
E poi un giorno con loro, i cari fables de sucre con il loro blog e Claudio che un giorno posta la ricetta della namelaka al cioccolato fondente...ed è amore.
Da allora replicata tante volte, ormai è la mia farcitura preferita in fatto di torte di compleanno.
E poi , e poi, la provo anche al cioccolato bianco e che ve lo dico a fare? nelle torte è fantastica
Ecco come ho fatto sempre sotto l'ispirazione dei fables.
E una crema da frigo.
E  ' semplicissima da fare , io non la monto prima dell'utilizzo anche se i "grandi" consigliano di si, prima di usarla la omogeneo con una frusta a mano, inoltre può essere surgelata fino a 3 mesi.




Ingredienti 

220 gr. di cioccolato bianco

6 gr. di glucosio
4 fogli di colla di pesce
125 gr. di latte intero fresco
250 gr. di panna fresca


Mettere a mollo in acqua fredda i fogli di colla di pesce per almeno dieci mnuti.
sciogliere a bagnomaria o nel microonde il cioccolato bianco fatto a pezzetti e messo in una capiente ciotola che conterrà poi alla fine tutti gli ingredienti. Assicurarsi che la temperatura del cioccolato fuso sia di almeno 40-45 gradi.
Portare ad ebollizione il latte e una volta raggiunta togliere dal fuoco e versarvi il glucosio e la colla di pesce ben strizzata. Mescolare con una spatola assicurandosi che il tutto sia ben amalgamato quindi versare  1/3 del liquido bollente nel cioccolato fuso e con la spatola mescolare dal centro verso l'esterno per omogeneizzare il tutto.
Noteremo che il cioccolato tenderà ad addensarsi, va bene così.
Procedere allo stesso modo con un altro terzo di latte e ancora con l'ultimo.
Ora con un frullatore ad immersione lavorare lisciando il tutto.
Misuriamo ora nuovamente la temperatura per assicurarci che non sia scesa sotto i 35° , nel qual caso provvederemo a riscaldare un po' il tutto nel microonde o a bagnomaria.
Non ci resta che aggiungere la panna fresca, fredda di frigo e inglobare il tutto sempre con frullatore ad immersione cercando di non provocare bolle d'aria.
Comunque lasceremo per trenta minuti a temperatura ambiente , io sbatto la ciotola su un panno messo in quattro per far salire a galla eventuali bollicine che se presenti formeranno una sorta di schiumetta lungo la circonferenza che elimino con un cucchiaio ma non accade sempre.
Dopo trenta minuti ricoprire con pellicola a contatto e riporre in frigo per almeno dodici ore prima di utilizzare.




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giovedì 3 settembre 2015

IMPASTO AL LATTE CON LIEVITO MADRE PER PIZZE RIPIENE

Penso che sia ora di riprendere in mano le redini del blog e della mia vita in genere. E' una estate caldissima che mi ha tenuta lontana abbastanza sia dalla mia cucina che dal mio lievito madre; io con il caldo sbarello , non lo sopporto, mi so difendere dal freddo ma con il caldo vado davvero ko.
Ora è ancora caldo ma sopportabile, a parte le ore di intensa umidità nel pomeriggio. 
Quindi torniamo alle sane buone stupende abitudini
Un nuovo impasto, elaborazione di miei soliti impasti con lievito madre, gioco sempre sulle mie certezze. Questa volta un impasto sofficissimo da riempire a piacimento per creare una focaccia ripiena che noi chiamiamo "calzone". Se ci si spinge più a sud della mia Trani nella nostra bellissima Puglia e chiedete un calzone vi verrà dato un panzerotto 😊 questo a riprova di come in una stessa regione un nome abbraccia preparazioni diverse. Da noi invece sta ad indicare una focaccia farcita con prosciutto , mozzarella e pomodoro o con il classico ripieno di cipolle olive e acciughe o come meglio la fantasia suggerisce.
Questo in foto è farcito con verdure prosciutto e mozzarella.





