mercoledì 27 maggio 2020

FRITTATA CON LA ZUCCA

Questo frutto della terra mi regala ogni volta piatti deliziosi e sorprendenti, come questa frittata dal gusto saporito e l'aspetto colorato!
Una ricetta rustica ma saporita



ingredienti padella cm 22


4 uova

3 cucchiai rasi di formaggio romano grattugiato
1 cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato
1 rametto di prezzemolo
qualche ago di rosmarino
1 cipollotto fresco
250 g. di zucca tagliata a julienne
poco olio per stufare le verdure
sale
pepe
olio necessario per la frittata






Stufare la cipolla affettata sottilmente in poco olio in una padella antiaderente del diametro di 22 cm, quindi aggiungere la zucca tagliata a julienne e gli aghi di rosmarino; portarla dolcemente a cottura.
Nel frattempo sbattere le uova con formaggio, una generosa grattatina di noce moscata, prezzemolo sale  e pepe.
Eliminare gli aghi di rosmarino.
Unire alla zucca ormai cotta ancora dell'olio, scaldarlo e quindi versarci le uova e terminare come al solito la cottura della frittata!!










giovedì 21 maggio 2020

RISOTTO AGLI ASPARAGI SELVATICI

Eccoli! Sono tornati, peccato durino pochissimo, gli asparagi selvatici; strepitosi dalle molteplici proprietà benefiche e paurosamente buoni.
Un magnifico dono da parte di un amico ed ecco che con un delizioso risotto dedico loro una giusta fine!!



Ingredienti
300 g. di asparagi selvatici
300 g. di riso carnaroli
1 cipolla
1 litro di brodo vegetale
Sale e pepe q.b.
Una noce di burro
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva





Gli asparagi si puliscono spezzando il gambo, da soli si staccheranno dalla parte più legnosa che andremo ad eliminare. Con un pela patate eliminare i filamenti più duri dal gambo degli asparagi.
Spezzettare la parte tenera degli asparagi e conservare da parte le punte.

Intanto avremo preparato il brodo vegetale con sedano carota cipolla e pomodoro.
a parte stufare la cipolla in poco olio e qualche cucchiaio di brodo vegetale, unire le parti di asparago e portare a cottura quindi con un frullatore ad immersione frullare il tutto e tenere da parte.
Sbollentare le punte di asparagi e portare a cottura, le uniremo al risotto a pochi minuti dal fine.
In una larga padella tostare il riso senza che però prenda colore, sfumare con il vino e una volta evaporata la parte alcolica proseguire la cottura unendo prima le parti di asparago frullate e in seguito il brodo vegetale, senza mescolare continuamente. A cinque minuti dal termine unire anche le punte di asparago; a fine cottura e a fuoco spento mantecare con una noce di burro e due cucchiai di parmigiano grattugiato.



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lunedì 13 aprile 2020

LISBONA- QUARTA PARTE- FATIMA

Data la vicinanza del santuario della Madonna di Fatima alla capitale portoghese, non potevamo non approfittarne. Abbiamo lasciato la visita al sito dopo la domenica consapevoli che avremmo trovato meno affluenza . Il Santuario è una meta frequentatissima e vi arrivano autobus da tutto il Portogallo.
Lo raggiungeremo anche noi in autobus con le linee extraurbane della compagnia REDE EXPRESSOS.
Prima di partire mi sono informata sulle modalità per acquistare i biglietti e raggiungere il terminal. Tutto molto semplice.

giorno 5 

Dal nostro hotel Miraparque con la metropolitana blu raggiungiamo la fermata jardim zoologico  e dopo un breve tragitto a piedi siamo a praca marechal Humberto Del Gado, dove si trova il terminal degli autobus della compagnia REDE EXPRESSOS che copre la tratta per Fatima, qui alla biglietteria acquistiamo biglietto andata e ritorno A/R  euro 12,50. Ci sono autobus in partenza ogni ora. La tratta Lisbona -Fatima si copre in circa 1 ora e trenta minuti. E' necessario essere presenti almeno 15 minuti prima di imbarco.

Il terminal ha numerosi gate con display che indicano orario di partenza, tutto ben organizzato.
Vestirsi con abiti sobri, niente pantaloncini e abiti o magliette a giro e scollati, sono abbastanza rigidi, pena il divieto a visitare i luoghi sacri.
La strada è agevole e quasi tutta a tre corsie. L'autobus ci lascia a poche centinaia di metri dal santuario e come era prevedibile c'è una grande affluenza di fedeli ma la piazza è talmente grande che una volta superati gli accessi ci si perde.




