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mercoledì 30 gennaio 2019

RAVIOLI GAMBERI E PATATE SU CREMA DI ZAFFERANO E CAPPERI

Ho trascurato come non mai questo mio spazio virtuale.
Gli eventi della vita mi hanno tenuta lontana da qui, con i pensieri sopra ogni cosa e poi gli accadimenti che si sono susseguiti mi hanno lasciato davvero poco tempo da dedicare alla cucina e alle parole da lasciare su queste pagine.
I miei tempi in cucina sono stati limitati e circoscritti al quotidiano indispensabile con poche eccezioni di preparazioni leggermente più complesse che richiedessero tempo maggiore.
Si sono susseguiti primi veloci, dolci velocissimi insomma qualcosa di poco creativo e che rubasse davvero poco tempo.
La vita spesso ti mette di fronte a delle scelte, e hai bisogno di sacrificare qualcosa.Il qualcosa è stato questo mio spazio tanto amato, perchè se pure con tante amicizie virtuali, resta comunque VIRTUALE e a volte quello che serve è il contatto umano, il tenersi per mano il guardarsi negli occhi.
Adesso molto lentamente sto cercando di tornare qui, sto cercando di ritrovare quella passione che un po' ho lasciato andare, e cerco di farlo anche riprendendo vecchie foto e , come qui, vecchi post cominciati e non finiti. Sto pian piano anche cercando di recuperare le parole che mi sfuggono, per raccontare le mie emozioni.
nei pochi spazi eccezionali ho trovato tempo per questi ravioli.
Una pasta ripiena semplice ma appetitosa che sposa mare e terra in un connubio di patate e gamberi.
Salvate le foto, il tutto non è andato oltre la pubblicazione sul mio profilo instagram ed ora finalmente trovo il tempo di scrivere il post a descrizione della ricetta.
Chi mi legge e segue sa bene quanto le ricette che abbiano come protagonista i doni del mare, in questo mio scrigno prezioso siano molto frequenti.
Amo poi spesso giocare con gli abbinamenti, sposare terra e mare , sicura del risultato eccellente ogni volta perchè sapientemente pensato e combinato.
Seguitemi in cucina



Ingredienti

per la sfoglia:

3 uova medie
300 g. semola rimacinata
1 cucchiaio di olio

per il ripieno:
200 g. patata lessa
100 g. gamberi sgusciati
20 g. burro
20 g. porro
1 cucchiaio parmigiano
noce moscata
 sale e pepe q.b.

per finire il piatto:
100 g. panna
30 g. porro
10 g. capperi dissalati
3-4 stimmi di zafferano
10 g. burro
qualche cucchiaio di vino bianco





preparare la sfoglia impastando in planetaria o a mano la semola con le uova e l'olio, formare un panetto, avvolgere in pellicola e lasciar riposare per trenta minuti a temperatura ambiente.



Dedichiamoci nel frattempo alla preparazione del ripieno.
Lessare la patata con la buccia in acqua salata e quando è ancora calda sbucciarla e passarla allo schiacciapatate. Tenere da parte.
Stufare dolcemente il porro affettato sottilmente nel burro previsto tra gli ingredienti, quando sarà ben cotto unire i gamberi sgusciati e spezzettati, cuocerli per pochi minuti, aggiustare di pepe e sale, unire la patata schiacciata e il parmigiano. mescolare delicatamente facendo ben amalgamare gli ingredienti tra loro.
Tirare le sfoglie di pasta all'uovo e confezionare i ravioli, sistemarli man mano su canovaccio leggermente cosparso di semola.
Appassire il porro con poco burro e acqua a fuoco dolce in una padella. Unire vino bianco e capperi che non dovranno essere sott'aceto ma dissalati, alzare la fiamma e lasciar sfumare il vino.Completare con panna e zafferano, aggiustare di sale e pepe.
Portare a bollore una pentola d'acqua e  cuocere i ravioli, poi scolarli e tuffarli nella padella con la salsa di condimento; se necessario unire qualche cucchiaio d'acqua di cottura per ben mantecare.

