lunedì 8 febbraio 2016

FINOCCHI AL FORNO CON TIMO E LIMONE

 Una ricetta semplicissima  e come spesso accade le più semplici sono anche le più deliziose.
Ricetta acquisita grazie alle amiche blogger di welcome ba(c)kery Daria e Stefania.
I finocchi al forno soliti di casa mia sono questi, vecchio cavallo di battaglia.
La versione odierna è molto spartana negli ingredienti ma di un gusto davvero accattivante.
Li preparo praticamente un giorno si e l'altro pure.
Vi scrivo la ricetta disarmante , provateli e mi ringrazierete.






Ingredienti

3 finocchi

3 rametti di timo
1 limone
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.







La nota differente dalla ricetta scoperta sul blog amico è solo il taglio dei finocchi.
Nel post originale tagliati a spicchi, nella mia versione tagliati a fettine sottilissime che li rende ancor più appetitosi grazie al parco condimento che avvolge completamente le sottili fette di finocchio esaltandone il sapore.

In una teglia da forno unta d'olio versare le fettine di finocchio e procedere al condimento: cospargerle di sale e foglioline di timo fresco, quindi irrorare generosamente con succo di limone, un giro generoso di olio , una spolverata di pepe e via in forno a 240° per circa 40 minuti avendo cura di rigirare a metà cottura.
Facciamoli bruciacchiare un po', perchè così saranno una delizia garantita.




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giovedì 4 febbraio 2016

TORTA DI ROSE SALATA CON LIEVITO MADRE

La torta di rose è una preparazione scenografica che lascia sempre grandi soddisfazioni.
La ricetta originale la prevede dolce , arricchita di burro fuso, zucchero e magari cannella.
Io l'ho provata in versione salata con farina 0 e integrale.
Inutile aggiungere che è stata graditissima, soffice e saporita.
Ideale per una rimpatriata tra amici in qualunque stagione.
Seguitemi in cucina.....



Ingredienti stampo 40x30

Impasto: 300 gr. di farina 0 , 11 proteine
50 gr. di farina integrale ( io Casillo)
12 gr. di zucchero
160 gr. di latte (vaccino o di soia)
65 gr. di lievito madre solido rinfrescato e raddoppiato
9 gr. di sale
1 cucchiaio di olio evo
3 tuorli

 per il ripieno:
100 gr. di fontina
50 gr. di prosciutto cotto
40 gr. di salame tipo Milano
io ho aggiunto anche qualche cucchiaio di brunoise di verdure che avevo preparato per il cous cous




Miscelare tra loro le farine.
In ciotola della planetaria inserire il lievito rinfrescato e raddoppiato, le farine e metà del latte a temperatura ambiente.
Avviare a velocità minima , quando il latte sarà stato assorbito dalla farina unire 1 cucchiaio di olio e lasciarlo assorbire perfettamente; continuare a inserire la seconda metà di latte alternando allo zucchero e inserendo la parte successiva solo quando la precedente sarà stata assorbita dall'impasto. Con l'ultima parte  di latte inserire anche il sale. Lasciar lavorare fino ad assorbimento e procedere ora l'inserimento dei tuorli leggermente sbattuti.
In questa fase aumentare la velocità ( 2 del kenwood) . Finite le uova e ottenuto impasto incordato omogeneo fermare la macchina e lasciar riposare l'impasto coperto per 15 minuti quindi ribaltarlo sul piano di lavoro e pirlarlo.
Mettere a raddoppiare in ciotola unta leggermente di olio.
A raddoppio avvenuto trasferire su piano leggermente infarinato e stendere in un rettangolo grande circa 50 x 30 cm..
Nel mixer tritare il formaggio e i salumi e distribuirli sull'impasto steso, tralasciando i bordi.
Se avete a disposizione delle verdure potrete unirle al ripieno siano esse fresche che conservate, ad esempio funghetti o carciofini sott'olio.



Bagnare e strizzare un foglio di carta forno e rivestire una teglia da forno delle dimensioni di cm. 40 x 30.
Arrotolare l'impasto nel senso della lunghezza formando una sorta di salame




Ora aiutandosi con uno spago per cucina tagliare il rotolo in tocchi della lunghezza di circa 5 cm . In questo modo stringendo lo spago avrete facilità a chiudere leggermente la parte che poggerà sulla base della teglia.



