Non amo il fritto e questo l'ho scritto tante volte.
Ma non potevo esimermi dal dedicare al mio blog anche la mia versione del dolce più popolare del carnevale.
Magari non saranno le migliori, le più belle, le più buone, le più originali, ma sono quelle che da quando sono sposata preparo per salutare questa festa che ci vorrebbe vedere per forza allegri ma che, ahimè allegri tutti non siamo. Ma siccome è la festa preferita dai bambini allora anche io faccio buon viso a cattivo gioco e posto, posto anche io tanto.........sono tutte chiacchiere!!! e....diceva la nonna di mio marito: friggi le suole e son buone anche loro!
Ingredienti per una montagna di chiacchiere!
500 g. di farina w 300-400 ( la farina forte assorbe meno olio Massari docet)
50 g. di zucchero
50 g. di burro
3 uova ( 160 g. ca)
1 bicchiere ( 150 g ca) di vino bianco ( ma se si preferisce un gusto più aromatico va bene il liquore secco che si preferisce) da aggiungere poco per volta
semi di mezza bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
olio per friggere (io di oliva)
zucchero a velo anche vanigliato
impastare tutti gli ingredienti, ottenendo un impasto liscio e malleabile e lasciarla riposare per 15 minuti quindi tirare la sfoglia sottile (più son sottili e più vengono croccanti) tagliando le strisce che andranno a formare le chiacchiere.
Questa operazione si può fare anche con la macchina tirasfoglia al penultimo numero (marca Imperia).
Formare le chiacchiere, lasciarle asciugare 15 minuti su un panno pulito e friggerle in olio abbondante a 170-180 gradi, scolarle prima che diventino troppo cotte ( ci vogliono giusto 30 secondi per lato).
Raccoglierle in un contenitore e alla fine cospargerle di zucchero a velo da ambo i lati e gustarle dimenticando l'odore che ha pervaso tutta la casa....tanto è carnevale ^___^
con queste dosi si ottengono moltissime chiacchiere. Io faccio mezza dose
Visualizzazione post con etichetta dolci fritti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci fritti. Mostra tutti i post
martedì 12 febbraio 2013
sabato 24 marzo 2012
LE ZEPPOLE LE HO FATTE ANCH'IO!!
La scorsa settimana i blog sono stati tutti presi d'assalto dalle numerose ricette di questo dolce tradizionale che si prepara per la festa di S. Giuseppe ormai da anni associata alla festa del papà.
Naturalmente anch'io da tradizionalista quale sono non ho fatto mancare in quel giorno le famigerate pastarelle!!
E allora ecco che anche io posto sul mio ricettario virtuale la mia versione!
Mi fu passata tantissimi anni fa fa da un pasticcere rinomato della mia zona e da allora è la ricetta che propongo sempre!!
Ingredienti
500 gr. di farina 00
1/2 litro di acqua
250 gr. di burro
1 pizzico di sale
12 o 13 uova grandi
1 litro circa di crema pasticcera
amarene sciroppate
In un pentolino mettere acqua burro e sale sul fuoco.
Quando bolle versare la farina e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno.
Quando la pasta si stacca dalle pareti ( quasi subito) togliere dal fuoco, mettere l'impasto in una scodella e lasciar raffreddare.
Aggiungere quindi le uova 1 per volta aggiungendo l'altro quando il primo è ben incorporato fino a quando si avrà una pasta consistente ma non dura.
Mettere la pasta in una siringa per dolci con bocchetta larga (o sache a poche) e su carta forno formare anelli larghi 7 - 8 cm di diametro.
A questo punto tagliare la carta forno intorno ad ogni zeppola
Friggerle in olio evo profondo immergendole con tutta la carta che si staccherà da sola.
Provvederemo ad eliminarla con una pinza.
La fiamma deve essere moderata altrimenti le zeppole si spaccano, rigirarle spesso.
Una volta dorate per 2 minuti da ambo i lati e gonfie le toglieremo dall'olio e posizioneremo su carta assorbente.
Accendere il forno a 180°.
Sistemare le zeppole su una leccarda e infornare per circa 10 minuti per completare la cottura.In questo modo cacceranno via parecchio olio superfluo.