Seguitemi numerosi sulla pagina facebook e sul profilo instagram , vi aspetto e sta nascendo una bella novità di cui vi parlerò a breve.


venerdì 11 marzo 2016

RISOTTO GAMBERI E LIMONE

I gamberetti sono una ricca risorsa in cucina.
In particolare i cosiddetti gamberi bianchi che in casa mia non mancano quasi mai in questo periodo perchè il capitano se li procura per usarli come esca nelle sue uscite a bolentino a pesca di saraghi e pagelli.
Quando torna a casa con i gamberi io scelgo i migliori freschissimi che utilizzo per svariate ricette o  semplicemente sbuccio  e surgelo il solo frutto per ogni evenienza.
Le teste e i carapaci li uso per preparare il fumetto che sarà un ottimo insaporitore per piatti a base di pesce.
Lo congelo in cubetti pronto all'uso.
Questa volta ho osato l'accostamento profumatissimo e aromatico del limone , approvato!
Seguitemi in cucina che vi spiego come fare

Ingredienti

700 gr. di gamberetti (peso lordo)
400 gr. di riso carnaroli
50 gr. di olio
1/2 bicchiere di vino bianco
zeste di limone bio
1 cucchiaino di succo di limone (facoltativo)
sale e pepe q.b.
1 litro circa di fumetto di crostacei (preparato con teste e carapaci dei gamberi )
1 noce di burro
1 piccola cipolla bianca
prezzemolo tritato




Ecco una vecchia foto che mostra i gamberi in questione.




Pulire i gamberetti raccogliendo teste e carapaci in una casseruola.
Mettere i frutti in una ciotola, condirli con poco olio, sale e prezzemolo tritato. Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Unire agli scarti dei gamberi tre cucchiai di olio e mettere a rosolare. Bagnare con il vino, lasciar evaporare.
Coprire con 1 litro di acqua , unire gli ingredienti previsti per preparare il fumetto e procedere alla cottura. Alla fine scolare con un colino a maglie strette e tenere da parte al caldo.
In una larga casseruola a bordi bassi appassire la cipolla tritata finemente con 50 gr. di olio.
Unire il riso e farlo tostare prima di sfumare con il vino bianco.
Diluire il fumetto di crostacei con un bicchiere di acqua calda e usarlo per cuocere il risotto unendo a mestoli come si è soliti fare nella preparazione del risotto, evitando di mescolare continuamente onde evitare eccessivo rilascio di amido da parte del riso.
5 minuti prima che il risotto sia giunto a cottura ( ci vorranno in totale all'incirca 30-35 minuti) unire i frutti dei gamberetti tenuti da parte.
Completare la cottura, spegnere il fuoco, mantecare con una noce di burro e se si desidera unire un cucchiaino di succo di limone.
Servire distribuendo su ogni piatto le zeste di limone a julienne ricavate con l'apposito rigalimoni.
Nel caso ne siate sprovvisti tagliare solo la parte gialla della buccia del limone bio e ricavarne julienne a coltello.
Saporitissimo e profumato risotto.






Vi aspetto numerosi sulla ma pagina facebook legata al blog.

mercoledì 3 febbraio 2016

UMBRICELLI CON SALSA DI GAMBERI BIANCHI E PROFUMO DI CURCUMA


Umbricelli....mi sono innamorata del nome, prima ancora di scoprire di cosa si trattasse, ovvio da subito sapevo fosse pasta fresca, ma per quanto riguarda la forma la fantasia spaziava. "Umbri" mi sembrava tradisse l'origine legata alla regione cuore d'Italia, "celli" mi ha fatto subito pensare ai vermicelli.... consulto internet incuriosita e trovo queste notizie che prendo per intero da SapereSapori


Si tratta di un tipo di pasta, simile agli spaghetti, che sta conoscendo un notevole successo, e che testimonia la sobrietà e la semplicità della cucina umbra di un tempo. Bisogna ricordare che, fino ad un po' di anni fa, le uova venivano adoperate, anche in campagna, con molta parsimonia: esse erano in genere vendute in città, oppure al sensale e ne rimanevano ben poche per il consumo familare. 
La pasta all'uovo, magari le tagliatelle, con la sfoglia stesa a mano col matterello, si gustava solo in poche occasioni di festa, mentre negli altri giorni la pasta era fatta solo di acqua e farina. 
La lavorazione è laboriosa, ma il risultato è ottimo. 
Dopo aver realizzato il normale impasto, si ricavano dei pezzi che, spianati fino a mezzo centimetro di spessore, vengono poi affettati da uno speciale piccolo matterello di legno scannellato; ogni singolo pezzo viene quindi allungato e affusolato con le mani, fino ad avere gli "umbricelli". 
Nel Ternano, gli umbricelli con qualche variante prendono il nome di "ciriole" e nello Spoletino "strozzapreti". C'è chi li chiama "stringozzi" ed anche "strangozzi". 
Secondo alcuni, il nome potrebbe esser dovuto al fatto che tale pasta, di forma allungata, ricorda un stringa per scarpe, una sorta di laccio, che poteva essere usato anche per strangolare i preti. 
Va infatti ricordato che l'Umbria, pur essendo terra di Santi, è stata per secoli sotto il dominio papale, per cui era assai sviluppato un forte sentimento anticlericale. 
In quel di Gubbio, si produce un tipo di pasta dalla forma simile alle tagliatelle, detta "rondoloni", che nei negozi di pasta fresca si trova adesso tutto l'anno. 
Il tipico condimento degli strangozzi era con un sugo di pomodoro, reso un po' piccante dal peperoncino e aromatizzato dal prezzemolo, ma ovviamente oramai vengono proposti nei ristoranti dell'Umbria con ogni tipo di salsa. 
Per chi volesse anche provare nuovi sapori, in commercio si trovano anche umbricelli o strangozzi ai gusti più diversi: al tartufo, alle ortiche, al pomodoro, ecc.