Posizionare dodici porzioni distanziate tra loro che crescendo colmeranno il vuoto lasciato tra un pezzo e l'altro.




Coprire con pellicola e mettere a raddoppiare a 28°. Ci vorranno all'incirca 4 ore ma ovviamente dipende dalla forza del lievito quindi inforneremo quando gli spazi saranno colmati.
Spennellare volendo con tuorlo diluito con latte.
Cuocere a 200 gradi modalità statico per circa 30 minuti





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mercoledì 3 febbraio 2016

UMBRICELLI CON SALSA DI GAMBERI BIANCHI E PROFUMO DI CURCUMA


Umbricelli....mi sono innamorata del nome, prima ancora di scoprire di cosa si trattasse, ovvio da subito sapevo fosse pasta fresca, ma per quanto riguarda la forma la fantasia spaziava. "Umbri" mi sembrava tradisse l'origine legata alla regione cuore d'Italia, "celli" mi ha fatto subito pensare ai vermicelli.... consulto internet incuriosita e trovo queste notizie che prendo per intero da SapereSapori


Si tratta di un tipo di pasta, simile agli spaghetti, che sta conoscendo un notevole successo, e che testimonia la sobrietà e la semplicità della cucina umbra di un tempo. Bisogna ricordare che, fino ad un po' di anni fa, le uova venivano adoperate, anche in campagna, con molta parsimonia: esse erano in genere vendute in città, oppure al sensale e ne rimanevano ben poche per il consumo familare. 
La pasta all'uovo, magari le tagliatelle, con la sfoglia stesa a mano col matterello, si gustava solo in poche occasioni di festa, mentre negli altri giorni la pasta era fatta solo di acqua e farina. 
La lavorazione è laboriosa, ma il risultato è ottimo. 
Dopo aver realizzato il normale impasto, si ricavano dei pezzi che, spianati fino a mezzo centimetro di spessore, vengono poi affettati da uno speciale piccolo matterello di legno scannellato; ogni singolo pezzo viene quindi allungato e affusolato con le mani, fino ad avere gli "umbricelli". 
Nel Ternano, gli umbricelli con qualche variante prendono il nome di "ciriole" e nello Spoletino "strozzapreti". C'è chi li chiama "stringozzi" ed anche "strangozzi". 
Secondo alcuni, il nome potrebbe esser dovuto al fatto che tale pasta, di forma allungata, ricorda un stringa per scarpe, una sorta di laccio, che poteva essere usato anche per strangolare i preti. 
Va infatti ricordato che l'Umbria, pur essendo terra di Santi, è stata per secoli sotto il dominio papale, per cui era assai sviluppato un forte sentimento anticlericale. 
In quel di Gubbio, si produce un tipo di pasta dalla forma simile alle tagliatelle, detta "rondoloni", che nei negozi di pasta fresca si trova adesso tutto l'anno. 
Il tipico condimento degli strangozzi era con un sugo di pomodoro, reso un po' piccante dal peperoncino e aromatizzato dal prezzemolo, ma ovviamente oramai vengono proposti nei ristoranti dell'Umbria con ogni tipo di salsa. 
Per chi volesse anche provare nuovi sapori, in commercio si trovano anche umbricelli o strangozzi ai gusti più diversi: al tartufo, alle ortiche, al pomodoro, ecc.


Per imparare a farli mi sono affidata all'ottimo video di 2 Amiche in Cucina il canale you tube dell'omonimo blog di Miria
Andiamo, seguitemi in cucina , vi scrivo come realizzare un primo piatto da leccarsi i baffi




Ingredienti

per gli umbricelli
200 gr. di farina tipo 1
100 gr. di semola rimacinata
140-150 gr. di acqua

per la salsa
700 gr. di gamberi bianchi
1/2 cipolla rossa
1 ciuffo di prezzemolo
uno schizzo di vino bianco
100 gr. di pomodoro datterino o ciliegino
sale e pepe q.b.
50 gr. di olio evo

per un fumetto veloce
teste e gusci dei gamberi
1 foglia di alloro
1/2 cipolla 
1 ciuffo di prezzemolo
40 gr. di olio
1/2 bicchiere di vino bianco
sale q.b.

