venerdì 3 luglio 2020

ROTOLO DI FRITTATA FARCITO

La loro stagione migliore è adesso: le zucchine, fresche profumate e tenere; sono tra gli ortaggi che più preferisco e a loro dedico spesso il mio tempo coniugandole in mille modi diversi.
Questa proposta giaceva in cassetto da almeno un anno e questa mattina con meravigliose zucchine a disposizione e uova da galline felici mi è tornata in mente e ripescata dalle bozze per dedicarla al blog,è molto semplice, fresca e gustosa; ottima sia tiepida che fredda accompagnata da  una insalatina di lattughino. se desiderate scoprire altre proposte con le zucchine andate alla etichetta apposita del blog e divertitevi pure.






Ingredienti teglia 20x30

4 uova

300 g di  zucchine medie
4 cucchiai rasi di percorino romano grattugiato
un pizzico di sale
pepe q.b.
poco olio evo
qualche foglia di prezzemolo tritato
2 foglioline di menta tritate

50 g. di ricotta vaccina
4 fette di prosciutto cotto
1 piccola mozzarella (125 g.)




affettare a julienne le zucchine, raccogliere in una ciotola e cospargere con un pizzico di sale, mescolare e lasciar riposare per trenta minuti almeno.  Accendere il forno a 180° modalità statico. Strizzare le zucchine dall'acqua in eccesso che avranno rilasciato grazie al sale e unirle alle uova sbattute con formaggio pepe, prezzemolo e menta tritati. Non uniamo altro sale in quanto già messo in precedenza .
Ricoprire una teglia da forno con cartaforno bagnata e strizzata e versare il composto di uova e zucchine livellando con il dorso di una cucchiaio.





Cuocere per 20 minuti circa in forno già caldo.
Rovesciare su un altro foglio di carta forno e staccare da quello che è servito per la cottura in forno. Lasciar intiepidirequindi spalmare sulla superficie la ricotta lasciando tutto intorno almeno un centimetro senza ripieno, ricoprire con le fette di prosciutto cotto e la mozzarella a fettine. Avvolgere dal senso della lunghezza a formare il rotolo e stringerlo nella cartaforno, mettere a riposare in frigo e aspettare che sia completamente freddo prima di tagliare. Riscaldare al microonde o gustare freddo.


Vi aspetto sulla mia pagina facebook e sul gruppo creato per chiacchierare e scambiarci ricette e consigli.