Per imparare a farli mi sono affidata all'ottimo video di 2 Amiche in Cucina il canale you tube dell'omonimo blog di Miria
Andiamo, seguitemi in cucina , vi scrivo come realizzare un primo piatto da leccarsi i baffi




Ingredienti

per gli umbricelli
200 gr. di farina tipo 1
100 gr. di semola rimacinata
140-150 gr. di acqua

per la salsa
700 gr. di gamberi bianchi
1/2 cipolla rossa
1 ciuffo di prezzemolo
uno schizzo di vino bianco
100 gr. di pomodoro datterino o ciliegino
sale e pepe q.b.
50 gr. di olio evo

per un fumetto veloce
teste e gusci dei gamberi
1 foglia di alloro
1/2 cipolla 
1 ciuffo di prezzemolo
40 gr. di olio
1/2 bicchiere di vino bianco
sale q.b.

 e inoltre:
mezzo cucchiaino di curcuma in polvere sciolta in mezzo bicchiere di acqua tiepida



Per prima cosa preparo l'impasto che m servirà per la pasta: ho usato farina tipo 1 che ultimamente prediligo.
Miscelare le farine, disporle sul piano di lavoro aggiungendo acqua necessaria a formare un impasto compatto , liscio ma non duro. Nella preparazione della pasta fresca non all'uovo io uso una idratazione vicina al 50% del peso della farina. Formare un panetto e mettere a riposare per almeno trenta minuti a temperatura ambiente avvolgendolo in pellicola.
Dopo questo tempo procedere ala formazione degli umbricelli .
Seguire il video del link messo nella prefazione del post.




FOTO PRESA DAL WEB 


Ora dedichiamoci ai crostacei sgusciando i gamberi bianchi, sapete quali sono vero? In questo periodo abbondano e il loro prezzo è abbordabile,qui a casa mia vengono a farmi visita almeno una volta a settimana. Il capitano li usa come esca nelle sue scorribande del fine settimana quando si dedica alla pesca a bolentino. Freschissimi e lucidi, sono un ingrediente fantastico per sughi e zuppe.

foto da archivio

Raccolgo i gusci e le teste dei gamberi in una pentola , i frutti li libero dal filo nero posto in cima al corpo e li tengo da parte.
Ora ai carapaci dei gamberi vanno aggiunti l'olio e la foglia di alloro, dopo averli  rosolati a fiamma moderata fino a sentirli sfrigolare, vanno Bagnarti con il vino bianco,  evaporare quindi aggiungere la cipolla, il prezzemolo e il sale, coprire a filo di acqua e lasciar cuocere per venti minuti a fuoco moderato. Filtrare con un colino a maglie strette.





Prepariamo il condimento:
In una larga padella stufare la cipolla tritata finemente con il prezzemolo e tutto l'olio indicato negli ingredienti, prima che prenda colore sfumare con il vino e una volta evaporato unire i pomodori spezzettati, regolare di sale e portare a cottura per dieci minuti a fiamma moderata. verso fine cottura unire i frutti dei gamberi. Una volta spento il fuoco unire al tutto un paio di cucchiaini della curcuma sciolta in acqua.Il resto andrà unito all'acqua di cottura della pasta insieme ad 1 cucchiao di olio.
Cuocere gli umbricelli e mantecare per qualche minuto nella salsa ai gamberi


Venite a trovarmi sulla pagina facebook legata al blog , vi aspetto numerosi.







lunedì 10 novembre 2014

FUSILLI CON GAMBERI E CREMA DI PATATE AL BASILICO


Mi piace passeggiare tra i profumi dei libri, mi piace passare del tempo nelle librerie e spulciare sugli scaffali alla ricerca di libri interessanti. La mia attenzione si sofferma quasi sempre sui romanzi storici o su libri che parlano di arte, sono i miei preferiti. Poi dedico un occhio particolare  alla sezione dedicata ai libri di ricette,  perchè trovo  spunti incredibili per arricchire la mia passione per la meravigliosa arte che è la cucina.
La proposta di oggi è liberamente tratta dal libro " dire fare Mangiare" edizioni Gribaudo.
In questo periodo sono tornata a fare scorte dei gamberi bianchi, un piccolo crostaceo saporitissimo e a prezzo contenuto che si presta a svariate preparazioni, ve ne ho già parlato qui e qui.
Seguitemi e vi mostro come preparare un primo piatto saporitissimo con una spesa davvero contenuta e che farà una bellissima figura sulle vostre tavole.







