sabato 7 maggio 2022

LASAGNE AGLI ASPARAGI

 Gli asparagi!!! che passione! Forse li amo così tanto perchè sono come l'arcobaleno durano poco e nel breve periodo che ci fanno compagnia cerco di consumarne tanti ma tanti; Li adoro anche solo bolliti, senza nessun altro condimento che il loro sapore e la loro dolcezza!

Asparagus officinalis, si ritiene abbia origine nel bacino tra Tigri e Eufrate ma attualmente è diffusissimo nelle nostre zone dove viene coltivato con ottimi risultati. E una pianta erbacea perenne con fusti alti e ramificati; i giovani germogli o polloni ( denominati turioni) costituisco gli asparagi, un alimento molto ricercato; ci sono diverse varietà che si contraddistinguono dal colore che prende il germoglio. Tra le varietà coltivate in Italia ricordiamo nobile asparago bianco di Verona, asparago violetto di Albenga, e il più comune asparago verde di Altedo. 

Bene abbandoniamo ora il mondo di Quark 😃  e torniamo a noi.

Se volete alcune ricette appetitose vi raccomando il risotto agli asparagi selvatici e anche le mezze maniche con rana pescatrice un primo di grande effetto e bontà, ma se cercate sul blog all'etichetta "asparagi" potrete spaziare tra numerose proposte.

Oggi ho deciso di declinare un bellissimo mazzo di asparagi nel verbo delle lasagne, cosa dire? meravigliose!!



Ingredienti per teglia cm. 17 x 26

1 confezione di lasagne sfogliavelo Giovanni Rana (250 g.)

1 mazzetto di asparagi verdi coltivati (500 g. peso lordo)

1 piccola cipolla bianca

1/2 bicchiere di vino 🍷 bianco

besciamella preparata con 300 g di latte, 20 g di burro, 20 g di farina

100 g di latte 🥛 

100 g di ricotta vaccina

200 g di stracciatella 

50 g di parmigiano

50 g di pecorino romano 

100 g di prosciutto  cotto

qualche fiocchetto di burro per finire


La prima, fastidiosa, operazione da fare è quella della preparazione degli asparagi alla cottura; operazione che si può tranquillamente fare anche qualche giorno prima conservando poi il tutto cotto in frigo, o anche in stagione diversa e avendo desiderio di preparare questo primo delizioso, ricorrere a quelli surgelati, in questo caso avremo bisogno di 300 g di asparagi peso netto.

Spezzare ogni gambo di asparago eliminando così la parte bianca e legnosa; ora con un pelapatate partendo da sotto il germoglio eliminare i filamenti che se lasciati rendono sfilacciosi gli asparagi. Lavare e mettere a scolare.

Tagliare da sotto lo stelo per circa 1/3 la lunghezza dell'asparago  (questa parte ci servirà per preparare la crema per le lasagne): in poco olio affettare una piccola cipolla bianca, lasciarla stufare per qualche minuto, quando sarà diventata trasparente  senza prendere colore, unire la parte dei gambi degli asparagi, insaporire e sfumare con vino bianco. Una volta eliminata la parte alcoolica coprire con acqua tiepida, salare a sentimento e postare a cottura controllando di tanto in tanto. Quando i gambi saranno morbidi spegnere, non dovranno essere asciutti ma ancora con un po' del loro brodo di cottura, nel caso in fase di cottura fosse necessario unire ancora poca acqua;  appena tiepidi  frullare nel mixer fino a ridurre a crema.

Bollire in acqua leggermente salata gli asparagi, scolare e tenere da parte.

Preparare la besciamella con le dosi indicate: io verso il latte nel pentolino, unisco il burro, immergo un colino a maglie strette nel latte, verso la farina nel colino e la stempero nel latte attraverso il colino, cuocio a fuoco dolce fino alla giusta densità; a fine cottura regolare di sale, unire la crema di asparagi ottenuta dai gambi e metà del latte elencato tra gli ingredienti per rendere fluida la salsa che sarà il condimento umido della preparazione. Stemperare al suo interno anche la ricotta.  Mescolare in una ciotola i due tipi di formaggio. Nella pirofila cominciare con un paio di cucchiai di salsa besciamella sul fondo quindi fare uno strato con la sfoglia, cospargere con un 2 cucchiai di besciamella, una spolverata di formaggio, mozzarella stracciatella, ciuffetti di prosciutto e tocchetti degli asparagi lessati in precedenza e tenuti da parte.



