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martedì 15 dicembre 2020

NON E' MAI TROPPO TARDI

Questo è un post che avevo cominciato a scrivere parecchi anni fa, l'ho riscoperto girovagando tra le innumerevoli bozze che non mi decido a terminare. Lo lascio così intatto anche nelle mie ormai solite orribili foto, non cambio nulla se non queste poche righe che lo precedono. E' intriso di sentimenti personali e veri che non vanno dimenticati. Ogni volta è un tuffo al cuore, ora un po' mi mancano le lunghissime passeggiate a naso in su a scoprire in ogni angolo tesori artistici incantevoli ma ancora non mi sento pronta a ritornarci, ma tornerò a rimirar la grande bellezza. Buona lettura.

In uno dei miei primi post (se non forse proprio il primo) ho decantato l'amore e la passione che oltre che per la cucina ho per l'arte in genere ed in particolare per quella che posso "bere" ogni volta che vado nel museo a cielo aperto che è la nostra capitale.
Ora, nei giorni appena trascorsi , sono stata a Roma e come le tante altre volte è stato un continuo girovagare tra le tante piazze, chiese e vie dove ogni angolo è arte.
Accompagnata dal caos naturale che le fa da cornice e lo scrosciare delle mille fontane che l'adornano.
Capisco che per chi ci vive non deve essere semplice sopportare la continua presenza dei turisti ma è il pegno da pagare per avere la fortuna di viverci.
Ogni volta per me è una emozione incredibile entrare ed uscire dai luoghi dove artisti passati alla storia della cultura italiana hanno lasciato il segno. Mi meraviglia vedere come per i più sia normale passare distrattamente davanti ad un'opera di Bernini o un capolavoro dell'arte romana ....ma è così, è nella natura umana abituarsi al quotidiano e trasformare le meraviglie in normalità.
E quelle chiese tante volte chiuse che racchiudono nella penombra che le contraddistingue capolavori inestimabili di autori che hanno lasciato  segno di pennello o di scalpello per allietare la nostra sete di cultura e riempirci di orgoglio nel condividere con loro la terra  che ha dato loro i natali.




E resto incantata mentre guardo i volti scolpiti nel marmo in un tempo dove la sola forza erano le braccia e la sola fonte di ispirazione la propria fantasia.
Oggi tutto sembra più facile,perchè questo nostro piccolo amico meraviglioso (il pc) ci aiuta in tutto.
Ma quelle guanciotte!!! quelle alette e quei riccioli.....che meraviglia




La storia è "spalmata" sui palazzi, lungo le strade  e ne ha intriso l'aria e per me sarà sempre una gioia ROMA




L'amore per l'arte e il ricordo degli affetti sono e saranno sempre un intreccio indissolubile nei miei sentimenti





e il fascino della città che mi trascinerà sempre ad osservare ed ammirare, oltre che amare tutto ciò che la circonda.





e mi travolge e mi sconvolge ...e con gli occhi socchiusi profumo quell'aria e bevo quell'acqua e ascolto lo scrosciare delle fonti e chiacchierio delle genti e mi inebrio di tutto questo.