Evitiamo la piccola cappella dell'apparizione dove si sta svolgendo messa e dove c'è il maggior assembramento di fedeli, una lunghissima fila di penitenti in ginocchio che mi lascia senza parole! ed entriamo nel Santuario.
Sostiamo qualche minuto in religioso silenzio e ci avviciniamo alle tombe che accolgono le spoglie dei pastorelli.












Sostiamo brevemente al fresco dei giardini adiacenti al Santuario e tornati sulla piazza la attraversiamo per raggiungere la nuova chiesa costruita in stile molto moderno.










Breve sosta anche qui e poi ad aspettare l'autobus per il rientro. Inganniamo il tempo girovagando tra negozietti di souvenir religiosi, supermercati con imponenti cataste di baccalà e una sosta refrigerante in un bar.
Tornati in hotel per meritato riposo già assaporiamo la cena che abbiamo prenotato da MARISQUEIRA UMA dove Stefania, la mia cara amica virtuale blogger mi ha assicurato mangerò il miglior arroz de marisco di Lisbona!!
Il locale si trova in rua Sapatores in pieno centro e lo troviamo con facilità consultando santo google maps.
All'arrivo c'è una fila in attesa non indifferente ma noi, avendo prenotato, abbiamo la precedenza su tutti.



Il locale è piccolissimo accoglie giusto sei tavoli, possono accomodarsi non più di una trentina di persone. Ordiniamo il famoso arroz de marisco e dopo poca attesa ecco il pentolone stracolmo e profumatissimo!!Eccezionale: riso brodoso che ben presto si trasforma in uno squisito risotto all'onda arricchito da cozze,gamberi, scampi e grossi granchi; Il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino verde!
Un piatto unico che lascia sazie e soddisfatto, il piatto di formaggi confezionati che si trova al tavolo non è un benvenuto ma a pagamento come in ogni "tasca" di Lisbona. 







Usciamo dal locale estremamente soddisfatti e dopo esserci complimentati con il "burbero" proprietario.
Terminiamo la serata passeggiando per rua Augusta che di sera è davvero suggestiva fino a raggiungere l'elevador de Santa Justa sperando di poterci salire  e lasciare Baixa per largo do Carmo e ammirare Lisbona dall'alto di sera ma la fila anche a tarda sera è notevole. Rimandiamo tutto improrogabilmente a domani mattina.
to be continued...

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venerdì 28 febbraio 2020

LISBONA - PARTE TERZA OCEANARIO E CARCAVELOS

Riprendo il mio diario dell'avventura a Lisbona e dintorni vissuta con entusiasmo un po' di tempo fa.
ho cominciato a parlarvene appena tornata qui e ancora qui.
I ricordi sono ancora vividi e carichi di nostalgia perchè Lisbona mi ha preso il cuore. Siamo al giorno dedicato al famosissimo acquario della capitale portoghese nel quartiere ultramoderno Parque das Nacoes. L'Oceanario!!!
Il quartiere parco fu costruito in occasione di Expo '98 che ebbe come filo conduttore gli oceani del mondo. Progettato dall'architetto spagnolo Calatrava.
All'interno del parco si trovano oltre al bellissimo acquario anche una bellissima funivia che percorre lo stesso per tutta la sua lunghezza e offre una visuale unica sull'estuario del fiume Tago e sul lunghissimo ponte Vasco da Gama .



Al suo interno potrete trovare anche numerosi bar e ristoranti e un grande centro commerciale il Vasco da Gama


giorno 4
Ci dirigiamo alla stazione metro Parque la più vicina al nostro hotel, sono le 10,30. Prendiamo il treno direzione Oriente che ci porterà al Parco delle nazioni.
L'avveniristico parco costruito da Calatrava è ultramoderno.






 Le torri del centro commerciale Vasco de Gama sono la prima cosa che ci colpisce. Attraversato velocemente ci accolgono strutture ultramoderne che ci accompagnano lungo il tragitto che ci porterà all'Oceanario. Ci fa da contorno la bella funivia e sullo sfondo diciassette chilometri di ponte!! Il ponte Vasco da Gama che attraversa il fiume Tago e collega le località di Montijo e Sacavem.




La fila per l'acquario è lunghissima ma ben organizzata e in meno di 15 minuti siamo alla biglietteria.
Non sapendo cosa ci aspetta optiamo per il biglietto completo che comprende sia la esposizione permanente che quella temporanea: la foresta sommersa. In due paghiamo 30 euro.








Fantastico! Passiamo due ore attaccati alle varie vasche.
Spettacolare la vasca centrale immensa che accoglie gli esemplari più grandi.














Finita la entusiasmante visita torniamo in hotel che è ormai pomeriggio.
La serata la dedichiamo alla scoperta di Alfama.
Un labirinto di viuzze strette che si estendono dal fiume Tago fino a raggiungere il castello. E' la parte più vecchia e una volta più povera della città. Oggi è la parte più alla moda, ricca di locali da dove sovente si sentono uscire le malinconiche note del Fado.



