sabato 7 gennaio 2017

CIAMBELLA ALLA PANNA

E' sempre un buon motivo preparare una gustosa ciambella per la colazione, vederla lì sotto la campana portadolci mi fa sentire serena .
Lo sguardo che cade su di lei anche solo a fine cena, lo sguardo di chi coccoli ti fa capire che  vale sempre la pena prepararla.
Questa volta ho osato nella morbidezza. Con la burrosità della panna ho ottenuto una ciambella umidissima e morbida , quasi fragile  come un fiocco di neve, come la neve che insolitamente scende ora mentre vi scrivo in questa serata dell'epifania.
Qui la neve è rara, il vento di burrasca che invece ci accompagna da due giorni quello no, il mare lo sento prepotente anche da qui a casa, che non dista più di 50 metri in linea d'aria dall'immensità in eterno  movimento. 
Il mare in burrasca lo adoro, starei ore a guardarlo con la sua forza prorompente che mi incanta , mi sembra impossibile capirlo , se sposto il pensiero a quelle giornate oleose in cui sembra una immensa distesa di seta solcato da fasci di corrente che disegnano lunghe sciarpe di tonalità di azzurro.
Poi l'ho guardato oggi, gonfio , arrabbiato color del ghiaccio con la schiuma delle onde possenti che si infrangevano sugli scogli e le miriadi di goccioline  salate posatesi sul mio viso, gelide e l'ho amato profondamente!
Poi a casa mi son rifugiata in cucina



Ingredienti stampo a ciambella diametro cm . 20

400 gr. di farina per dolci
250 gr. di zucchero finissimo
semi di una bacca di vaniglia
150 gr. di burro fuso e freddo
3 uova
250 gr. di panna fresca  non montata
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di mezzo limone
1 bustina di lievito per dolci
50 gr. di uva passa (facoltativo)




Imburrare e infarinare lo stampo a ciambella.
Accendere il forno alla temperatura di 180° modalità statico.
Sciogliere il burro in microonde o a bagnomaria e tenere da parte.
Separare i tuorli dagli albumi.
In Planetaria con il gancio a foglia o in ciotola con le fruste lavorare i tuorli con  lo zucchero  fino a rendere il composto ottenuto bianco e spumoso.
Unire a questo punto il burro fuso quindi la farina , i semi di vaniglia , la scorza di limone grattugiata, il sale e inglobare per bene il tutto diluendo la massa compatta ottenuta con la panna non montata.
Ora unire il lievito setacciato e gli albumi precedentemente montati a neve , inglobandoli con una spatola lavorando a mano dal basso verso l'alto onde evitare di smontare l'impasto.
A questo punto se si desidera unire l'uva passa precedentemente infarinata.
Versare il tutto nello stampo preparato in precedenza e cuocere alla temperatura indicata per 35- 40 minuti. Fare la prova stecchino per verificare la cottura.
Lasciare intiepidire prima di sformare e spolverare di zucchero a velo.





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martedì 3 gennaio 2017

STELLINE AL FARRO

La stellina relegata a formina tipica del periodo natalizio! poverina, no dai usiamola in qualunque periodo! Insieme ai cuoricini è la forma che più mi mette allegria.
Questa è anche la forma usata dalla fonte ispiratrice:
Antonella Scialdone e il suo libro " La pasta madre", edizioni Edagricole.





Ho seguito la sua ricetta variando  solo il tipo di farine. e lievemente la quantità di acqua.

Ingredienti

100 gr. di lievito madre rinfrescato e raddoppiato

100 gr. di farina di farro bianca
150 gr. di farina di grano tenero integrale
150 gr. di acqua
7 gr. di sale
4 gr. di miele
15 gr. di olio evo
80 gr. di gherigli di noci sminuzzati