Ingredienti

250 gr. di patate (peso lordo)
300 gr. di gamberi bianchi ( peso lordo) 
5 o 6 foglie di basilico
1/2 bicchiere di vino bianco
1 scalogno
120 gr. di pomodoro ciliegino
400gr. di fumetto di pesce preparato con gli scarti dei gamberi
320 gr. di fusilli corti
70 gr. di olio
sale e pepe q.b.

La prima operazione da fare è preparare il fumetto con le teste e gli scarti del carapace dei gamberi come descritto qui
i gamberi in questione eccoli in una vecchia foto




Conservare i frutti dei gamberi in frigo fino alla cottura.
Dopo aver messo a cuocere il fumetto dedichiamoci alle patate.
Sbucciarle e metterle a lessare in acqua leggermente salata.
Tagliare a filetti i pomodori e tenerli da parte.
Filtrare il fumetto di pesce, schiacciando le bucce per ricavarne tutto il liquido.
Con un frullatore ad immersione o in un mixer frullare le patate con le bucce del basilico e metà del fumetto di pesce preparato fino a ricavarne una crema vellutata. Tenere da parte.
Mettere su la pentola per cuocere la pasta.
Rosolare dolcemente lo scalogno tritato in una larga padella che possa poi contenere la pasta, bagnare con vino bianco e una volta evaporato unire i filetti di pomodoro privati di semi e liquido di cottura.
Dopo 5 minuti unire i gamberi; cuocere per altri  5 minuti , unire la crema di patate e il resto del fumetto, amalgamare per bene e spegnere la fiamma senza lasciar cuocere di più, aggiustare di sale e pepe.
Scolare la pasta al dente tenendo da parte un bicchiere di liquido di cottura.
Mantecare la pasta nella padella del sughetto preparato unendo un giro d'olio crudo ed qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.





martedì 30 settembre 2014

RIPROPONGO LA RICETTA DEI TROCCOLI CON CICALE DI MARE

Vi propongo una ricetta gustosissima Ci sono ricette che si preparano comunemente in casa e quindi è normale per una blogger postarle nel proprio diario sul web.Poi accade anche che nel corso degli anni il blog si evolva, credo che sia un particolare comune a tutte le donne e mamme che come me hanno iniziato questa avventura con semplicità. Cambiano i metodi di descrizione, cambiano anche le foto,magari  migliorano un po', i post si trasformano e arricchiscono di nuovi dettagli. Capita che scorri indietro nel tempo attraverso le pagine del tuo blog e sorridi anche guardando i post degli albori del tuo spazio. E poi ti dici : cavolo, questa ricetta merita un po' più di attenzione e cura. E ti poni il quesito se eliminare il vecchio post o scriverne uno nuovo che mostri l'evoluzione del tuo spazio. E dopo consultazioni con altre amiche blogger, consigli e pareri decidi che no il blog rimane così, nelle sue semplicità ed evoluzioni e decidi di dedicare la giusta attenzione alla ricetta che sei sicura piacerà ai nuovi lettori.
E in questa riflessione mi son state di aiuto come sempre le stupende amiche blogger del gruppo bloggalline di cui mi onoro di far parte.







Squilla mantis, questo è il nome scientifico di un crostaceo dalla corazza  bianca , di piccole dimensioni e che comunemente è conosciuto come cicala di mare o canocchia. Vive ad una profondità che va dai 10 ai 200 metri e solitamente viene pescato con le reti a strascico.
Il suo consumo deve avvenire a poche ore dalla pesca, vanno acquistate vive e il suo sapore ne fa una preda ambita nella cucina di molte regioni .
Qui nella mia cucina viene consumata in abbondanza, come tutti i prodotti di mare come ben sa chi mi segue e legge da tempo. 






La preparazione di questo gustosissimo primo piatto merita un po' di attenzione nel preparare le cicale alla cottura.
Ma andiamo, seguitemi e vi spiegherò per bene come prepararlo.

Ingredienti

800 gr. di cicale di mare
300 gr. di pomodorini alla corda (o 400 gr. di pomodori pelati)
50 gr. di olio evo
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco
1 ciuffo di prezzemolo
2 foglie di basilico
sale e pepe q.b.
1 cucchiaino di parmigiano
400 gr. di troccoli

Liberare le cicale delle alette che si trovano sotto la pancia e anche delle zampette laterali.
Questa operazione è necessaria in quanto la ricetta prevede che siano tagliate in pezzi e serve ad evitare che in cottura parte delle alette possano staccarsi e "sporcare" il sugo. 

vi pubblico una vecchia e pietosa foto che vi mostrerà il prima e il dopo





sciacquarle sotto acqua corrente e tagliarle in 3 pezzi.
Rosolare nell'olio,in una padella larga, lo scalogno tritato senza fargli prendere colore, unire i pezzi di cicale ben scolati e rosolarli leggermente. Sfumare con il vino banco e unire prezzemolo e basilico tritati.