 e inoltre:
mezzo cucchiaino di curcuma in polvere sciolta in mezzo bicchiere di acqua tiepida



Per prima cosa preparo l'impasto che m servirà per la pasta: ho usato farina tipo 1 che ultimamente prediligo.
Miscelare le farine, disporle sul piano di lavoro aggiungendo acqua necessaria a formare un impasto compatto , liscio ma non duro. Nella preparazione della pasta fresca non all'uovo io uso una idratazione vicina al 50% del peso della farina. Formare un panetto e mettere a riposare per almeno trenta minuti a temperatura ambiente avvolgendolo in pellicola.
Dopo questo tempo procedere ala formazione degli umbricelli .
Seguire il video del link messo nella prefazione del post.




FOTO PRESA DAL WEB 


Ora dedichiamoci ai crostacei sgusciando i gamberi bianchi, sapete quali sono vero? In questo periodo abbondano e il loro prezzo è abbordabile,qui a casa mia vengono a farmi visita almeno una volta a settimana. Il capitano li usa come esca nelle sue scorribande del fine settimana quando si dedica alla pesca a bolentino. Freschissimi e lucidi, sono un ingrediente fantastico per sughi e zuppe.

foto da archivio

Raccolgo i gusci e le teste dei gamberi in una pentola , i frutti li libero dal filo nero posto in cima al corpo e li tengo da parte.
Ora ai carapaci dei gamberi vanno aggiunti l'olio e la foglia di alloro, dopo averli  rosolati a fiamma moderata fino a sentirli sfrigolare, vanno Bagnarti con il vino bianco,  evaporare quindi aggiungere la cipolla, il prezzemolo e il sale, coprire a filo di acqua e lasciar cuocere per venti minuti a fuoco moderato. Filtrare con un colino a maglie strette.





Prepariamo il condimento:
In una larga padella stufare la cipolla tritata finemente con il prezzemolo e tutto l'olio indicato negli ingredienti, prima che prenda colore sfumare con il vino e una volta evaporato unire i pomodori spezzettati, regolare di sale e portare a cottura per dieci minuti a fiamma moderata. verso fine cottura unire i frutti dei gamberi. Una volta spento il fuoco unire al tutto un paio di cucchiaini della curcuma sciolta in acqua.Il resto andrà unito all'acqua di cottura della pasta insieme ad 1 cucchiao di olio.
Cuocere gli umbricelli e mantecare per qualche minuto nella salsa ai gamberi


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mercoledì 27 gennaio 2016

SETTE ANNI DI RACCONTI E RICETTE




Buon compleanno blog!!
sette anni di racconti, ricette, emozioni, evoluzioni.
Non demordo, non voglio bruciarmi le ali in voli pindarici.
Io volo basso e mi piace!
Grazie a tutti, a chi mi segue su queste pagine, a chi mi segue sulla pagina facebook.
Grazie di cuore!!
Caro blogghino ti festeggio con una foto, un collage di alcune delle torte preparate in questo settimo anno della tua vita virtuale.




lunedì 25 gennaio 2016

PANE AL KAMUT E FARINA TIPO 1 CON ESUBERO DI LIEVITO MADRE ( ma anche no) 80% IDRATAZIONE

Ancora pane, ancora lievito madre. Devo ammettere che la  passione per i lievitati con pasta madre stanno sempre più occupando queste mie pagine virtuali.
Prima dell'avvento di "vito" la parte da leone era riservata ai primi e in particolare alle ricette di pesce.Non che questa mia abitudine sia decaduta, ma sempre più spesso mi ripeto in ricette già a voi raccontate, mente con il lievito madre mi ritrovo  a giocare e sperimentare.
E quando l'esperimento riesce è inevitabile condividerlo sul mio diario virtuale.
Questo pane è nato come una sfida alle idratazioni, non è altissima, neanche bassa , è all' 80% , idratazione che non poche volte mi ha creato problemi di gestione o lunghi tempi per raggiungere  incordatura.
Avevo a disposizione 50 gr. di esubero di lievito avanzato da un raddoppio di due giorni fa e ho voluto fare una sorta di sport estremo: esubero, nuova tecnica, farine diverse.
Ho cambiato un po' sistema e a quanto pare , forse, ho raggiunto il giusto compromesso per lavorare con questa idratazione.