La cena la consumiamo presso la taverna " TASCA DA SE' " vicino alla cattedrale ( la Sè de Lisboa) naturalmente con ennesimi piatti a base di bacalhau, io a minhota buonissimo.
Terminata la cena ci concediamo una passeggiata per l'Alfama e inutilmente tentiamo di salire sul famigerato numero 28, sempre pienissimo. Rimandiamo appuntamento ad un altro giorno, lo prenderemo da capolinea come ci hanno consigliato.
















Raggiungiamo piazza del commercio e con la metropolitana in hotel che è mezzanotte.


giorno 5
Oggi ce ne andiamo al mare! praia de carcavelos !
Con la solita metro blu dalla fermata Parque e cambiando allo svincolo Baixa Chiado, raggiungiamo la stazione ferroviaria Cais do Sodrè.
Anche questa volta la biglietteria ha fila considerevole ma scorrevole.
Prendiamo il trenino che in circa venti minuti ci porta a destinazione.
la spiaggia dista circa 500 metri dalla stazione alla fine di un lungo viale. Il sole picchia e al primo lido ci fermiamo. A RIVIERA
Ombrellone e due lettini 15 euro per tutta la giornata.
Finalmente l'oceano , finalmente bagnerò i miei piedi nell'oceano! Si, solo i miei piedi perchè l'acqua è ghiacciatissimaaaaa!!!!




La spiaggia è immensa sia in larghezza che in lunghezza, spiaggia fine e dorata. Poi ci ripenso e tra me e me dico quando mi ricapita? e quindi mi tuffo velocissimamente, mentre il mio capitano come al solito piroetta salta tuffa e nuota! 
Ci crogioliamo al sole tra una partita a scopone e un gelato e un po' di foto e si fanno le sedici e trenta. E ora di tornare







Torniamo in hotel per un piccolo ristoro e poi usciamo per andare a cenare. La scelta cade su LEITARIA DA ANUNCIADA  vicinissima a piazza Rossio, centro nevralgico della città.
Si tratta di una vecchia latteria abbellita da azulejos e oggi trasformata in taverna



Solito piatto di baccalà , questa sera con riso e fagioli.
Dopo la piacevole e squisita cena passeggiando passeggiando decidiamo per elevador da Gloria vecchio tram con panche in legno che ci porta inerpicandosi per 100 m a BAIRRO ALTO.
Passeggiamo brevemente per questo quartiere che forse sarà la tarda ora, non mi incanta per niente. ridiscendiamo e per via libertade raggiungiamo a piedi il nostro hotel. La giornata è stata intensa e faticosa ci meritiamo un giusto riposo.
to be continued...







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martedì 28 gennaio 2020

BRIOCHE GIRELLE FARCITE

Giorni fa sui social ho partecipato ad un evento organizzato da un gruppo di cucina. Si trattava di realizzare un impasto preso sul gruppo del maestro Antonio Chiera per realizzare krapfen e dare libero sfogo alla fantasia elaborando nuove forme.
Vista e nota la mia avversità al fritto, ho aderito presentando l'impasto sotto forma di girelle farcite alla crema cotte in forno per una robusta e golosa colazione.
Le dosi indicate nell'evento erano per  1 chilogrammo di farina io ho più che  dimezzato e modificato leggermente le dosi.
Se avete voglia di provarci vi porto con me in cucina.
E' un impasto con lievito di birra  quindi adatto anche a chi non ha lievito madre, la mia passione,come ben sapete.
Molto facile da fare.
Per la formatura e le modalità di cottura mi sono avvalsa dei consigli letti sul gruppo e così anche per lo sciroppo di lucidatura che trovo ottimo e adotto per tutto ciò che dovrò lucidare d'ora in poi!!





Ingredienti per 15 girelle

Impasto

250 g di farina w 320-350 ( io ho usato panettone Quaglia)

40 g di zucchero semolato finissimo ( io uso eridania)
3 g di malto ( io non l'ho messo)
1 pizzico di lievito per dolci ( su 1 kg. indicava 5 g)
10 g di lievito di birra compresso ( quello a cubetto)
40 g di uova ( pesate senza guscio, tuorlo e albume compreso)
115 g di latte fresco intero
40 g di burro a pomata
5 g di sale
aroma a piacere ( vaniglia o zeste di arancia)

farcitura

200 g di crema pasticcera
2 cucchiai di gocce di cioccolato
qui potete spaziare a vostro piacimento: marmellata, burro a pomata e zucchero, crema e frutti di bosco (freschi), alcune delle farciture alternative.

lucidatura

100 g di acqua
50 g di zucchero semolato
zeste di mezza arancia e mezzo limone
mezza bacca esausta di vaniglia ( non ditemi che una volta svuotate le buttate!)
oppure se avete l'abitudine come me di conservare le bacche esauste in un barattolo colmo di zucchero, usate 50 g di zucchero profumato alla vaniglia!