Ora unire i pomodori e il sale terminare la cottura per circa 15 minuti. A cottura ultimata spegnere il fuoco , pepare , unire un giro d'olio . Trasferire i pezzi di cicala in una scodella e tenere al caldo.
I troccoli io li preparo in casa usando il classico antico attrezzo





Scaldare i troccoli e una volta cotti scolarli e passarli in padella mantecando con 1 cucchiaino di parmigiano.



Servire e gustare questa buonissima proposta unendo ancora una macinata di pepe e del prezzemolo tritato.


mercoledì 9 aprile 2014

RAVIOLI DI ZUCCA E GAMBERI IN SALSA MARE E MONTI



Eccomi ancora una volta a presentare una ricetta con l'appellativo "mare e monti" ad indicare l'accostamento di frutti della terra e del mare. Già ne ho proposto qui e qui. E' evidente che l'accostamento ci piace!

questa volta si passa per un piatto di ravioli fatti in casa con un delizioso ripieno di ricotta gamberi e....zucca!! Superbo!
Per la zucca siamo agli sgoccioli! si troverà ancora per poco tempo sui banchi dei fruttivendoli,la varietà che preferisco è la "musquee de Provence" e  quando la vedo nel suo splendore arancione non so resistere e me ne torno sempre a casa con una bella fetta!!
Le cozze poi in questo mese sono piene da far gola e con pochi ingredienti ho elaborato un primo eccellente e che fa bella figura!
Il dolce sapore della  zucca ben si sposa con la ricotta che mescolata alla polpa della cucurbitacea in armonia con bocconcini di gambero ha dato vita ad un ripieno che sembrava di velluto! Ho coronato il ripieno con una nota di noce moscata che con il suo profumo inconfondibile si abbina benissimo alla zucca e ha legato insieme perfettamente i tre ingredienti principe. Sono rimasta molto soddisfatta.






per la pasta fresca:

200 gr. di semola rimacinata

2 uova
1 cucchiaio di olio evo

per il ripieno

150 gr. di zucca (peso netto)

200 gr. di ricotta vaccina asciutta
1 albume d'uovo
10 gamberi (io mazzancolle)
sale e pepe q.b.
una grattata generosa di noce moscata

bisque preparata con teste e carapaci dei gamberi

per la salsa

200 gr. di funghi ( io cardoncelli ma vanno bene anche gli champignon eviterei porcini)

1/2 kg. di cozze (peso lordo)
60 gr. ca di olio evo
prezzemolo tritato
1 piccolo scalogno
2 cucchiai di brandy
pepe nero macinato al momento

se si vuole decorare il piatto servono anche 4 cozze col guscio e 4 gamberi




 Come prima cosa prepariamoci l'impasto per la sfoglia mescolando la semola rimacinata con le uova e l'olio evo, quindi avvolta in pellicola per alimenti teniamola a riposo a temperatura ambiente fino al momento di usarla.
Lessiamo a vapore la zucca, io per accelerare i tempi l'ho tagliata a cubetti, una volta cotta e intiepidita l'ho tamponata tra alcuni fogli di carta da cucina per eliminare l'eccesso di acqua che avrebbe influito sulla consistenza della farcia. In alternativa si può cuocere al forno avvolta in stagnola, l'importante è non bollirla altrimenti  diverrà troppo acquosa.
Ho eliminato carapace e teste dai gamberi e li ho usati per preparare la bisque , il brodo concentrato insaporitore che mi servirà per completare la salsa di condimento. Come quantità d'acqua per usarla in questa ricetta vista la esigua quantità di carapaci sarà sufficiente usarne 200 gr. e seguendo la procedura della ricetta linkata equilibrare la quantità di odori previsti a proprio gusto.
i gamberi vanno nel ripieno crudi tagliati a piccoli tocchetti.
eliminare il bisso dalle cozze, sciacquarle accuratamente sotto l'acqua corrente , aprirle e raccoglierne i frutti in una ciotola, insaporendo con prezzemolo tritato.




Pulire sciacquare e affettare i funghi. Metterli in padella con un piccolo scalogno e prezzemolo tritati, salare adesso in modo da far perdere velocemente l'acqua ai funghi, rosolarli a fiamma vivace bagnando con il fumetto di crostacei ormai pronto e filtrato e il brandy, lasciar evaporare.