Nella ciotola mescolare l'acqua con il lievito madre ridotto a piccoli pezzi fino a che quest'ultimo sarà sciolto.
Unire ora le farine mescolate tra loro, il miele e il sale.Lavorare a velocità minima fino a che si sarà raggiunto un impasto omogeneo e liscio. A questo punto unire l'olio e lasciarlo assorbire completamente aumentando leggermente la velocità. Quando avremo di nuovo un impasto liscio ed omogeneo unire le noci sminuzzate e lavorare a velocità minima fino a farle inglobare completamente. Trasferire sul piano di lavoro e lavorare ancora qualche minuto per omogeneizzare bene il tutto.
Formare una palla e adagiare in una ciotola leggermente unta di olio, coprire e lasciar riposare per tre ore in luogo caldo.
Ribaltare sulla spianatoia, sgonfiare leggermente l'impasto e procedere con una serie di pieghe a tre. Quindi arrotondare l'impasto fino a formare una palla.
Coprire e lasciar riposare ancora per un'ora.
Con il mattarello stendere in un rettangolo spesso mezzo cm e procedere con lo stampino trasferendo di volta in volta le stelline sulla leccarda coperta di carta forno.
Coprire con pellicola e lasciar lievitare per tre ore.
Cuocere in forno caldo modalità statico a 190° per circa 15-18 minuti.
Raffreddare su gratella.
L'autrice della ricetta consiglia di gustare con squacquerone, ma noi abbiamo gradito divorarli senza.





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sabato 10 dicembre 2016

LIQUORE AL MANDARINO CLEMENTINA (CLEMENTINELLO)

Negli anni ho imparato ad apprezzare i liquori casalinghi fatti con materie prime raccolte personalmente o donate da amici che mi vogliono bene.
Come in questo caso, ho raccolto le clementine dagli alberi di un amico che li coltiva senza trattarli e quindi con buccia sicura e priva di sostanze nocive o cere che ne rendono piacevole la vista.
Già gli scorsi anni ne avevo fatto e mi sono accorta di non aver ancora lasciato su queste pagine la mia versione.
Eccovi quindi le istruzioni per un delizioso e profumatissimo liquore agrumato.






Ingredienti


30 gr. di buccia di mandarino clementina (solo parte arancione)

300 gr. di alcool a 95° per liquori
300 gr. di acqua
250 gr. di zucchero


Con un pelapatate ricavare la parte arancione delle clementine e metterle a macerare in un vasetto a chiusura ermetica o a vite con 300 gr. di alcool in luogo buio.
Ogni tanto agitare il vasetto, lasciare in macero per 15 giorni.
Trascorso il tempo preparare lo sciroppo facendo sciogliere su fiamma a fuoco medio lo zucchero nell'acqua. Appena l'acqua sarà a bollore spegnere il fuoco e lasciar raffreddare completamente.
Versare lo sciroppo ormai freddo nel vaso contenete bucce e alcool, mescolare, chiudere e lasciare in infusione per 24 ore.
Dopo un giorno con un colino a maglie strette filtrare il tutto e versare il liquore nella bottiglia.
Profumatissimo, darà il meglio dopo un mese di riposo.
La gradazione varia con il variare della quantità di acqua, volendolo più blando aumentarne la quantità a gusto personale.


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giovedì 17 novembre 2016

CONFETTURA DI PERE ALLA CANNELLA


PIRUS COMMUNIS , termine scientifico che indica l'albero che con i suoi falsi frutti ci dona pomi succosi e dolcissimi.
Appartiene alla famiglia delle rosacee ed ha origine nella regione del Caucaso e Asia centrale.
I suoi "falsi frutti" derivano dall'ingrossamento del ricettacolo floreale, hanno polpa fondente o croccante.
Le varietà presenti ora sul mercato sono le più indicate per la preparazione di confetture.
Per la mia confettura ho usato pere varietà "abate".
L'ho arricchita con polvere di cannella , un profumo e sapore delizioso.
Venite con me nella mia cucina e prepariamola virtualmente insieme.
Sono sicura che vi invoglierò ad arricchire la vostra dispensa.







Ingredienti

2 kg. di pere ( peso netto kg.1,200 ca)
500 gr. di zucchero
il succo e la buccia di un limone bio
1 cucchiaino di cannella in polvere

Come sempre prima di avventurarci nella preparazione di una conserva casalinga avremo l'accortezza di prepararci i vasetti con tappi NUOVI che andremo a sterilizzare per 15 minuti in acqua  e messi a asciugare capovolti su un canovaccio pulito.