Ingredienti per una teglia diametro cm. 26

150 g. di lm
200 g. di farina tipo 0 
200 g. di farina tipo manitoba
10 g. di sale
5 g. di zucchero
260 g. di latte
70 g. di olio evo






Mescolare tra loro i due tipi di farina. In planetaria: spezzettare il lievito madre rinfrescato e raddoppiato, unire 100 gr di latte, lo zucchero e le farine miscelate . Avviare a velocità minima, far compattare gli ingredienti e cominciare ad unire poco per volta il restante latte, unendo il successivo solo dopo che il precedente sia stato assorbito. Con l'ultima parte di latte unire anche il sale. Aumentare un po' la velocità e cominciare ad unire l'olio in tre riprese agendo come per il latte.
In questa fase giocare con la velocità della planetaria e staccare ogni tanto l'impasto dalla ciotola ribaltandolo con l'aiuto del tarocco di plastica.
Terminato l'olio portare l'impasto ad incordatura. Ribaltare sul piano infarinato, coprire e lasciar riposare per 15 minuti.
Procedere ora con una serie di pieghe a tre.
Riposare coperto ancora per quindici minuti, quindi pirlare leggermente e riporre in ciotola unta d'olio fino a raddoppio.




a raddoppio avvenuto trasferire l'impasto su piano infarinato, sgonfiarlo delicatamente e dividere in due parti.
Ungere generosamente d'olio la teglia, aiutandosi con le mani stendere su piano infarinato una parte dell'impasto finendo se necessario con il mattarello dandogli una forma rotonda della dimensione della teglia, adagiare sul fondo della stessa.
Ricoprire con il ripieno scelto (in foto cime di rapa, cipolla e capperi, preparata in inverno) che potrà spaziare secondo i vostri gusti da semplice pomodoro e mozzarella a verdure di vostro gradimento.
Stendere allo stesso modo la parte restante di impasto e ricoprire il disco con il ripieno.
prendere lembi di impasto dai bordi del primo disco e richiuderli sul secondo pressando con le dita per sigillare.








Praticare un foro al centro e premere delicatamente per far uscire l'aria in eccesso ( a dire il vero io prima ci soffio dentro, gonfiando l'impasto che faccio ricadere sul ripieno) .
Ungere la superficie con un po' d'olio pennellandola.
Infornare a 240° modalità statico fino a doratura, circa trenta minuti.
trasferire a raffreddare su gratella.
gustare tiepido.




mercoledì 6 agosto 2014

CROSTATINE DI FROLLA ALL'OLIO N° 2

L'impasto per biscotti e crostate con olio come grasso è sempre stato chiamato in casa mia "pasta frolla" con olio. Discorrendo con amici e non , ci si è spesso ritrovati a dissentire su questo termine. I puristi sostengono fermamente che non devo chiamarla in questo modo poichè la pasta frolla in pasticceria si prepara con burro e senza lievito. Io certamente convengo che sia così ma sostengo anche che una terminologia a me così cara non possa ledere al dizionario di pasticceria! Io continuerò a chiamarla così! Già presenti nell'etichetta " preparazioni base" del mio blog sia la versione classica di casa che quella al burro sempre di casa, oggi vi aggiungo anche questa, frutto di una conversazione virtuale con Tamara avuta un bel po' di tempo fa.Lei mi consigliò di provare anche la sua versione che prevede all'incirca gli stessi ingredienti della mia, con l'aggiunta del miele,mai usato da parte mia nell'impasto di frolla.Prontamente mi son messa all'opera e scattate le dovute foto, ovviamente era partecipe dell'evento la piccola di nonna. Ne è uscito un impasto , fusione delle due versioni che ci ha lasciati convinti in pieno! Secondo me il miele ha conferito aroma e colore all'impasto.



Ingredienti
500 gr. di farina debole
10 gr. di lievito per dolci
200 gr. di zucchero superfino
100 gr. di olio evo
1 cucchiaio di miele di acacia
3 uova
1 pizzico di sale
semi di mezza bacca di vaniglia o 1 bustina di vanillina
confettura di fragole o a gusto personale q.b.




Mescolare in una ciotola la farina con il lievito,lo zucchero, i semi di vaniglia o la vanillina e il sale. formare una fossetta e versare olio, uova e miele. Mescolare in ciotola e trasferire successivamente sulla spianatoia. Compattare l 'impasto ben amalgamato, schiacciarlo, avvolgere in carta forno o pellicola e mettere a riposare per almeno trenta minuti in frigo.



Successivamente manipolare leggermente l'impasto per renderlo duttile e procedere con la formatura delle crostatine.



Cuocere in forno caldo a 170° per circa 20 minuti (dipende dalla dimensione delle crostatine).