Una volta fredde decorare con crema pasticcera e amarena. Spolverare di zucchero a velo.
Dose per 10-11 zeppole
100 gr. di farina 00
100 gr. di acqua
60 gr. di burro
2 uova grandi
250 gr. di crema pasticcera
sabato 18 dicembre 2010
ADESSO E' NATALE!!...le cartellate
Pomeriggio dopo pranzo.....la cucina rassettata in fretta , prendo il "tavoliere", stendo la solita tovaglia delle "sfoglie" sul tavolo della cucina.
Faccio spazio agli ingredienti e comincio ad impastare...e con le mani che si muovono e il profumo degli ingredienti, piano piano l'animo si predispone ai movimenti ritmici dell'unire e arrotolare.
Guardo fuori,che strano vedere questi fiocchi bianchi che ad intervalli si posano sui vetri...vogliono sbirciare? Vogliono capire quanto questo fare di noi ultime casalinghe attaccate alle tradizioni riuscirà a resistere all'invasione del comprato e mangiato.
Ripeto i gesti visti fare mille volte da chi mi ha insegnato quest'arte!!....stendo la sfoglia e con la rotella traccio la strada e ritaglio i nastri che come per magia accoppiati a conchette si uniranno e, ruotando su se stesse, come in un giro di valzer, formeranno le "rosette" che candide in seguito prenderanno via via colore e lucide e scure incontreranno le dita dei golosi che vorranno con gli occhi chiusi assaporare questo tripudio di sapore peccaminoso che sono le nostre CARTELLATE.
Lentamente , una dopo l'altra si uniscono a formare il "tappeto" di punte, rotondità e diversità.....
Alla fine do anche spazio a quei panzerottini ripieni di marmellata di uva che noi chiamiamo "calzncciedd".
Per stasera ho finito, rimetto gli attrezzi a posto ed esco dalla cucina .
Mi volto però a guardare il lavoro...ecco adesso è Natale...così diceva mio figlio quando rientrava e ignaro di quello che avevo fatto nel pomeriggio , entrava in cucina scoprendo la distesa di rotelline una diversa dall'altra!
Domattina riprenderò il lavoro!!!
INGREDIENTI
100 g. di olio
500 g. circa di vino bianco dolce
olio di oliva per friggere (circa 600-700 g.)
1 litro di vino cotto di uva o di fichi
poco cacao e zucchero
vino moscato q.b. (o vino dolce)
Impastare la farina con l'olio e il vino tiepido unito poco per volta finchè si ottiene una pasta soda, liscia ed elastica.
Deve essere abbastanza sostenuta, se la si ottiene morbida le creste si piegheranno dando un brutto aspetto alle rosette.
Farla riposare coperta dieci minuti.
prendere un pezzetto di pasta e passarlo nella macchinetta tirasfoglia nello spessore sempre più sottile fino al penultimo numero.
Se è necessario (ma non dovrebbe) cospargere MOLTO leggermente la sfoglia di farina per non farla attaccare.
quindi stendere e tagliare la sfoglia in strisce larghe all'incirca 3 cm.
ad una ad una accoppiare i lembi esterni a formare dell conchette come si evince dalla foto.
Quindi arrotolare su se stessa la striscia a formare la rotella pizzicando per unire le estremità.
Continuare impastando via via gli avanzi di pasta con un pezzetto di pasta nuovo....
Tenere la massa di pasta sotto una scodella per evitare che si asciughi altrimenti l'operazione di "attaccaggio" sarà impossibile!!!
se si vuol confezionare anche i panzerottini stendere la sfoglia di un numero più doppio e fare dei ravioloni.
A descrivere sembra complicato ma non lo è.
lasciare asciugare tutta la notte.
Al mattino in una padella friggere poche per volta le cartellate
Mi rendo conto che il lavoro è un pochino lungo, ma essendo diviso nel tempo non pesa....io l'ultima fase l'ho eseguita nel pomeriggio.
In una padella versare il vino cotto e se dovesse risultare denso aggiungere su un litro un bicchiere scarso di moscato. quando inizia a bollire immergere poco per volta le cartellate a testa in giù quindi rigirarle
Farla riposare coperta dieci minuti.
prendere un pezzetto di pasta e passarlo nella macchinetta tirasfoglia nello spessore sempre più sottile fino al penultimo numero.