martedì 23 dicembre 2014

LE FRITTELLE DELLA VIGILIA CON LIEVITO MADRE


Ci siamo! Un anno volato in fretta questo 2014, troppo in fretta. E' ancora presto per trarre le conclusioni, manca poco comunque anche per quello, è tempo invece di avvicinarsi alla festa più bella dell'anno con spirito nuovo e sereno.
Fermarsi, ascoltare, raccontare.
Questi i tre verbi che dobbiamo fare nostri in questa settimana
Fermarsi: godere dei giorni in famiglia, non sospirare sperando passi presto, sono momenti preziosi, che più ritorneranno. Fermarsi a riflettere sul vero significato della parola NATALE , non relegarla miseramente al ruolo di festa dei bagordi e delle vanità. Fermarsi a pensare a quel che accadde più di duemila anni fa e arricchire il nostro animo del suo significato
Ascoltare: soffermarsi ad ascoltare anche gli altri, non restringere le proprie azioni nell'angolo dell'egoismo, saper condividere le parole  e i pensieri anche con chi meno fortunato vive la festa più bella dell'anno con spirito diverso, a chi ha lasciato casa in cerca di un futuro migliore, a chi combatte ogni giorno con mali oscuri , a chi combatte ogni giorno la sua quotidianità per migliorare la propria esistenza.
Raccontare: condividere, magari con i più piccoli, le nostre esperienze di vita legate a questi giorni, facendo tesoro della nostra esperienza cercando di tramandare loro il significato vero del Natale.
Loro crescono nell'era del consumismo,  aspettano Babbo Natale, ma noi ,invece raccontiamo loro e viviamo con loro l'attimo di LUCE legato alla nascita del bambinello, raccontiamo loro di quando in casa c'era solo il presepe, di quando l'albero ancora non era nella nostra tradizione, di quando allestire il presepe con gli angoli legati a tutti i mestieri era un lavoro che iniziava giorni e giorni prima, di quando da piccoli (parlo per me) avevamo il compito di raccogliere il muschio fresco per arricchire i paesaggi, e facciamo rivivere  loro l'esperienza di portare il bambinello nella culla allo scoccare della mezzanotte.
Questi i tre verbi importanti quest'anno: sono verbi che mi ha trasmesso il sacerdote alla recita della mia principessa Viola , all'asilo, quando ha voluto condividerli con noi e io li ho coniugati con i sentimenti che sento appartenermi.
Ho scelto di dedicare questi miei pensieri al post che si lega alla ricetta più tradizionale dl giorno di vigilia qui a casa mia : le frittelle.
Non è mai inopportuno parlare dei propri sentimenti , anche in questo spazio virtuale, l'ho fatto e lo farò ancora, chi mi legge ha avuto modo di scoprirlo in questi quasi sei anni del mio blog.






Ingredienti

150 g. di lievito madre rinfrescato e raddoppiato
300 g. di farina 0 (io 11 proteine per 100 gr.)
200 g. di semola rimacinata
200 g. di patata lessa schiacciata e fredda (peso netto)
190 g. ca di acqua (dipende dalla patata)
50 g di strutto
1/2 cucchiaio di sale ( 12 gr.)
1 cucchiaino di zucchero



Nella ciotola spezzettare il lievito madre, unire 100 gr. di acqua, le farine miscelate, la patata,  lo zucchero e avviare a velocità minima.
Una vota ottenuta una massa omogenea, unire lentamente il resto dell'acqua e con l'ultima parte il sale.
Unire lo strutto, aumentare la velocità e far incordare l'impasto che risulterà appiccicoso ma incordandosi si asciugherà.
Trasferire su un piano infarinato, coprire e lasciar riposare per quindici minuti.
Con l'aiuto di un po' di farina allargare l'impasto a formare un rettangolo e eseguire una serie di pieghe a tre.
Coprire e dopo un'ora ripetere l'operazione.




Coprire ancora e dopo un'ora ripetere l'operazione delle pieghe : A questo punto l'impasto sarà diventato tenace, infarinare una ciotola, trasferire l'impasto e coprire con pellicola.
Ora se avremo eseguito l'impasto nel pomeriggio sarà bene trasferire dopo 15 minuti in frigo avendo cura di riporlo a temperatura ambiente prima di andare a dormire.
Se invece avremo eseguito l'impasto a sera ormai giunta sarà sufficiente lasciare a temperatura ambiente tutta la notte
Al mattino troveremo l'impasto raddoppiato.
Io per riuscire ad avere le frittelle pronte per pranzo , ho messo l'impasto raddoppiato in luogo fresco (fuori al balcone ).
Alle dieci ho cominciato a formare le frittelle.
Alcune le ho fatte davvero piccine stendendo parte dell'impasto allo spessore di 3 mm circa, coppate tante formine tonde e farcite con sola acciuga, queste accompagneranno le classiche rape stufate.
Per dare una dritta, ho fatto pezzi da 20 g per quelle piccine e 40 g per le altre




Altre le ho farcite con scamorza fresca e pomodoro pelato spezzettato, mescolati tra loro e lasciati in un colapasta per permettere di perdere tutto il liquido in eccesso.