Con questa ricetta, ovviamente, potrete anche deliziarvi nella preparazione di semplici biscotti da colazione o per un dolce snack al momento del bisogno.








sabato 14 dicembre 2013

PASTA FRESCA AL NERO DI SEPPIA


Al nero di seppia io adoro il risotto, ricordo anche delle mie vacanze in Croazia e mi rendo conto di non aver mai postato la ricetta! Invece questa volta ho voluto provare la pasta, trascinata dal bottino portato a casa dal capitano, delle freschissime seppioline!! Ho conservato i sacchetti, spesso lo faccio conservandoli anche in freezer aspettando l'occasione per usarli.
poi ieri su fb vedo la foto della socia mia la  mitica Sandra del blog le padelle fan fracasso che aveva preparato la sfoglia nera e mi si accende la lampadina!!!!




ingredienti

90 gr. di semola rimacinata (io senatore Cappelli)
210 gr. di farina 0
3 uova
1 cucchiaio di olio di oliva
2 sacche del nero della seppia
farina per lavorare

Mescolare le due farine, fare la fontana. in un bicchiere rompere con i rebbi della forchetta i sacchetti del nero delle seppie, mettere il cucchiaio di olio e stemperare il nero. Nella fontana di farine far cadere il nero facendolo passare da un colino a maglie strette aiutandosi con un cucchiaino, in modo che la membrana che ricopre il nero resti nel colino e non vada ad inquinare l'impasto. Unire le uova e impastare. Se è il caso unire un po' di farina. La prima parte dell'operazione l'ho fatta con una forchetta. Proseguire poi a mani nude. Formare la palla e lasciar riposare coperta con ciotola per mezz'ora. Tirare la sfoglia con la macchinetta o se si è esperte a mano, aiutandosi cospargendo di farina, lasciar asciugare la sfoglia per dieci minuti quindi tagliare le tagliatelle.
Io ho fatto con nonna papera, la mia è una Marcato, ho tirato fino al numero 7.

le ho condite con sugo di gamberi....favolose!!


sabato 8 giugno 2013

RICETTA PASTELLA PER CREPES

Un'altra ricetta che va ad arricchire l'etichetta di "preparazioni base" del mio blog.
Faccio riferimento a lui per le mie ricette trascorse e mi terrorizzo quando mi prende l'incubo di cosa farei se il web sparisse ....aiuuuuto perderei tutto il lavoro di quattro anni!!
Vorrei riuscire a salvare e stampare tutto e prima o poi mi farò aiutare da qualcuno esperto...ma ci pensate se perdessimo tutto il nostro lavoro messo su con passione? andremmo tutte in tilt!!!
meglio non pensarci va, scrivo la mia ricetta per preparare le crepes che è meglio .






Ingredienti per circa 20 crepes (padella cm 16  di diametro)

4 uova
200 g. di farina
500 g. di latte
50 g. di burro
1 pizzico di sale
poco burro per la padella.


Fondere il burro e lasciarlo intiepidire. Unire alle uova e lavorare energicamente con una frusta. Mescolare con la farina e aggiungere latte e sale. Formata la pastella, coprirla e lasciarla riposare per almeno 30 minuti.
Far sciogliere una noce di burro nel padellino antiaderente e una volta fuso, con uno scottex asciugare per bene la padella. Non buttare il tovagliolo ma utilizzarlo di volta in volta passandolo di nuovo imbevuto com'è di burro, sul fondo del tegame. Con un mestolino prelevare una porzione di pastella e versare in padella formando la crespella, rigirandola appena vediamo i bordi prendere colore e lasciandola sull'altro lato pochissimi secondi.
 In questo modo avremo un lato ben cotto e l'altro più bianco potendo scegliere quale lato lasciare all'esterno.
man mano che si preparano per distinguerle metto un pezzetto di carta forno in modo che non si attacchino tra loro preparandole in anticipo.
 Si possono preparare anche qualche giorno prima avendo poi l'accortezza di avvolgere il piatto che le contiene in pellicola trasparente prima di riporle in frigo.


lunedì 3 giugno 2013

IMPASTO PER PIZZA CON LI.CO.LI.


 Adesso devo riprendere i miei lieviti comatosi dopo il forzato soggiorno in credenza causa rottura di frigo e conseguenti cabasisi che sto ancora a smaltire lo svenamento!

Però devo dire che finalmente con questo impasto ho imparato a stendere le pizze con le mani e la cosa mi riempie di soddisfazione , mi rallegro e sento felice con poco. Come nella mia vita di ogni giorno. Basta una parola gentile un gesto inatteso e io sorrido ma non perchè rivolto a me ma perchè sono io che li dono e veder brillare gli occhi di chi li riceve e sentire anche un semplice grazie fa di me una persona felice.
Più che ricevere amo donare, anche così con una semplice pizza frutto del mio lavoro e della mia dedizione alle creature nate dalle mie attenzioni ad acqua e farina!!!