Lasciamo ora in sospeso la salsa e dedichiamoci ai ravioli. 




Mescolare la polpa di zucca con la ricotta ben asciutta,trasferire in una ciotola e unire  i gamberi a tocchetti , sale e pepe, legare il tutto con un albume d'uovo. La scelta dell'albume e non dell'uovo intero per avere in cottura un ripieno più cremoso.
Stendere la pasta con la sfogliatrice fino ad uno spessore di pochi millimetri, non sottilissima, io con la mia macchina Marcato ho usato il penultimo numero. Distribuire  cucchiai di ripieno distanziando di 3 centimetri un mucchietto dall'altro, ripiegare la sfoglia pressare tra un mucchietto e l'altro e con la rotella tagliare i ravioli.




Lasciarli ad asciugare sulla spianatoia o una tovaglia cosparse di farina.
Mettere a bollire l'acqua e accendere la padella della salsa con i funghi, appena questa raggiunge bollore versarvi le cozze e parte della loro acqua debitamente filtrata, far evaporare e cuocere per 5 minuti. Non prolunghiamo la cottura altrimenti le cozze diventano stoppose.
A bollore raggiunto cuocere i ravioli che avranno bisogno all'incirca di 5 minuti per giungere la cottura. Scolarli e mantecarli delicatamente in padella con la salsa. Impiattare e decorare se volete con un gambero e una cozza , spolverare di pepe macinato al momento e servire.







mercoledì 29 gennaio 2014

RISOTTO MARE E MONTI


Non lo so come mi sia venuto in mente di fare questo risotto stamattina! Ero partita ieri decisa nel risotto con gamberi bianchi, ne parlo col capitano e mi suggerisce di unirci anche un po' di cozze, sempre pronto lui a partecipare alle mie decisioni in merito ai menù giornalieri. E allora stamattina, nonostante la pioggia, vado alla "sciala" per l'acquisto delle cozze, sicuramente meglio che in pescheria! almeno penso io. Camminando camminando, vicino al mare respiro il profumo delle alghe e poi allontanandomi mi assale un profumo di erba bagnata proveniente da un vicino giardino. Immediatamente questo profumo risveglia in me ricordi di trascorsi antichi, di camminate in campagna, sulla Murgia , nella nebbia delle domeniche invernali, in cerca di funghi. Siamo a gennaio, è già il loro tempo, questa aria umida e il clima mite di un inverno che non c'è hanno favorito la loro vegetazione. Quelli veraci sono ormai un antico ricordo, ma quelli coltivati abbondano su ogni banco frutta. E allora mi scatta la scintilla del mare e monti. E così sia




Ingredienti

320 g. di riso  tipo carnaroli
300 g. di gamberi bianchi (peso lordo)
500 g. di cozze (peso lordo)
250 g. di fughi cardoncelli
50 g. di olio evo
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe
1 noce di burro

per il fumetto di crostacei:

1 litro e 1/2 di acqua
le teste e i carapaci dei gamberi
una piccola carota
2 pomodori
1 piccolo gambo di sedano
1 spicchio d'aglio con camicia
sale q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco

cominciamo col pulire i gamberi senza buttare testa e carapaci, ci serviranno per il fumetto che useremo per cuocere il risotto



Una volta puliti li metteremo in un contenitore, condendoli con un filo d'olio, sale pepe e un po' di prezzemolo tritato.
Raccogliere gli scarti dei gamberi in una pentola coprendoli con un litro e mezzo di acqua, il sale necessario e gli odori elencati tra gli ingredienti. Portare ad ebollizione e continuare la cottura per 20 minuti. Quindi filtrare il liquido che ci servirà da brodo per cuocere il riso. Schiacciamo ben bene gli scarti in modo da raccoglierne tutto il succo.

Stessa procedura per le cozze, dopo averle lavate e aperte, raccolte in un contenitore, condite come i gamberi e via in frigo.




Pulire accuratamente i funghi e sciacquarli velocemente, strizzarli farli a pezzi lasciando interi i più piccoli. Mettere i funghi in padella con olio sale pepe , uno spicchio d'aglio intero e prezzemolo tritato a piacere.
Cuocerli a fiamma moderata fino a che l'acqua cacciata naturalmente dai funghi sarà evaporata

Adesso si comincia con il risotto!
Tritare la cipolla con un ciuffo di prezzemolo e mettere il tutto nella pentola di cottura del risotto con olio e un filo d'acqua. Stufare a fuoco dolce finchè la cipolla sarà  cotta. Alzare la fiamma e appena il tutto sfrigolerà tuffarci il riso, tostarlo mescolando come di consueto per ogni risotto quindi sfumare con vino bianco.
Portare quindi a cottura aggiungendo di volta in volta mestoli del fumetto di pesce. A dieci minuti dal termine unire le cozze e i gamberetti . A cottura ultimata unire i funghi, mescolare, spegnere il fuoco e mantecare con una noce di burro.