Altre ancora con pomodoro, scamorza e ricotta forte, un altro classico della mia regione.
Ognuno sceglierà il ripieno e la forma preferiti.
Dopo aver formato tutte le frittelle, riposte su un panno infarinato, coprire con un altro panno e  una copertina, lasciando riposare per almeno un'ora.
Friggere in olio di oliva ben caldo poche per volta. 





Con questo post auguro a tutti i miei amici un sereno Santo Natale.




giovedì 6 novembre 2014

2 ANNI DI LIEVITO MADRE


Esattamente due anni fa ricreavo il mio lievito madre, mandato nell'umido all'inizio della mia ormai famosa dieta. Una volta raggiunto l'obiettivo del peso il primo pensiero è stato riprodurre quella creatura viva che è il lievito madre.
Oggi a due anni di distanza  lascio sul blog un collage delle foto di alcune delle bellissime esperienze lievitate vissute con lui! 
Quasi tutte sono post presenti nel blog, pochissime devo ancora pubblicare.
Devo anche a lui la gioia di aver potuto condividere la mia passione per il lievito madre con tante amiche blogger e di aver avuto , grazie a lui, la possibilità di conoscere, se pur solo virtualmente, persone fantastiche. 
Ma non solo: grazie a "vito" ho potuto incontrare alcune delle persone che condividono con me questa passione.
E allora grazie "vito" che la forza sia con te!!!






Spero proprio che la nostra condivisione continui a lungo.....e poi ora sta facendo gli allenamenti per le olimpiadi del Natale!!!

giovedì 2 gennaio 2014

FELICE 2014!!



Armiamoci di buoni propositi, impegniamoci in succulente ricette, realizziamo i nostri sogni e lasciamo che il sorriso alberghi nei nostri cuori!!!! Buon Anno Blogger!!!




Io l'ho iniziato così!!

venerdì 4 ottobre 2013

NON SEI TU IL MARE?




ho i crampi allo stomaco, ho la nausea... e la testa mi martella....il pensiero fisso che mi tormenta , il pensiero di quei figli distesi a terra contraddistinti solo da un numero , che cercavano solo il permesso di vivere dignitosamente e nella ricerca di un DIRITTO che DEVE essere garantito a QUALUNQUE essere umano hanno trovato la morte.

il cuore stracolmo di tristezza mista a rabbia di impotenza!! Roberta Paris e  Veronica grazie ! Queste parole racchiudono tutto il dolore ......



Mare, dentro di te sta il mio amore. 
Hai preso la sua anima e il suo cuore.
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei. 
Cercala ovunque, trovala, fallo per me. 
Mare riportami l’amore della mia anima
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire
Mare!
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!



Tesfay Mehari, cantante eritreo, dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d'Italia
(fonte: Fortress Europe)



foto di Francesca Paris 





lunedì 8 luglio 2013

UNA SERATA IN ONORE DEL TRANI INTERNATIONAL FESTIVAL SEZIONE FOOD



cena di gala sulla terrazza del Marè Resort



Qui a Trani in questa estate si sta svolgendo una deliziosa iniziativa che abbraccerà quasi tutto l'arco della stagione. Si tratta  del T.I.F. Trani international festival che si sta svolgendo dal 20 giugno e si concluderà il 1 settembre. Tra le innumerevoli piacevoli iniziative culturali è stata inserita una sezione food che ha visto in diverse giornate alternarsi temi gastronomici con appetizer che hanno attirato numerosi curiosi golosi. A conclusione di 5 giorni dedicati al food in cui si sono alternate le serate dello Street food, in cui 10 attività commerciali del centro città hanno messo a disposizione i loro locali per permettere a cuochi emergenti e famosi del territorio di gustare svariate loro preparazioni stile finger-food debitamente accompagnati con eccellenti vini del territorio ,