mercoledì 10 giugno 2020

BISCOTTI DA INZUPPO DELLA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

Il 2020 era iniziato in un modo sonnacchioso, quasi in sordina, almeno qui da me. Nulla di particolare, un capodanno passato in due cercando di rispettare la tradizione comunque sia e poi protrattosi in gennaio e gran parte di febbraio con una sorta di precognizione angosciosa, strisciante che non ti fa desiderare di sviluppare propositi futuri. Quella notizia sottotono che avevo ascoltato in dicembre mentre facevo il consueto albero di Natale, a tratti nei primi due mesi affiorava distrattamente nei telegiornali, ogni giorno no, però sempre più spesso, e sempre con toni più pesanti.
Quella strana polmonite che aveva quasi messo in ginocchio una regione della Cina si stava facendo strada a gomitate anche nella nostra Europa. Io sin da dicembre la cosa non riuscivo a sottovalutarla e spesso ne parlavo con i miei "sentito? in Cina c'è una strana polmonite  virale!"
" No dai è solo una semplice influenza, che vai a pensare? E poi in Cina!!".
Io sono ansiosa e rompiballe di natura, però ho cercato di scacciare quei brutti pensieri, mi sono dedicata, come ogni inizio anno, al pensiero delle vacanze 2020.
Ho cominciato da subito dopo le feste natalizie: Amsterdam con la sua vita frenetica e i suoi canali? Bruxelles come punto di partenza per poi visitare Bruges? Oppure Barcellona con la sua Sagrada familia e le ramblas? Si decide per Barcellona e comincio, come sempre, col cercare i voli e siamo a metà febbraio con un occhio sempre alla notizia dell'emergenza sanitaria di interesse nazionale dichiarata dall'OMS a fine gennaio .
Sembrava tutto così lontano.
E invece boom, a fine febbraio tutto si infrange, arriva il primo caso, poi gli altri e gli altri fino poi a tutto il maledettissimo tragico exploit che tutti abbiamo vissuto.
Il lookdown ci prende tutti!! Chiusi, incarcerati in casa, per circoscrivere l'epidemia che intanto diventa pandemia e costringe tutto il mondo a chiudersi a riccio tra i propri confini e ognuno di noi tra le proprie mura.
Distanziamento sociale, distanziamento dagli affetti più cari e più veri; quasi due mesi senza poter vedere le principesse mie, mia figlia, mia genero, senza poter trascorrere insieme i fine settimana come si fa da dieci anni. Anche Pasqua è stata triste e solitaria. Insomma un periodaccio che non POTREMO DIMENTICARE MAI PIU'.
Solo adesso che, forse, la luce in fondo al tunnel si comincia a intravedere mi sento di buttar giù due parole che ben poco potranno descrivere realmente il dramma che siamo stati costretti ad osservare, spettatori increduli; la frase più ricorrente che mi usciva a commentare era" neanche nel peggiore dei film di fantascienza".
Nei lunghissimi giorni chiusi in casa, tra serie di Netflix e interminabili programmi sugli avvenimenti,
si sono consumati chili e chili di farina, il lievito di birra ad un certo punto, insieme alla farina, sono scomparsi, andati letteralmente a ruba, introvabili. Sono diventati un caso da studiare !!
Ognuno ha fatto scorte perchè si sa, la paura di non trovare nei supermercati i beni necessari ha fatto emergere lo spirito da formichina di noi  mamme italiane  dalle mani laboriose, sempre in movimento; e così via nelle nostre cucine pane, biscotti e simili come se non ci fosse un domani.
Come questi biscotti che faccio due volte a settimana. Una ricetta di famiglia che viene declinata in infinite forme, ma quella più gettonata e di successo è questa forma inzupposa che ora vi racconto e descrivo. All'origine i biscotti li passavamo prima nel latte e poi nello zucchero ma quest'ultimo davvero si ammassava in maniera eccessiva sui biscotti pur conferendo loro un aspetto piacevole, senza latte è meglio!





Ingredienti per circa 40 biscotti

500 g. di farina 00 o specifica per dolci

200 g. di zucchero finissimo
12 g. di lievito per dolci
essenza di vaniglia o zeste di limone
3 uova ( 180 g circa)
100 g. di olio evo delicato  ( se  non lo è  50 g. di olio di semi di girasole e 50 g. di olio evo)
1 pizzico di sale
20 g di latte ( se le uova sono piccole)
zeste di limone o essenza di vaniglia

L'olio di Puglia si sa, è un olio con un certo tono, per questo ho adottato la formula cinquanta per cento con olio di semi di girasole, più delicato e che mescolato all'olio evo garantisce ancor più leggerezza a questi biscotti.
Per quanto riguarda lo zucchero io uso quello finissimo che conservo in un barattolo insieme alle bacche esauste di vaniglia che uso per i grandi lievitati; gli conferisce il profumo intenso di vaniglia quel tanto che basta a  profumare l'impasto, ma se preferite le zeste di limone è uguale, anzi più legato alla tradizione.
Accendere il forno a 180° modalità statico e preparare le teglie ricoperte di carta forno, a misura di leccarda in dotazione a forni standard da 60 cm ne serviranno due.
In planetaria il procedimento è semplicissimo e veloce. Con la foglia a K:
Farina, zucchero, pizzico di sale e lievito mescolati, unire olio, uova e latte e impastare a velocità minima fino ad avere un  liscio e asciutto ci vogliono due o tre minuti, l'impasto potrebbe non compattarsi l'importante è che toccandolo con le mani le lasci pulite ( come per tutte le frolle d'altronde)





Si lavora ancora brevemente a mano e si formano rotolini di impasto del diametro approssimativo di 3 cm che si tagliano in tocchetti da 4-5 cm




come si evince dalla foto se l'impasto è fatto bene su piano di acciaio non serve neanche usare farina, in caso contrario cospargere il piano con poca farina e procedere.
A parte preparare un piattino con zucchero questa volta semolato per regalare ai biscotti quella deliziosa superficie rustica.
Stendere i tocchetti di pasta rotoladoli sotto il palmo della mano e formare dei bastoncini che presseremo sullo zucchero.