In planetaria con foglia inserire tutti gli ingredienti indicati nell'impasto tranne il burro.
Lavorare partendo da velocità minima e una volta amalgamati gli ingredienti aumentare e portare l'impasto in corda.
A questo punto inserire il burro, inglobare perfettamente mantenendo la corda. Trasferire su piano leggermente infarinato, coprire e lasciar riposare per venti minuti; pirlare, inserire in ciotola leggermente unta, coprire con pellicola o coperchio e trasferire in frigorifero per dodici quattordici ore ad una temperatura non superiore a 7°.
In questo lasso di tempo e a questa temperatura,  l'impasto lieviterà pochissimo e maturerà.


Trascorse le ore indicate l'impasto si presenterà così, come in foto seguente; come si può ben vedere è praticamente rimasto uguale.


Una volta a temperatura ambiente lasciar lievitare l'impasto fino a raddoppio. Ci vorranno all'incirca un paio di ore. Per avvantaggiarsi si può mettere l'impasto a 28°. Io l'ho tenuto a temperatura ambiente.
Nel frattempo prepariamo lo sciroppo che servirà per la lucidatura facendo bollire per qualche minuto l'acqua con lo zucchero e gli aromi. Coprire e far raffreddare.
Trasferire l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e stendere in un rettangolo dello spessore di circa 4 mm.
Spalmare sulla superficie del rettangolo la crema pasticcera senza arrivare fin proprio al bordo, cospargere di gocce di cioccolato e arrotolare dal lato lungo ottenendo un salsicciotto. Avvolgere in pellicola e mettere in frigorifero per un'oretta. In questo modo sarà più facile tagliare le fette che andranno a formare le girelle.
Aiutandosi con uno spago da cucina tagliare il salsicciotto in fettine dello spessore di circa due centimetri passando lo spago sotto il rotolo e stringendo le estremità a strozzare l'impasto che sotto la tensione dello spago si taglierà.  Oppure usare un coltello ben affilato.
Adagiare le girelle su una leccarda ricoperta di carta forno. Mettere a 26°-28° gradi fino a raddoppio.



Accendere il forno a 170° modalità statico e una volta lievitate cuocere le girelle per circa 15 minuti; appena sfornate lucidare con lo sciroppo preparato in  precedenza e filtrato;  raffreddare su gratella.
Sono buonissime anche tiepide. Io le ho congelate. La sera prima le metto in una bustina o avvolte in foglio di alluminio per averle pronte al mattino. Una veloce passata al microonde se le voglio tiepide ma son buone anche a temperatura ambiente



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mercoledì 22 gennaio 2020

TORTA DI MELE E PERE

Non esiste un dolce più confortevole della torta di mele.
Sono profumi e sapori che ti fanno sentire a casa e che ti danno la sensazione di affetto.
Almeno a me succede così; sarà che poi l'inverno, è una stagione che adoro per i suoi frutti e colori; oppure perchè i miei ricordi sprofondano nei pomeriggi d'infanzia con mia madre che affettava mele e mele per preparaci il suo famosissimo tortino di mele al cucchiaio che prima o poi anche io farò!
Intanto in una domenica  incredibilmente senza mele a sufficienza, per portare in porto il coronamento di un pranzo di famiglia, unisco pere e mele per l'ennesima e sicuramente non ultima torta di mele.




Ingredienti per uno stampo da 26 cm di diametro

300 g. di farina 00

80 g. di burro morbido
180 g. di zucchero
2 uova
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
2 mele (350 g. ca)
1 pera ( abate o kaiser 200 g. ca)
2 cucchiai di gocce di cioccolato
succo di mezzo limone
1 pizzico di cannella in polvere
zucchero di canna per spolverare

Accendere il forno 180° modalità statico
Foderare il fondo dello stampo con cartaforno, imburrare e infarinare i bordi.
affettare le mele, tagliare a tocchetti la pera, in ciotole separate; irrorare entrambi con succo di limone.
Con le fruste lavorare uova e zucchero fino a rendere spumoso e chiaro il composto.
Unire il burro fuso.
Setacciare farina, cannella e lievito e unire in tre volte al composto.
Aggiungere le gocce di cioccolato e la pera a tocchetti, mescolare a mano con una spatola dal basso verso l'alto e inglobare il tutto.
Versare nello stampo, livellare e ricoprire con le fettine di mela. Spolverare con zucchero di canna e infornare per 30 minuti.
Prima di sformare aspettare che sia tiepida, una volta fredda spolverare con zucchero a velo.



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