Beh!!! che ve lo dico a fa'? buonissimo, naturalmente all'onda come piace a me!!

venerdì 6 dicembre 2013

TAGLIATELLE AL SUGO DI GAMBERI BIANCHI


In questo periodo nel "mio" mare Adriatico è più abbondante la pesca di gamberi quali mazzancolle. Ma tra i crostacei più comuni e a prezzi certamente più abbordabili primeggia il gambero cosiddetto bianco che in realtà è rosa.
Il gambero bianco o rosa è sicuramente il crostaceo più comune nel Mediterraneo con ottime proprietà organolettiche. La sua carne è delicata e il suo prezzo è assolutamente irrisorio se paragonato a quello dei gamberi più grandi e prelibati quali le mazzancolle.
Lo strascico in questi periodi ne fa gran scorta e noi non ci facciamo mancare l'opportunità di averlo nella nostra cucina.
Lo consumiamo anche crudo , ma l'intingolo che ho preparato questa volta merita un passaggio nel blog!!!









Ingredienti

320 gr. di tagliatelle all'uovo
600 gr. di gamberi
1 cipollotto fresco
1 rametto di prezzemolo
1/2 bicchiere di vino bianco
50 gr. di olio + un filo a crudo
1/2 barattolo di pomodoro pelato (io home made)
sale e pepe q.b.
2 cucchiai di panna per cucina

per il fumetto 

le teste dei gamberi
1 pezzetto di carota
1 spicchio d'aglio vestito
qualche foglia di sedano
1 rametto di prezzemolo
uno schizzo di vino bianco
1 pomodoro
sale q.b.
600 gr. di acqua


Puliamo i gamberi raccogliendo il corpo sgusciato in una scodella. mettiamo le teste in una pentola coprendole con l'acqua e gli odori e portare a bollore, salare e cuocere per venti minuti. Filtrare il fumetto.









 Tritare molto finemente il cipollotto in una padella meglio di alluminio unire l'olio e 1 bicchiere di acqua, tritarci un po' di prezzemolo, coprire e lasciar cuocere la cipolla dolcemente fino quasi a  farla sciogliere. Evaporata l'acqua bagnare con il vino e lasciar evaporare. unire i pomodori pelati spezzettati, sale e pepe e cuocere per 15 minuti bagnando con il fumetto preparato in precedenza. Una volta cotto il pomodoro unire i gamberi e 2 cucchiai di panna cuocerli per non più di 2 o 3 minuti, se li cuociamo troppo diventano stopposi. Spegnere e tritare del prezzemolo senza mescolare.
Scaldare le tagliatelle, portarle a cottura e versarle nella padella rigirandole per far amalgamare con l'intingolo. un giro d'olio crudo e servire.
A distanza di pochi giorni ho ripetuto la ricetta abbinando delle  tagliatelle al nero di seppia fatte a mano, a breve la ricetta del procedimento per la pasta fresca al nero di seppia.





venerdì 16 agosto 2013

LINGUINE ALL'ASTICE

E ci siamo di nuovo! E' di nuovo ferragosto, una festa mistica, tra sacro e profano.

Il nome della ricorrenza deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti istituito dall’imperatore stesso nel 18 a. C., che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, inutilizzati per i lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.

Da festa pagana a festa cattolica
La ricorrenza fu assimilata dalla Chiesa cattolica: intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata il 15 agosto. Il dogma dell’Assunzione (riconosciuto come tale solo nel 1950) stabilisce che la Vergine Maria sia stata assunta, cioè accolta, in cielo sia con l’anima che con il corpo.

la peculiarità di questa festa nell'immaginario collettivo si è oramai ridotta al sinonimo di vacanze e divertimento insieme al buon cibo.(notizie prese dal web)


Non ci sottraiamo certo a quest'ultimo particolare !!! Non chiedetemi di andare a cena fuori a festeggiare perchè, come per il cenone di capodanno, non lo farei mai. Magari la serata fuori casa me la godo in tempi normali e non di certo mischiata nella calca di centinaia di persone sistemate alla meno peggio e servite ancora peggio tra musica spaccatimpani e camerieri frustrati dalla gravosa incombenza. La cenetta fuori con gli amici o anche in due me la godrò magari tra qualche giorno quando chetate le acque da divertimento convulsivo tutto sarà più bello e tranquillo!!
Anche quest' anno si è optato per la classica cena in famiglia ed ecco cosa ho preparato come classica spaghettata serale del di di festa dopo aver trascorso il pomeriggio ad insegnare alla  nipotina come fare le bandierine di carta velina che facevamo  da bambini e quando i miei figli lo erano, incollandole su uno spago con colla fatta di acqua e farina per adornare il luogo dove trascorrere il ferragosto. le tradizioni se non le insegni si perdono nel tempo......... Seguitemi.......