la via del pane, dove la centrale via S. Giorgio si è trasformata in via del food &wine e street cooking men in cui nella stessa via i cuochi partecipanti hanno preparato in diretta alcune degustazioni. Infine domenica a conclusione della sezione food , per coinvolgere maggiormente la cittadinanza è stato indetto il pasta al forno contest 
aperto a cittadini non professionisti. Io ho partecipato volentieri con spirito decoubertiano e la vittoria è andata nientepopodimeno che ad un uomo!!!! In serata si è svolta una cena di gala presso la splendida cornice della terrazza del Marè Resort.
Vi lascio dopo questa breve introduzione le foto dei vincitori 





serata di presentazione








la premiazione dei vincitori del  "pasta al forno contest"
una piacevole serata

venerdì 27 gennaio 2012

QUELLO CHE RESTA PER NON DIMENTICARE!


Sono diversi giorni che leggo e rileggo questo post...Spinta dall'emozione l'ho scritto per il 27 gennaio: IL GIORNO DELLA MEMORIA...ma non ho avuto il coraggio di postarlo, perchè ritenevo fosse fuori luogo nel contesto di un blog che vuole essere un momento di svago e di leggerezza , giorno dopo giorno l'ho riletto  e poi mi sono decisa...  oltretutto è un modo per ricordare il mio amatissimo papà .
Sicuramente questa testimonianza è lontanissima da quella orribile che siamo , purtroppo, stati abituati ad ascoltare e vedere anche nelle riproduzioni cinematografiche.
Ma devo sottolineare che quando ancora non era stato istituito il 27 gennaio come "giorno della memoria" affinchè le generazioni presenti e future non dimenticassero mai quello che è stata in un periodo infausto della nostra "civiltà" la follia di un movimento politico, insomma quando ero piccola, spesso restavo terrorizzata e sconcertata ad ascoltare il racconto di mio padre, che lo  faceva spesso, schivo e quasi vergognoso di dover ammettere di aver vissuto in prima persona solo marginalmente quello che ha colpito milioni di perone.
Poi quando lui ci ha lasciati, come ovunque accade, rovistando e mettendo ordine nei suoi affetti, sono emerse le lettere che lui mandava da quel luogo, e allora: tenere in mano quelle pagine e buste ingiallite dal tempo e leggere la bella grafia di mio papà, beh, questa è stata tutta un'altra emozione, e leggerle in quel momento ha suscitato, forse, un'angoscia e consapevolezza più grandi.....avevo perso mio papà, ma lo avevo avuto contro chi non lo è mai stato , contro chi non è mai cresciuto, contro chi non ha visto più i suoi figli crescere......orribile!!!
E' bene ogni tanto soffermarsi su quello che è storia recente anche se sembra lontana...