Una volta pressati uno per volta disporre i biscotti nella teglia  per la cottura 








e cuocere in forno già caldo a 180° modalità statico. Ci vorranno all'incirca 15-18 minuti a teglia; ognuno conosce il proprio forno e il proprio gusto in termini di cottura.





Raffreddare su gratella, si conservano in scatola chiusa per diversi giorni.
Vi ricordo, come sempre, di seguirmi sulla pagina facebook e da qualche settimana ho attivato anche il gruppo dove potrete postare le vostre preparazioni, sostenere conversazioni con approfondimenti e scambio di idee e conoscenze!!

mercoledì 27 maggio 2020

FRITTATA CON LA ZUCCA

Questo frutto della terra mi regala ogni volta piatti deliziosi e sorprendenti, come questa frittata dal gusto saporito e l'aspetto colorato!
Una ricetta rustica ma saporita



ingredienti padella cm 22


4 uova

3 cucchiai rasi di formaggio romano grattugiato
1 cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato
1 rametto di prezzemolo
qualche ago di rosmarino
1 cipollotto fresco
250 gr. di zucca tagliata a julienne
poco olio per stufare le verdure
sale
pepe
olio necessario per la frittata






Stufare la cipolla affettata sottilmente in poco olio in una padella antiaderente del diametro di 22 cm, quindi aggiungere la zucca tagliata a julienne e gli aghi di rosmarino; portarla dolcemente a cottura.
Nel frattempo sbattere le uova con formaggio, una generosa grattatina di noce moscata, prezzemolo sale  e pepe.
Eliminare gli aghi di rosmarino.
Unire alla zucca ormai cotta ancora dell'olio, scaldarlo e quindi versarci le uova e terminare come al solito la cottura della frittata!!










giovedì 21 maggio 2020

RISOTTO AGLI ASPARAGI SELVATICI

Eccoli! Sono tornati, peccato durino pochissimo, gli asparagi selvatici; strepitosi dalle molteplici proprietà benefiche e paurosamente buoni.
Un magnifico dono da parte di un amico ed ecco che con un delizioso risotto dedico loro una giusta fine!!



Ingredienti
300 g. di asparagi selvatici
300 g. di riso carnaroli
1 cipolla
1 litro di brodo vegetale
Sale e pepe q.b.
Una noce di burro
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva





Gli asparagi si puliscono spezzando il gambo, da soli si staccheranno dalla parte più legnosa che andremo ad eliminare.
Spezzettare la parte tenera degli asparagi e conservare da parte le punte.
Intanto avremo preparato il brodo vegetale con sedano carota cipolla e pomodoro.
a parte stufare la cipolla in poco olio e qualche cucchiaio di brodo vegetale, unire le parti di asparago e portare a cottura quindi con un frullatore ad immersione frullare il tutto e tenere da parte.
Sbollentare le punte di asparagi e portare a cottura, le uniremo al risotto a pochi minuti dal fine.
In una larga padella tostare il riso senza che però prenda colore, sfumare con il vino e una volta evaporata la parte alcolica proseguire la cottura unendo prima le parti di asparago frullate e in seguito il brodo vegetale, senza mescolare continuamente. A cinque minuti dal termine unire anche le punte di asparago; a fine cottura e a fuoco spento mantecare con una noce di burro e due cucchiai di parmigiano grattugiato.



Vi ricordo che vi aspetto numerosi sulla mia pagina facebook

lunedì 13 aprile 2020

LISBONA- QUARTA PARTE- FATIMA

Data la vicinanza del santuario della Madonna di Fatima alla capitale portoghese, non potevamo non approfittarne. Abbiamo lasciato la visita al sito dopo la domenica consapevoli che avremmo trovato meno affluenza . Il Santuario è una meta frequentatissima e vi arrivano autobus da tutto il Portogallo.
Lo raggiungeremo anche noi in autobus con le linee extraurbane della compagnia REDE EXPRESSOS.
Prima di partire mi sono informata sulle modalità per acquistare i biglietti e raggiungere il terminal. Tutto molto semplice.

giorno 5 

Dal nostro hotel Miraparque con la metropolitana blu raggiungiamo la fermata jardim zoologico  e dopo un breve tragitto a piedi siamo a praca marechal Humberto Del Gado, dove si trova il terminal degli autobus della compagnia REDE EXPRESSOS che copre la tratta per Fatima, qui alla biglietteria acquistiamo biglietto andata e ritorno A/R  euro 12,50. Ci sono autobus in partenza ogni ora. La tratta Lisbona -Fatima si copre in circa 1 ora e trenta minuti. E' necessario essere presenti almeno 15 minuti prima di imbarco.