Sbucciare le pere, liberarle dal torsolo e dai filamenti e raccoglierle in una ciotola tagliandole in piccoli pezzi , irrorare con il succo di limone e la sua scorza grattugiata finemente.
Unire lo zucchero, mescolare , coprire e lasciar riposare un'ora.
Trascorso il tempo mescolare nuovamente, unire la cannella e cominciare la cottura della confettura su fiamma bassa, portando a ebollizione.




Proseguire sempre a fiamma moderata e mescolando di tanto in tanto per evitare che attacchi sul fondo.
Ci vorrà circa un'ora o poco più e la vostra confettura sarà pronta.
Verificarne la consistenza con la classica prova piattino, versare mezzo cucchiaino su un piattino e inclinarlo, la confettura è pronta quando scivola lentamente.
 se non piacciono i pezzetti di frutta basterà passare il frullatore ad immersione quando la confettura è quasi pronta, riportando poi tutto a bollore prima di spegnere la fiamma.
Versare la confettura nei vasetti asciutti, chiudere e capovolgere coprendoli con una coperta  lasciandoli raffreddare.
Per maggior sicurezza e conservabilità, dopo un'ora si può procedere alla sterilizzazione con il classico "bagno" : immergere i vasetti che saranno ancora tiepidi in una pentola sul cui fondo avremo messo un panno spesso, coprirli con acqua tiepida e un altro canovaccio e portare a bollore per venti minuti, raffreddare nella pentola.
Una volta aperto il vasetto, conservare in frigo.

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giovedì 3 novembre 2016

TORTA DI MELE E YOGURT 2.0

Diciamoci la verità, ora è il tempo delle mele, ma per una torta di mele non c'è stagione, sono la bontà infinita, profumata e genuina e avendole a disposizione tutto l'anno non si aspetta certo questa stagione per prepararla.
Però , però, in questo periodo un giorno si e un altro pure ci scappa un dolce con questo meraviglioso frutto.
Così una domenica qualunque in questo tempo che non sa decidersi se far caldo o freddo ecco che ricorro alla torta comfortfood per eccellenza.
La piccolina di casa ha apprezzato non poco devo dire.



ingredienti per una tortiera 24 centimetri di diametro


800 gr. di mele ( peso lordo)

150 gr. farina 0 specifica per dolci ( o  00)
50 gr. di fecola di patate
200 gr. di zucchero semolato finissimo (zefiro)
125 gr. di burro morbido
125 gr. di yogurt bianco naturale
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 bicchierino di limoncello




Sbucciare e affettare le mele, raccoglierle in una ciotola e irrorarle con il bicchierino di limoncello ( se non gradite usate succo di 1 limone)
in una capiente ciotola o in planetaria montare le uova con  lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumose, unire la farina miscelata alla fecola e il sale , inglobare il tutto.
Una volta amalgamato alla perfezione, unire il burro morbido e lo yogurt , per finire unire il lievito per dolci.
Unire alla massa metà delle mele tenute da parte e con una spatola distribuirle nel composto lavorando delicatamente dall'alto verso il basso.
versare nello stampo ricoperto di carta forno o imburrato e infarinato.
Decorare con le fettine di mela rimaste e cuocere in forno caldo a 180° modalità statico per circa 45 minuti.
Attendere che sia fredda prima di sformare.
Prima di servire spolverare con zucchero a velo.





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mercoledì 26 ottobre 2016

COTOGNATA

Cydonia vulgaris è il nome dell'albero del melo cotogno, appartenente alle rosacee con foglie ovali e grandi fiori rosato, vederlo in fiore è un piacere per gli occhi!
Ne avevamo due piccoli nel giardino dei suoceri e ogni primavera i suoi fiori mi incantavano.
Il frutto ha un profumo intenso ma  ahimè una polpa aspra , è praticamente impossibile mangiarlo crudo, io proprio non ci riesco!
Questa pianta pare sia originaria dell'Asia minore, conosciuta già dai tempi dei greci e dei romani, il suo frutto si credeva fosse caro a Venere dea dell'amore.
E' diffuso lungo tutta l'Europa meridionale dove si coltiva estesamente per i suoi frutti da cui si ricava una deliziosa confettura , la cotognata appunto, e dell'ottima gelatina.
I frutti hanno due forme distinte: maschio dal frutto rotondo molto simile alla mela e femmina dal frutto allungato simile alla pera....lo sapevate?