...non è possibile dimenticare  l'infausto periodo coinciso con l'olocausto.
A memoria di quel periodo infame ci sono le lettere che mio papà spediva da quel campo che lo vide prigioniero  di guerra negli anni 1943-44, all'età di 22 anni. Era il campo di Fallingbostel in Germania
Un'età che oggi, i nostri figli li consideriamo ancora fanciulli e li accudiamo come tali fossero.
A quell'età mio papà aveva già conosciuto la "signora morte" e la "signora fame"
Tanti suoi compagni aveva visto sparire dalle camerate ......non so se tra quelli c'erano degli ebrei o dei "diversi" e in una lettera raccontava "fortunato io che posso dire di avere 22 anni, tanti di quelli che ho conosciuto non possono parlare più!".
Parole che sembrano raccontate da un vecchio e che invece ad avere quei sentimenti era un ragazzo poco più che adolescente!
Ci raccontava che lui era stato più fortunato,perchè salvato da quel poco di francese che conosceva....
serviva un interprete e così per fortuna è riuscito  a tornare a casa.....
Il freddo e la fame ...queste due erano le sensazioni che non riuscì mai a dimenticare..oltre la paura di non tornare a casa.
Per placare la fame rubava le bucce delle patate dai rifiuti delle cucine e le poggiava sui tubi roventi delle stufe fino a quando si staccavano e le mangiava con avidità.
Queste storie mi sono rimaste impresse...
Quando tornò a casa  aveva vestiti consunti e scarpe spaiate ai piedi...
ma lui è tornato ...altri, tanti, no: giovani, bambini, anziani....speranze disperse , ambizioni  e amori divisi e cancellati e chiediamoci :PERCHE'?
Mai si potrà trovare una risposta a questa domanda
le sue lettere si ripetevano  e con esse cercava risposte e notizie da casa  che non arrivavano perchè la sua corrispondenza impiegava anche 1 anno per essere recapitata e la sua angoscia cresceva...... tuttavia non lasciava mai trasparire l'angoscia che premeva sul suo animo chiuso in quel campo di prigionia.
Non ho mai saputo se in quel campo avvenissero le "selezioni di massa"...ma spero che almeno questo il mio papà non abbia dovuto vederlo.
Non dimentichiamo......MAI.
Elie Wiesel ha detto "non possiamo permettere che il nostro passato sia il futuro dei nostri figli!".

HO RIPESCATO QUESTO POST TRA LE BOZZE DELLO SCORSO ANNO...NON EBBI IL CORAGGIO DI POSTARLO ALLORA...PER PUDORE...PERCHE' RAPPRESENTA LA TESTIMONIANZA DI UNA STORIA FINITA BENE  E.. PER RISPETTO VERSO COLORO CHE L'ORRORE L'HANNO VISTO PASSARE SULLA PROPRIA PELLE, MA A DISTANZA DI UN ANNO HO MATURATO LA CONSAPEVOLEZZA CHE QUALUNQUE TESTIMONIANZA VISSUTA IN GUERRA VENGA FATTA CONOSCERE SENZA VERGOGNA .
LO POSTO COSI' COME LO SCRISSI SENZA CAMBIARE NULLA PERCHE' NULLA E' CAMBIATO NELLA MIA COSCIENZA A RIGUARDO DI QUEGLI ANNI ORRIBILI, ONTA E VERGOGNA DEL GENERE UMANO!!!

giovedì 28 aprile 2011

GNOCCHETTI SARDI CON ASPARAGI E ZAFFERANO

La primavera è un trionfo di profumi....il mio alberello di limoni sul balcone ha cacciato centinaia di fiori che profumano l'aria intorno, e io annuso con gli occhi chiusi e con la mente faccio un balzo indietro nel tempo.
Nel tempo dei miei ricordi.....nel profumo dell'agrumeto nella nostra villa in campagna che, in questo periodo vivevamo nelle sue prime giornate all'aria aperta , condite di profumi, fave  e pecorino!!
I pomeriggi trascorsi in compagnia, con la musica di Lucio Battisti come sottofondo, i mazzetti di fiori di capo raccolti e donati da chi mi ama e quel fiore dietro l'orecchio. Una foto di un periodo felice della mia vita.......
e tra cori scanzonati e occhiate complici si raccoglievano lungo i muretti a secco i germogli di quella pianta spinosa che oltre gli aculei lasciava intravedere i teneri rametti : gli asparagi.
Oggi solo ricordi!!
Che belli i ricordi che possono essere risvegliati da un profumo.....da un gusto.....
E stamattina tra un'occhiata al mio limone che alterna fiori frutti appena spuntati e frutti da raccogliere










 e le mani intente a spezzare le punte degli asparagi , non ho potuto fare a meno di spolverare questi ricordi!!!