Ingredienti per 6 persone


2 astici del peso complessivo di 1 kg.
1 chilo di pomodori da sugo
3 spicchi d'aglio
qualche foglia di basilico
1 mazzetto di prezzemolo
olio q.b.
sale
pepe
1/2 bicchiere di brandy
500 gr. di linguine





Mettere a bollire una pentola di acqua salata con 1 spicchio d'aglio vestito e 2 pomodori a pezzi. A bollore immergervi gli astici vivi e lasciarli bollire per 5 minuti. Scolarli e una volta tiepidi sgusciarne il corpo e le chele raccogliendo insieme al frutto anche l'acqua in essi contenuta. Eliminare dal dorso  dei crostacei il filo nero dell'intestino incidendone il dorso con un coltellino affilato. Tagliare a pezzi la polpa raccolta e tenerla da parte insieme al liquido raccolto. Tagliare in due le teste,eliminare lo stomaco e tener da parte. Pelare 1 chilo di pomodori da sugo eliminare i semi in eccesso e tagliarli a pezzi. Rosolare in una buona quantità di olio gli spicchi d'aglio interi e spellati e un bel trito di prezzemolo e basilico. Tuffarci dentro le teste dei crostacei e la polpa raccolta scolandola dal liquido in cui avevamo conservato il tutto ma senza buttare lo stesso. Una volta rosolato il tutto sfumare con il brandy. Fatta questa operazione prelevare con una pinza tutti i pezzi di polpa dei crostacei ed eliminare gli spicchi di aglio. Cuocere nel soffritto con le teste dei crostacei i pomodori pelati. Salare e portare a cottura per 20 minuti. Mettere a scaldare la pasta e 3  minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione, scolarla tenendo da parte un po' d'acqua di cottura. mettere la pasta nella pentola col sugo all'astice, unire  a questo punto la polpa dei crostacei e relativo succo e terminare la cottura della pasta unendo eventualmente un mestolo di acqua di cottura della stessa. completare con un giro d'olio di oliva, un trito di prezzemolo e una generosa macinata di pepe nero al momento.
La foto a disposizione è solo quella sopra, in giornate fuori casa è sempre difficile per me scattare a dovere foto da postare, mi affido quindi ai cellulari a disposizione.

lunedì 4 febbraio 2013

ARAGOSTA ALLA CATALANA

Siamo riusciti di nuovo a trovare questi buonissimi crostacei, surgelati si, ma sottoposti al trattamento crudi e quindi il loro gusto e la loro compattezza è molto vicina a quelle fresche che con i loro prezzi esorbitanti e proibitivi si possono gustare difficilmente.
Ci accontentiamo moooolto volentieri!!!
Una ricetta semplicissima ma gustosissima, che non richiede molto tempo se non consideriamo quello del riposo, necessario per far amalgamare i profumi. Quindi è meglio prepararla se non il giorno prima almeno 3-4 ore prima di gustarla.






Ingredienti

2 aragoste da 600 gr. l'una circa
1/2 cipolla rossa
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino di aceto
3 cucchiaini di olio
sale q.b.
pepe bianco q.b.
1 foglia di basilico
1 patata
10 pomodorini rossi e duri

Comincio col legare le aragoste per farle mantenere diritte.




se se ne ha una sola potrebbe essere utile legarla ad una tavoletta di legno o un coltello di acciaio *_^.

Metto a bollire abbastanza acqua salata e le immergo lessandole per 15 minuti.
Le tolgo dall'acqua e le lascio intiepidire.
Metto la cipolla a rondelle sottilissime in acqua fredda.
A parte lesso al vapore una patata tagliata a dadini piccoli. Metto nell'acqua per cuocere a vapore la patata qualche foglia di sedano per profumarla.
Sguscio l'aragosta e taglio a tocchetti la polpa ricavata dalla coda. Apro il carapace e raccolgo in una ciotolina la parte marrone contenuta nella testa. La mescolo con l'aceto l'olio, il sale , il pepe e il succo del mezzo limone.
In un'altra ciotola ho raccolto i tocchetti di aragosta. mescolo con l'emulsione preparata. Copro con pellicola e metto in frigo per almeno 3-4 ore.
Taglio in 4 parti i pomodorini e compongo il piatto: un letto di pomodorini, i dadini di patata sui pomodorini quindi la polpa di aragosta. Finisco con foglioline di basilico e anelli di cipolla ben scolati e tamponati. Ancora un giro d'olio e il piatto è pronto.