Qui dalle mie parti le confetture classiche nei tempi delle nonne erano quella di mele cotogna e quella di uva ( qui chiamata mostarda, nulla a che vedere con la mostarda conosciuta ai più).
chili e chili di frutti del cotogno da sbucciare cuocere setacciare e cuocere ancora per riempire decine di vasetti o versata in stampi a formare deliziose caramelline o tocchetti passati nello zucchero, unico cadeaux per i bimbi diligenti, me compresa! zia Rosa, mia adorata, la raffreddava in un piatto piano e poi ne faceva rettangolini conservati in carta oleata, che ricordi ha mai risvegliato questo post??
Ma torniamo alla realtà e venite con me in cucina e vi racconto la mia cotognata.
Le dosi sulla quantità di frutto sono approssimative, non tutte rendono allo stesso modo una volta pulite, quindi siate generosi nell'acquisto, se volete un chilo di polpa acquistate almeno un chilo e mezzo abbondante di frutto.
Nella lista della spesa vi metto le dosi che ho fatto io.
Come regola generale tener presente questa percentuale: 80% di zucchero per ogni chilo di polpa cotta di mele cotogna.






Ingredienti 

2,400 kg. di mele cotogna
2 bicchieri di acqua
1,200 kg. di zucchero
il succo di 1 limone

Come prima cosa vi svelo il mio trucco per sbucciare questo frutto durissimo senza farsi i calli alle mani:
Mettere sul fuoco una pentola d'acqua che possa contenere le mele .
Sciacquare accuratamente le mele cotogna eliminando la peluria che le contraddistingue
A bollore raggiunto tuffare le mele  INTERE nell'acqua bollente e cuocerle per cinque minuti se son belle grandi come le mie, qualche minuto in meno se son piccine. spegnere e lasciarle immerse ancora trenta minuti. 



Scolarle e sbucciarle, vedrete con che facilità!
Tagliarle a tocchetti raccogliendoli in una pentola di acciaio,non usate mai l'alluminio per le confetture.
Versare due bicchieri d'acqua e portare a cottura fino a quando con un dorso di un cucchiaio ne verificherete la morbidezza.
Scolare  i pezzi di frutta e passarli al passaverdure con setaccio fori grandi, oppure più comodamente con un frullatore ad immersione, e ridurre il tutto in purea.
Unire ora lo zucchero e il succo di limone, mescolare e rimettere sul fuoco a fiamma dolce, avendo cura di mescolare spesso perchè tende ad attaccare al fondo molto facilmente.
Quando si sarà ridotta di un terzo la cotognata sarà pronta, fare la prova piattino: mettendo un cucchiaino di confettura inclinare il piattino, questa scivolerà dolcemente.
La confettura di cotogne quando si raffredda tende a rapprendersi di più rispetto alle altre perchè questo è un frutto molto ricco di pectina.
Mentre la confettura cuoce avremo provveduto a sterilizzare vasetti e relativi tappi immergendoli in acqua fredda e portando a bollore mantenendo lo stesso per almeno 15 minuti.
Tolti dall'acqua bollente li metteremo a scolare ed asciugare su un panno pulito a testa in giù.
Invasare la confettura appena cotta , bollente,nei vasetti sterilizzati e asciutti, tappare i vasetti e metterli a testa in giù a creare il sottovuoto.
Io per sicurezza procedo alla sterilizzazione di vasetti una volta formato il sottovuoto, immergendoli in una pentola sul cui fondo metto un panno spesso li copro con acqua calda e un altro panno e faccio bollire per venti minuti. Raffreddare in pentola.





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