ingredienti
1 mazzetto di asparagi
1 piccola carota
1 cipollotto fresco
100 gr. di speck a dadini
4 cucchiai di olio evo
200 gr. di brodo vegetale
pepe
350 gr. di gnocchetti sardi Garofalo
1 bustina di zafferano






Spuntare gli asparagi e tenere da parte le punte, tagliare a rondelle la parte tenera degli steli.
Affettare sottilmente la carota e metterla a lessare in acqua salata. A cottura quasi ultimata unire le punte degli asparagi. Sbollentare ancora 5 minuti , spegnere e tenere da parte nell'acqua di cottura.
Tagliare a metà il cipollotto e metterlo in una padella con l'olio. Farlo rosolare un po' e unire lo speck, rosolare un pochino. Aggiungere le rondelle di asparagi, mescolare per bene , unire il brodo caldo  e cuocere fino a cottura degli asparagi a padella coperta.
Eventualmente unire ancora poco brodo.
Poco prima di spegnere
unire le punte di asparagi e le carote a rondelle, sciogliere nell'intingolo la bustina di zafferano.
Mettere a scaldare la pasta e due minuti prima della cottura scolarla conservando un bicchiere di acqua di cottura. Unirla agli asparagi e continuare la cottura nel sughetto unendo l'acqua tenuta da parte, come si fa per un risotto.
Spolverare di parmigiano, mescolare e impiattare dopo una generosa macinata di pepe.




solo per il fatto di avermi riportato alla mente momenti spensierati, adoro questo piatto!!!!!




domenica 26 dicembre 2010

IL NATALE IN FAMIGLIA














Ci siamo lasciati solo due giorni fa con addosso la frenesia e l'entusiasmo dei preparativi e la curiosità reciproca della ricerca di "qualcosa" di particolare....alla fine sono sicura che quasi tutte ci siamo rifugiate nel calore della tradizione...in quei piatti che risvegliano i ricordi e che più di ogni altra preparazione raffinata ci scaldano il cuore.
E così anche qui da me, nel brusio meraviglioso delle voci di chi si vuole bene, il Natale è trascorso serenamente ed insieme fino alla mezzanotte abbiamo aspettato il Bambinello.
Con le luci spente e le candele accese , con la canzoncina classica "tu scendi dalle stelle" abbiamo accompagnato in processione il bambilello nella sua culla...ora e lì e lo guardo ma so che è solo una icona .
Nel mio cuore però parlo con Lui e lo ringrazio.
Ecco nella foto il nostro "bambinello" che stupita addita all'albero sua vera scoperta .....è lei la nostra vera gioia di questo Natale 2010
Nella tavola delle grandi riunioni familiari abbiamo ritrovato la serenità e la gioia di stare insieme.












Avrei voluto postare le foto di quello con cui abbiamo imbandito la tavola ma la frenesia della circostanza ha rubato tutto il mio tempo....
vi posto quello che non ha bisogno di foto ma di parole....
anche quest'anno abbiamo diviso tra noi il pane dell'amore e bevuto sorsi di felicità.




mercoledì 8 dicembre 2010

IL GIORNO DELL'ALBERO DI NATALE

oggi è IL GIORNO....niente cucina particolare, qualcosa di sbrigativo perchè è questo il giorno in cui apro la porta allo spirito del natale che da giorni bussa all'uscio del mio cuore!
Sono come sempre , inguaribile romantica, attaccata alle tradizioni di famiglia e ai ricordi più belli ad essa legati.  Da qualche giorno figli e genero con entusiasmo hanno iniziato a mettere fuori i MIEI addobbi di Natale e, per fortuna, mi hanno preparato l'albero e aperto tutti i suoi rami, con la partecipazione della piccola Viola!!!