Se è necessario (ma non dovrebbe) cospargere MOLTO leggermente la sfoglia di farina per non farla attaccare.
quindi stendere e tagliare la sfoglia in strisce larghe all'incirca 3 cm.
ad una ad una accoppiare i lembi esterni a formare dell conchette come si evince dalla foto.
Quindi arrotolare su se stessa la striscia a formare la rotella pizzicando per unire le estremità.
Continuare impastando via via gli avanzi di pasta con un pezzetto di pasta nuovo....
Tenere la massa di pasta sotto una scodella per evitare che si asciughi altrimenti l'operazione di "attaccaggio" sarà impossibile!!!
se si vuol confezionare anche i panzerottini stendere la sfoglia di un numero più doppio e fare dei ravioloni.
A descrivere sembra complicato ma non lo è.
lasciare asciugare tutta la notte.
Al mattino in una padella friggere poche per volta le cartellate
Rigirarle e scolarle a testa in giù
lasciando assorbire da un foglio di carta da cucina l'eccesso di olio.
La frittura è molto veloce.
Alla fine friggere anche i ravioloni
Mi rendo conto che il lavoro è un pochino lungo, ma essendo diviso nel tempo non pesa....io l'ultima fase l'ho eseguita nel pomeriggio.
In una padella versare il vino cotto e se dovesse risultare denso aggiungere su un litro un bicchiere scarso di moscato. quando inizia a bollire immergere poco per volta le cartellate a testa in giù quindi rigirarle
e così con le conchette colme di vino cotto metterle in un piatto spaso
in questa maniera man mano che si va avanti si potrà raccogliere l'eccesso di vino cotto che altrimenti sarebbe troppo!!
Via via sistemarle in una scodella e a strati spolverare leggermente di cacao dolce misto a poco zucchero
Si è vero ....adesso è Natale!!
lunedì 29 novembre 2010
I TARALLI DI ZUCCHERO...ovvero simil krapfen facili facili
Un desiderio da soddisfare da un po' di tempo e un alberello ciambelloso alquanto precario e immediatamente distruttibile da zampate fameliche alla ricerca di qualcosa di soffice e goloso nonchè ancora caldo da addentare in una domenica mattina ventosa e pre natalizia....questa è la breve e concisa cronaca dell'avventura di ieri con questi tarallini semplici ma sofficissimi.
INGREDIENTI per circa 30 ciambelle
500 gr. di farina
500 gr. di patate (pesate cotte e schiacciate)
2 cucchiai di fecola di patate
4 cucchiai di zucchero
2 uova medie
10 g. di lievito di birra
80 gr di burro molto morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
la buccia grattata di un limone
1 pizzico di sale
Lessare le patate con la buccia, una volta cotte sbucciarle e passarle allo schiacciapatate.
In una ciotola raccogliere tutti gli ingredienti: farina zucchero e fecola mescolate, il lievito sbriciolato, il burro morbido a tocchetti, la vaniglia, la buccia del limone grattugiata, un pizzico di sale la purea di patate ancora calda e le uova, mescolare bene.
Trasferire sulla spianatoia infarinata e lavorare ancora un po'.
Coprire la massa. Far lievitare per un'ora .
prendere pezzetti di pasta di circa 50 g. e fare delle palline bucarle al centro e formare il tarallo.
o se preferite lavorare a bastoncino dando poi la forma a tarallo
Friggerli pochi per volta in olio evo profondo e fuoco dolce rigirandoli spesso; dopo averli passati su carta assorbente tuffateli nello zucchero semolato
caldi sono una libidine ,freddi sofficissimi, il giorno dopo da passare velocemente nel microonde perchè si asciugano un po'
li ho fotografati così perchè inevitabilmente, inesorabilmente lo "spirito" si sta impossessando dei miei pensieri e quindi ogni azione è collegata alla kermesse natalizia che tra breve coinvolgerà anche in minima parte ogni cuochina del mondo ^____^
Iscriviti a:
Post (Atom)