Ingredienti

200 gr. di farina di  kamut bio  ( Favero)
300 gr. farina tipo 1 ( Molino Rossetto)
400 gr. acqua a t.a.
50 gr. esubero di pasta madre (2 giorni)
12 gr. sale fino
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo









Innanzitutto vi parlo dell'esubero usato: avevo rinfrescato, raddoppiato e usato quasi tutta una parte di lievito, me ne erano avanzati 50 gr. che dovevo a sua volta rinfrescare di nuovo e avevo momentaneamente messo in frigo. Alcuni impegni me lo hanno impedito e  ho deciso di rischiare il tutto per tutto usandolo per questo impasto. Non si tratta quindi nè di esubero da pm giovane, nè di esubero con farina tecnica ma un avanzo da rinfresco solito e abituale . Ritengo quindi che lo stesso risultato saranno ottenuti con lievito rinfrescato e raddoppiato. Per correttezza indico il tempo del lievito usato.
Ho setacciato le due farine per ossigenarle e le ho messe in ciotola a fare autolisi con 300 gr. di acqua, presi dal totale elencato tra gli ingredienti, per trenta minuti.
A cinque minuti dallo scadere del tempo prestabilito per l'autolisi ho versato 80 gr. dell'acqua residua (100 gr.) in una brocca abbastanza alta e larga da poterci inserire le fruste elettriche. Ho spezzettato l'esubero e aggiunto all'acqua con il cucchiaino di sciroppo di malto; ho azionato a velocità minima le fruste sciogliendo esubero e malto fino a formare una schiumetta in superficie.
Ne ho quindi aggiunto all'autolisi metà  e con la frusta a K del mio kenwood ho cominciato a mescolare a velocità minima.Appena avuto cenno di assorbimento ho unito l'altra metà .
Una volta assorbita l'acqua con esubero e malto ho aumentato la velocità fino al livello 2.
Mentre tutto accadeva ho sciolto grossolanamente nei restanti 20 gr. di acqua il sale.
Scomparsa ogni traccia di liquidità dall'impasto ho di nuovo abbassato la velocità, unito acqua con il sale, fatta assorbire e riportando tutto a velocità due ho atteso che l'impasto si asciugasse, pulisse la ciotola e si staccasse dal fondo.
Ho fermato la macchina e fatto riposare in ciotola per 15 minuti.
Trascorso il tempo ho generosamente cosparso di farina il piano di lavoro e trasferito l'impasto.
Spolverando leggermente la superficie ho proceduto alla prima serie di pieghe a tre.


foto da archivio
Ho eseguito questa operazione per un totale di 4 volte a distanza di 15 minuti.
Dopo aver pirlato l'impasto l'ho riposto in ciotola unta d'olio, coperto e messo a riposo per tutta la notte a eseguire la prima lievitazione.
Trascorse 10 ore l'impasto era raddoppiato, l'ho trasferito nuovamente su piano infarinato e dato giro di pieghe a tre, coperto , lasciato riposare 40 minuti . ho formato arrotolando su se stesso e dando forza all'impasto con i pollici ottenendo una  forma ovale in quanto tale era il cestino scelto per il ricovero da seconda lievitazione .
Se si desidera avere una pagnotta tonda portare i lembi dell'impasto verso l'interno fino a chiudere a palla.
Riposto in cestino coperto con canovaccio generosamente cosparso di farina con la chiusura in alto.
Quando uso il cestino lo chiudo in busta per evitare che il pane secchi durante la lievitazione.
Ho avuto problemi di gestione e dopo quattro ore a raddoppio quasi avvenuto ho passato in frigo per tre ore.
cottura in forno statico:
cuocere a 220° con vapore per 10 minuti , quindi abbassare la temperatura a 180°. Dopo altri 10 minuti posizionare il pane direttamente su griglia, togliere il vapore e completare per un tempo totale di 60 minuti con sportello a spiffero negli ultimi 10 minuti. Raffreddare in verticale in forno spento con sportello a spiffero o su gratella. Il raffreddamento in forno spento con spiffero favorirà una maggiore croccantezza della crosta e asciugatura della mollica.
Cottura estense:
fornello medio da 7 cm a massimo
posizionare sulla teglia inferiore un recipiente con acqua ( io uso il bicchiere di una vecchia caffettiera da 2 tazze) , tenere fuori la teglia superiore. Quando l'acqua in fornetto bolle inserire teglia superiore con pane e cuocere con fori chiusi per 1 ora. Togliere vapore,  aprire i fori, abbassare a minimo e proseguire per circa 45 minuti se si vuole crosta croccante. Controllare che non si cuocia troppo, io tolgo da teglia e metto su quadrato di sostegno della stessa tra una teglia e l'altra. Ho lasciato raffreddare nel fornetto con i fori aperti.