Lei, ormai padrona del girello, inseguiva le palline e osservava con vivace curiosità i cambiamenti che si stavano apportando all'ambiente che lei conosce. Bussa alle gambe del nonno e si rifugia tra le sue braccia, aprendo le sue manine e dicendo " uhhhhh" ad indicare qualcosa di nuovo e diverso



Questo fino a ieri...ma oggi tocca a me...togliere dalle scatole le decorazioni ad una ad una ed ognuna ha un ricordo....un tuffo nel passato.
Dai miei primi anni di matrimonio fino a questi giorni. Ho conservato tutto, tanto che l'albero, seppure grande, non le accoglie tutte!!!
Però per me è importante conservarle, perchè guardandole e rigirandole tra le mani, è come se salissi sulla macchina del tempo, e rivivo tanti momenti, tutta la mia vita. Con questi oggetti rispolverati una volta l'anno, è come se avessi il filo di Arianna che a ritroso mi ricorda e mi riporta indietro: this is my life.......
..... ecco ora  è quasi finito....e quest'anno c'è qualcuno in più che prenderà contatto con gli oggetti  che sono in questo periodo il rifugio del mio inguaribile romanticismo!!







giovedì 23 settembre 2010

STAYING ALIVE......LASAGNE ALLE VERDURE

Ieri la mia Trani si è trasformata in una macchina infernale di gossip.
Al super :"..eh stasera vai da Elton?"
Al fruttivendolo: "Stasera dobbiamo sentire Elton!!".....
Ah già ..dimenticavo...stasera c'è il tanto chiacchierato improbabile effettivo concerto di Elton John sul piazzale del Monastero di Santa Maria di Colonna (!?!).













All'indomani:
sono stati sciorinati infiniti nomi di probabili v.i.p. e tutta la serata Trani ha rincorso la speranza di un incontro gossipparo...Io a spasso con Viola dicevo al mio Fra:.....ma stasera la città sembra stranamente deserta...eccerto..stavano tutti come i fessi alla ricerca di chi non è venuto!!
Cmq pare che Tra Lecciso, Carmen Russo e Toni Santagata ( e chi se li ricordava più?),   il concerto sia stato un trionfo e che la serata tranese del "baronetto" si sia illuminata di note applauditissime...buon per loro....noi
resteremo in vita anche dopo questo evento.....STAYING ALIVE!!!!!!


LASAGNE ALLE VERDURE

ingredienti
1 confezione di  pasta per lasagne sfoglia velo G.R.

per il ripieno:
50 gr. di carota tagliata a julienne
1/2 peperone
1 zucchina (150 gr.)
1 melanzana piccola (150 gr.)
1 cipolla bianca
100 gr. di carne tritata
300 gr. di formaggio molle (tipo squaquerone o stracchino)
50 gr. di olio
qualche foglia di basilico
poco brodo vegetale
100 gr. di parmigiano grattugiato

per la salsa besciamella senza latte:
700 gr. di brodo vegetale
50 gr. di burro
70 gr. di farina
noce moscata
2 foglie di basilico





Prima di tutto tagliare a piccoli dadini le verdure.
Tritare molto finemente la cipolla e metterla a stufare con la carne e l'olio.
Prima che prenda colore unire tutte le verdure ,circa 100 gr. di brodo , il sale , il pepe e cuocere per circa un quarto d'ora o finchè le verdure saranno cotte ma non spappolate.
Nel frattempo preparare la sala besciamella senza latte:
Come se fosse una besciamella solo che al posto del latte useremo il brodo:
io faccio tutto a freddo, metto il brodo e il burro nel pentolino e con un colino filtro la farina.
Fare addensare e prima di spegnere unire una grattatina di noce moscata e le foglie del basilico spezzettate con le mani.
Stendere sul fondo di una teglia a bordi alti un po' di salsa besciamella senza latte e fare uno strato di sfoglia;coprire con qualche cucchiaio di ripieno, pezzetti di formaggio molle,spolverare di parmigiano,irrorare di salsa e proseguire così fino ad esaurimento del ripieno tenendo presente che andranno fatti diversi strati (almeno quattro). Terminare con salsa besciamella senza latte e parmigiano.
Infornare a 220° per 1/2 ora e servire tiepida










Grazie a Lady Boheme per questo simpaticissimo premio