Ingredienti

150 gr. di licoli
100 gr. di farina di forza (manitoba molino Rossetto)
200 gr. di semola rimacinata + quella per la spianatoia (io Senatore Cappelli)
200 gr. di farina per pizze (io Casillo proteine 11.5)
300+30 di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio
15 gr. di sale fino




Come sempre con il licoli ho iniziato la mattina con 10 gr. di questa meraviglia prelevata dal vasetto che conservo in frigo. Quando si vuol procedere all'utilizzo di questa "creatura" si nota sulla superficie del vasetto che la contiene un leggero strato di acqua che si è staccato dal composto:è normale, basterà miscelare con una forchetta e prelevare la minima quantità necessaria. Ripeto : io per arrivare a dover far lievitare circa 500 gr. di farine ho capito che è sufficiente iniziare da 10 gr.
Un altro suggerimento:quando avremo quasi esaurito la quantità di licoli nel vasetto sarà opportuno unire quel che resta alla fine dei tre rinfreschi al vasetto in frigo in maniera da ricreare nuova materia magica!
Ai 10 gr. di licoli portati a temperatura ambiente ( ci vorrà giusto una mezzoretta) ,unire 10 gr. di acqua tiepida e stemperare il licoli con una forchetta. Si fa prestissimo. Unire ora 10 gr. di farina di forza e inglobare e sbattere con una forchetta come per voler fare una frittata. Coprire con un piattino o pellicola e mettere in credenza per 6-8 ore. Anche se ci sembrerà che nulla sia accaduto procedere ugualmente al secondo rinfresco unendo agli attuali 30 gr. di composto 30 gr. di acqua tiepida e stemperare come sopra e 30 gr. di farina di forza applicando le stesse modalità del primo rinfresco. Coprire e procedere al secondo riposo. Saremo ora ormai arrivate a sera e ad avere 90 gr. di prodotto. Ora ci sono due opzioni: andare al raddoppio oppure dimezzare le nuove aggiunte in maniera da avere alla fine 180 gr. di licoli. Io ho fatto proprio così questa volta. Ho cioè unito 45 gr. di acqua e 45 gr. di farina di forza. Mettere a crescere fino al mattino.
Al mattino ho proceduto all'impasto fatto tutto a mano tanto necessita di poco lavoro.

In una grande ciotola sciogliere 150 gr. di licoli ( ho quindi usato 30 gr. in meno del magico composto ottenuto, il resto va unito alla riserva in frigo oppure buttato) con metà dell'acqua indicata negli ingredienti. A parte avevo mescolato le tre farine, ne ho unito 1/3 ai licoli sciolti e ho mescolato e inglobato il tutto. A questo punto ho unito il resto dell'acqua meno 30 gr. che mi son riservata di unire all'occorrenza, il resto della farina, il sale e l'olio. In corso d'opera ho unito il resto dell'acqua perchè la semola rimacinata è una farina che ha bisogno di maggiore idratazione. Ho lavorato per qualche minuto finchè l'impasto mi è sembrato omogeneo ma chiaramente non ancora liscio e setoso.
Ho spolverato con semola rimacinata la spianatoia e versato l'impasto. ho coperto con la ciotola e lasciato riposare per 10 minuti. Poi per 4 volte distanziate ognuna di quindici minuti ho dato le pieghe a libro. 


foto da archivio

Quindi ora con la chiusura sotto ho formato una palla e coperto per 10 minuti. Dopo aver ripetuto questa operazione l'impasto è diventato liscio e presentava già delle bellissime bolle quasi fosse lievitato un pochino.  ho roteato l'impasto con la chiusura sotto con la mano quasi a voler dare una sorta di pirlatura cioè schiacciando leggermente col palmo e stringendo con le dita e contemporaneamente roteando la palla di impasto. Sembra complicato a scriverlo ma in corso d'opera sono sicura che risulterà molto facile. Ho spennellato una ciotola capiente con poco olio e messo l'impasto. Coperto con pellicola e dopo 15 minuti ho messo la ciotola nel frigo. Qui l'impasto deve rimanere per 24 ore minimo. Io l'ho lasciato per 2 giorni. Il mattino del giorno deciso per le pizze ho messo fuori l'impasto dal frigo e lasciato a temperatura ambiente per circa 4 ore. Ha ripreso perfettamente la sua lievitazione e si è portato al raddoppio!!
A questo punto ho dato le pezzature di circa 250 gr. l'una, e formato le palline con la parte di chiusura verso sotto. Andrebbero chiuse ognuna in contenitore singolo ma io le metto nel classico portatorta con coperchio due massimo tre per volta.
Questa dose ci darà quattro pizze e sono andate a due a due nei portatorta con la base degli stessi spennellata leggermente di olio. Ho chiuso col coperchio e lasciate lievitare circa 4-5 ore. A questo punto siamo a sera e procediamo alla preparazione delle pizze.