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mercoledì 13 gennaio 2016

PEPERONI CARAMELLATI DI GORDON RAMSAY

Riprendiamo, cerco di tornare alla normalità dopo il lungo periodo di feste appena conclusosi. Ho trascurato parecchio il mio blog, ma non sono certo stata lontana dalla cucina
Ora è tempo di riprendere in mano le redini di questa mia grande passione:lasciare nell'etere quel che preparo nella mia modesta cucina.
Senza grandi ambizioni, senza grandi pretese ma con tanto amore e passione.
Queste pagine sono soltanto un diario, parole scritte che voglio condividere semplicemente con chi ha la pazienza di seguirmi condividendo con me l'amore per la cucina.
Non sono una professionista, non cerco a tutti i costi una professione che non mi compete, quella lascio che la portino avanti coloro che conseguono il giusto titolo. 
Conosco i miei limiti nella tecnologia e negli strumenti che potrebbero avvantaggiarmi ma va bene così.
Il blog vive di visite, ci sono quelli che con le visite traggono vantaggi economici il mio blog con le vostre visite si avvantaggia solo dell'amicizia sia pur virtuale che ci unisce e di cui vi sono grata.
Questo post avevo cominciato a scriverlo tempo fa , prima che il vuoto e l'apatia, prendessero il sopravvento tenendomi lontana dalla tastiera e lascio così come avevo cominciato quel che segue.
Andiamo, seguitemi in cucina e riprendiamo a cucinare!

Devo confessare che Gordon Ramsay non mi è mai stato molto simpatico, il simpaticone del mio cuore in quanto a cuochi non italiani resta lui , Jamie Oliver.
Ma girovagando alla ricerca di una cottura diversa per i peperoni mi imbatto nella sua versione che mi ha conquistata alla prima lettura.
Riprodotti e approvati alla grande, sono proprio come li cercavo.
li avevo gustati durante un pranzo domenicale in una masseria sulla nostra Murgia dai rilievi dolci e verdeggianti .
Ora ho una cottura in più per presentare i peperoni come contorno, o ottimo accompagnamento di bruschette!!



Ingredienti

1 peperone rosso

1 peperone giallo
1/2 cipolla rossa
1 cucchiaio di zucchero (anche di canna)
1/2 bicchiere di aceto di vino rosso
olio evo
sale e pepe



Tagliare i peperoni a listarelle e tenerli da parte.
Affettare sottilmente la cipolla rossa.


Mettere al fuoco la padella possibilmente antiaderente, appena calda unire olio di oliva e peperoni e cipolla, condire con olio, sale e pepe.
Unire anche lo zucchero, che servirà ad ammorbidire i peperoni e caramellare la cipolla, agitando la padella avanti e indietro onde evitare che le verdure colorino eccessivamente attaccandosi al fondo della padella.
Rigirare lasciando caramellare leggermente la cipolla, bagnare con l'aceto e lasciar evaporare per qualche minuto. L'aceto colorerà splendidamente  i peperoni.




Unire ancora qualche cucchiaio di olio di oliva , abbassare la fiamma e completare la cottura. La preparazione di questi deliziosi peperoni durerà  circa trenta minuti appena, ne vale la pena.


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