Il terminal ha numerosi gate con display che indicano orario di partenza, tutto ben organizzato.
Vestirsi con abiti sobri, niente pantaloncini e abiti o magliette a giro e scollati, sono abbastanza rigidi, pena il divieto a visitare i luoghi sacri.
La strada è agevole e quasi tutta a tre corsie. L'autobus ci lascia a poche centinaia di metri dal santuario e come era prevedibile c'è una grande affluenza di fedeli ma la piazza è talmente grande che una volta superati gli accessi ci si perde.




Evitiamo la piccola cappella dell'apparizione dove si sta svolgendo messa e dove c'è il maggior assembramento di fedeli, una lunghissima fila di penitenti in ginocchio che mi lascia senza parole! ed entriamo nel Santuario.
Sostiamo qualche minuto in religioso silenzio e ci avviciniamo alle tombe che accolgono le spoglie dei pastorelli.












Sostiamo brevemente al fresco dei giardini adiacenti al Santuario e tornati sulla piazza la attraversiamo per raggiungere la nuova chiesa costruita in stile molto moderno.










Breve sosta anche qui e poi ad aspettare l'autobus per il rientro. Inganniamo il tempo girovagando tra negozietti di souvenir religiosi, supermercati con imponenti cataste di baccalà e una sosta refrigerante in un bar.
Tornati in hotel per meritato riposo già assaporiamo la cena che abbiamo prenotato da MARISQUEIRA UMA dove Stefania, la mia cara amica virtuale blogger mi ha assicurato mangerò il miglior arroz de marisco di Lisbona!!
Il locale si trova in rua Sapatores in pieno centro e lo troviamo con facilità consultando santo google maps.
All'arrivo c'è una fila in attesa non indifferente ma noi, avendo prenotato, abbiamo la precedenza su tutti.



Il locale è piccolissimo accoglie giusto sei tavoli, possono accomodarsi non più di una trentina di persone. Ordiniamo il famoso arroz de marisco e dopo poca attesa ecco il pentolone stracolmo e profumatissimo!!Eccezionale: riso brodoso che ben presto si trasforma in uno squisito risotto all'onda arricchito da cozze,gamberi, scampi e grossi granchi; Il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino verde!
Un piatto unico che lascia sazie e soddisfatto, il piatto di formaggi confezionati che si trova al tavolo non è un benvenuto ma a pagamento come in ogni "tasca" di Lisbona. 







Usciamo dal locale estremamente soddisfatti e dopo esserci complimentati con il "burbero" proprietario.
Terminiamo la serata passeggiando per rua Augusta che di sera è davvero suggestiva fino a raggiungere l'elevador de Santa Justa sperando di poterci salire  e lasciare Baixa per largo do Carmo e ammirare Lisbona dall'alto di sera ma la fila anche a tarda sera è notevole. Rimandiamo tutto improrogabilmente a domani mattina.
to be continued...

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venerdì 28 febbraio 2020

LISBONA - PARTE TERZA OCEANARIO E CARCAVELOS

Riprendo il mio diario dell'avventura a Lisbona e dintorni vissuta con entusiasmo un po' di tempo fa.
ho cominciato a parlarvene appena tornata qui e ancora qui.
I ricordi sono ancora vividi e carichi di nostalgia perchè Lisbona mi ha preso il cuore. Siamo al giorno dedicato al famosissimo acquario della capitale portoghese nel quartiere ultramoderno Parque das Nacoes. L'Oceanario!!!
Il quartiere parco fu costruito in occasione di Expo '98 che ebbe come filo conduttore gli oceani del mondo. Progettato dall'architetto spagnolo Calatrava.
All'interno del parco si trovano oltre al bellissimo acquario anche una bellissima funivia che percorre lo stesso per tutta la sua lunghezza e offre una visuale unica sull'estuario del fiume Tago e sul lunghissimo ponte Vasco da Gama .