Accendere il forno alla massima temperatura modalità statico, cospargere di semola rimacinata la spianatoia, versarne anche sulla superficie delle palline, stendere con le mani le palline, sarà facilissimo perchè la pasta risulterà morbida ed elastica. Schiacciare con otto dita della mano dal centro verso l'esterno senza schiacciare i bordi che andranno a formare il classico cornicione. Mettere la pizza nella teglia e allargarla con le mani. Condire a piacere e infornare nella parte bassa del forno.
Stesso procedimento con il fornetto per pizze.





domenica 10 febbraio 2013

SIMIL PANDISPAGNA UMIDO E SOFFICE

Approfitto dei dolci infracompleanni per sperimentare qualcosa di diverso come questa volta, anche la crema è un nuovo esperimento.....tutto buono ma senza foto di passaggi e composizioni.....
solo questa ma rende l'idea della bontà....sono sicura


Ingredienti


pandispagna:

3 uova
stesso peso zucchero finissimo
stesso peso farina per dolci
100 gr. di burro
1 bustina di lievito per dolci
tortiera diametro cm 24

Lavorare uova e zucchero fino a renderli ben spumosi, unire il burro fuso e freddo, la farina e il lievito. Amalgamare gli ingredienti  . Mettere sul fondo  della tortiera oliata un disco di carta forno e  rivestire anche i bordi di carta forno. Infornare a 170° per 30 minuti.

crema gianduia:

una dose di crema pasticcera
200 gr. di crema gianduia

Semplicissimo: preparare la crema pasticcera e lasciarla raffreddare, quindi unire la crema gianduia amalgamando perfettamente.

lunedì 10 dicembre 2012

E' PRONTO.........ho rifatto il lievito madre

Giro e rigiro sul web.....quando mi frulla in mente qualche idea a volte mi abbandono all'estro personale (e a volte fa cilecca ma altre fa centro) e poi quando proprio voglio fare qualcosa di insolito cerco e cerco....così è stato per il lievito madre....che tanti dicono basta conservare un pezzo di pasta lievitata, ma io , pensavo, magari poi i fermenti che si moltiplicano sono sempre di quelli derivanti dal cubetto o no? Però ho tentato di farmelo da sola con lo yogurt....ma la sua acidità stenta troppo a scomparire e quindi ho abbandonato questo esperimento dopo svariati giorni di spugnette impicciate di pasta collosa e palette altrettanto imbrattate!!!
Poi spinta dalla voglia di non demordere ho ottenuto risultati più che buoni da quello avuto dal mio panettiere!.....ma non era una mia creatura!!!!!
E allora giro che ti rigiro approdo qui........e mi si apre un universo nuovo!!!!
Ora dopo due settimane e mentre scrivo il primo pane (integrale....per la dieta) è in forno!!! e il profumo fragrante arriva fino qui alla mia postazione.....non sarà sicuramente il massimo essendo il primo dalla sua creazione (sua del lievito intendo)...ma il raddoppio è sopraggiunto dopo 4 ore e quindi credo proprio di essere sulla buona strada. Deve migliorare sempre più perchè voglio impegnarlo per il panettone!!!!
E' la seconda volta che lo "creo" e ci sono tornata fiduciosa, perchè il primo è quello che mi ha accompagnata vittoriosa in quasi tutte le mie ricette con L.M....poi quando ho cominciato la dieta presa da spirito distruttivo di ogni carboidrato mi girasse intorno ho cercato di regalarlo a chi volesse autoprodursi lievitati ma non avendo nessuna risposta positiva  l'ho buttato ( e me ne sono pentita subito dopo ma ormai tra caldo e chili persi.....).
Ora sono tornata da lui e a costo di rinfrescare e buttare via il superfluo spero di resistere e farlo durare il più a lungo possibile!!!




Ingredienti

200 gr. di farina 0 (possibilmente biologica)
100 gr. di acqua leggermente tiepida
1 cucchiaino di miele

mescolare acqua farina e miele  fino ad ottenere un panetto liscio. Riporre in una ciotola di vetro coperta con un panno umido a riposare per 48 ore nel forno spento, sulla leccarda. Lasciare la lucina accesa fino a quando noteremo che introducendo la mano nella "camera di lievitazione " creata nel forno si sarà creato un ambiente tiepido (in genere la lucina del forno genera un ambiente a 25-26 C°).

Dopo 48 ore:
200 gr. di questo blob che si sarà creato
100 gr. di acqua tiepida
200 gr. di farina 0
Noteremo ben poca trasformazione specialmente se iniziamo il processo di questa stagione (la prima volta l'ho autoprodotto in primavera e la temperatura aiuta molto).
Stemperare il blob nell'acqua tiepida, aggiungere la farina e lavorare fino ad ottenere una palla liscia e poco appiccicosa. Porre nuovamente nella ciotola e lasciar riposare ancora 48 ore.
Ripetere questa operazione per minimo 2 settimane. Io ho ripetuto l'operazione per 20 giorni
Dopo 2 rinfreschi  ho diminuito la quantità di acqua portandola a 90 gr. per avere un panetto più consistente dopo le 48 ore.  
Il blob sarà pronto quando raddoppierà in massimo 3-4  ore.
A questo punto una volta rinfrescato , attendere trenta minuti e conservare in frigo fino al prossimo utilizzo, ricordandosi di toglierlo e portalo a temperatura ambiente ( basteranno trenta minuti) prima del nuovo rinfresco.
nel corso delle 48 ore si liquefa un pochino, perchè i lieviti molto giovani avranno finito gli zuccheri presenti nella farina e perderanno forza . Questo avviene ogni qualvolta il lievito rinfrescato collasserà indicando così che il processo di lievitazione è terminato e ha bisogno di nuovo rinfresco.








Il pane è pronto e credo sia andata bene, Panettone aspettamiiiiiii







martedì 4 dicembre 2012

YOGURT...... QUELLO CON IL BIMBY

Ho trovato sul web anche la versione dello yogurt fatto con il bimby e non mi sono lasciata  scappare l'opportunità di provarlo!
Il risultato da un prodotto leggermente più compatto di quello di partenza il procedimento è praticamente lo stesso ma forse per il fatto che il latte viene messo a bollire nel bimby quindi sottoposto per tutto il tempo al movimento delle lame gli da una sorta di sofficità che poi influisce positivamente sul risultato finale. Comunque devo anche sottolineare che ho allungato i tempi di riposo e aumentato leggermente la quantità dello yogurt starter che era  quello prodotto così perchè temevo fosse meno in forma di quello industriale.
Invece questa volta si che il cucchiaino si manteneva bello in equilibrio ^___^ anche se solo per pochi secondi :((
Ma la cremosità e la bontà anche questa volta mi hanno lasciata di stucco!!








E' rimasto meravigliato anche lui quell'omino rosso nella foto scappato momentaneamente alla mia collezione per ammirare la mia nuova creatura!!!





Ingredienti
1/2 litro  di latte ( io uso quello parzialmente scremato e fresco)
2 cucchiai belli colmi di yogurt (io quello homemade)

Bollire il latte per 8   minuti a 100°velocità 2 . Preciso che il mio bimby è il modello tm21. Togliere quindi il boccale dal corpo motore e attendere che il latte scenda a 37° (io sempre prova dito!)...non sono riuscita a trovare un termometro per liquidi e mi chiedo se un banale termometro per temperatura corporea possa andare bene anche se ho paura che possa esplodere!!! 😊accetto come sempre consigli in merito anche su dove potrei acquistare quello adatto all'uso!.
In attesa che il latte scenda di temperatura ho riempito la caraffa termos di acqua calda per creare la giusta casetta confortevole ai fermenti
Una volta abbassata la temperatura unire lo yogurt e lavorare 20 secondi a velocità 5.
Quindi versare il latte +yogurt nella caraffa svuotata dell'acqua calda messa in precedenza e riporre sempre in un luogo sicuro dove non verrà toccato o sottoposto a movimenti o vibrazioni per 12 o 13 ore.




Trascorso il tempo ho travasato gli yogurt in vasetti da 150 gr. e riposto in frigo:si conservano per 4 o  5 giorni .

Una considerazione precisazione:
io come ho ben specificato faccio uso di latte parzialmente scremato e fresco. Ho letto che usando latte intero e a lunga conservazione si possono ottenere risultati migliori con tempo di riposo inferiore (6-8 ore).