Al suo interno potrete trovare anche numerosi bar e ristoranti e un grande centro commerciale il Vasco da Gama


giorno 4
Ci dirigiamo alla stazione metro Parque la più vicina al nostro hotel, sono le 10,30. Prendiamo il treno direzione Oriente che ci porterà al Parco delle nazioni.
L'avveniristico parco costruito da Calatrava è ultramoderno.






 Le torri del centro commerciale Vasco de Gama sono la prima cosa che ci colpisce. Attraversato velocemente ci accolgono strutture ultramoderne che ci accompagnano lungo il tragitto che ci porterà all'Oceanario. Ci fa da contorno la bella funivia e sullo sfondo diciassette chilometri di ponte!! Il ponte Vasco da Gama che attraversa il fiume Tago e collega le località di Montijo e Sacavem.




La fila per l'acquario è lunghissima ma ben organizzata e in meno di 15 minuti siamo alla biglietteria.
Non sapendo cosa ci aspetta optiamo per il biglietto completo che comprende sia la esposizione permanente che quella temporanea: la foresta sommersa. In due paghiamo 30 euro.








Fantastico! Passiamo due ore attaccati alle varie vasche.
Spettacolare la vasca centrale immensa che accoglie gli esemplari più grandi.














Finita la entusiasmante visita torniamo in hotel che è ormai pomeriggio.
La serata la dedichiamo alla scoperta di Alfama.
Un labirinto di viuzze strette che si estendono dal fiume Tago fino a raggiungere il castello. E' la parte più vecchia e una volta più povera della città. Oggi è la parte più alla moda, ricca di locali da dove sovente si sentono uscire le malinconiche note del Fado.



La cena la consumiamo presso la taverna " TASCA DA SE' " vicino alla cattedrale ( la Sè de Lisboa) naturalmente con ennesimi piatti a base di bacalhau, io a minhota buonissimo.
Terminata la cena ci concediamo una passeggiata per l'Alfama e inutilmente tentiamo di salire sul famigerato numero 28, sempre pienissimo. Rimandiamo appuntamento ad un altro giorno, lo prenderemo da capolinea come ci hanno consigliato.
















Raggiungiamo piazza del commercio e con la metropolitana in hotel che è mezzanotte.


giorno 5
Oggi ce ne andiamo al mare! praia de carcavelos !
Con la solita metro blu dalla fermata Parque e cambiando allo svincolo Baixa Chiado, raggiungiamo la stazione ferroviaria Cais do Sodrè.
Anche questa volta la biglietteria ha fila considerevole ma scorrevole.
Prendiamo il trenino che in circa venti minuti ci porta a destinazione.
la spiaggia dista circa 500 metri dalla stazione alla fine di un lungo viale. Il sole picchia e al primo lido ci fermiamo. A RIVIERA
Ombrellone e due lettini 15 euro per tutta la giornata.
Finalmente l'oceano , finalmente bagnerò i miei piedi nell'oceano! Si, solo i miei piedi perchè l'acqua è ghiacciatissimaaaaa!!!!




La spiaggia è immensa sia in larghezza che in lunghezza, spiaggia fine e dorata. Poi ci ripenso e tra me e me dico quando mi ricapita? e quindi mi tuffo velocissimamente, mentre il mio capitano come al solito piroetta salta tuffa e nuota! 
Ci crogioliamo al sole tra una partita a scopone e un gelato e un po' di foto e si fanno le sedici e trenta. E ora di tornare







Torniamo in hotel per un piccolo ristoro e poi usciamo per andare a cenare. La scelta cade su LEITARIA DA ANUNCIADA  vicinissima a piazza Rossio, centro nevralgico della città.
Si tratta di una vecchia latteria abbellita da azulejos e oggi trasformata in taverna



Solito piatto di baccalà , questa sera con riso e fagioli.
Dopo la piacevole e squisita cena passeggiando passeggiando decidiamo per elevador da Gloria vecchio tram con panche in legno che ci porta inerpicandosi per 100 m a BAIRRO ALTO.
Passeggiamo brevemente per questo quartiere che forse sarà la tarda ora, non mi incanta per niente. ridiscendiamo e per via libertade raggiungiamo a piedi il nostro hotel. La giornata è stata intensa e faticosa ci meritiamo un giusto riposo.
to be continued...







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