Proseguire così fino ad esaurimento delle sfoglie di pasta  e del ripieno, con queste dosi e misure della teglia che io ho usato avremo ben 6 strati di sfoglia, per una porzione di lasagne che gratificherà anche la vista 😜 

Completare con uno strato di besciamella, formaggio e qualche fiocchetto di burro. Lungo i bordi distribuire l'ultima metà di latte prevista tra gli ingredienti, poi con una forchetta punzecchiare la superficie della preparazione spingendosi fino alla base; questo aiuterà a non far gonfiare la sfoglia.


Cuocere a 220° modalità statico per venti minuti. Lasciar riposare per almeno trenta minuti prima di gustare ( specie se si usa una teglia in ceramica come ho fatto io).


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lunedì 4 aprile 2022

RAVIOLI AI FUNGHI PORCINI E RICOTTA IN SALSA AL PARMIGIANO E TARTUFO

E' davvero parecchio tempo che non lascio una ricetta e alcuni pensieri su queste pagine a me tanto care. Sapete che la vita ogni giorno presenta un conto, a volte leggero che te lo fa quasi ignorare, a volte così pesante che come un macigno si posa sul cuore fino quasi a toglierti il sonno e il respiro.

Ma, per fortuna, riesco a trovare sollievo ai pensieri rifugiandomi in cucina, non affondo le mani in impasti da tanto tempo ma una "tirata" di sfoglia fresca non si può ignorare soprattutto nei giorni di festa. Questi ravioli sono stati il piatto principale del pranzo di Natale 2021 e il post con le foto giaceva nelle bozze del blog da allora. Stamattina mi son decisa a finire il post perchè merita di essere lanciato nel firmamento virtuale, ora che ci avviciniamo alla Santa Pasqua e quindi lasciare una idea appetitosa per il pranzo domenicale.

Non vi nascondo che son riuscita a finire il post GRAZIE all'influenza stagionale che mi ha costretta a stare a riposo 😡, oggi che pubblico sono "rifiorita" per fortuna 😂😎

I ravioli con questo ripieno li ho mangiati in una baita sul subappenino dauno in una domenica della lontana spensieratezza.

Mi sono rimasti impressi e finalmente sono riuscita a replicarli lasciando una piacevole sorpresa alle papille gustative , sono buonissimi!!!  

I ravioli o i tortellini li preparo sempre giorni prima perchè richiedono tempo e pazienza, poi li surgelo a strati separati da carta forno leggermente spolverata di semola e al consumo li tuffo surgelati nell'acqua a bollore.



 Ingredienti

per l'impasto

300 g di semola rimacinata

3 uova

1 cucchiaio di olio evo

per il ripieno

250 g di funghi porcini freschi o surgelati interi

1 spicchio di aglio

2 cucchiai di olio

un ciuffo di prezzemolo

sale e pepe qb

300 g di ricotta vaccina

30 g di albume (1 all'incirca)

per la crema al parmigiano e per finire

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

150 g di crema di latte

150 g di latte 

 20 g circa di tartufo fresco



preparare la sfoglia impastando la semola con le uova precedentemente sbattute leggermente e il cucchiaio di olio. Lavorare fino ad ottenere un impasto sodo, liscio e non appiccicoso. coprire e lasciare riposare per mezz'ora.

in una padella affettare i funghi grossolanamente unire lo spicchio d'aglio ( io lo infilzo con uno stuzzicadenti per facilitare l'eliminazione) prezzemolo, olio e cuocere velocemente a fiamma medio-alta, cuocere per cinque minuti spegnere e aggiungere solo ora sale e pepe, eliminare l'aglio, mescolare e lasciar raffreddare.

Una volta freddi tritarli grossolanamente e, raccolti in una ciotola, mescolare con la ricotta e l'albume d'uovo.

Prepariamo i ravioli:



lavorare ancora un po' l'impasto e tagliarlo in pezzi grandi quanto un uovo, passare nella macchinetta tirasfoglia fino al penultimo numero come spessore, posizionare nocciole di impasto (io mi aiuto con il sac a poche), chiudere i ravioli tagliandoli con la rotella dentellata. Decidete voi la misura e se tagliarli dentellati o lisci. Io che come perfezionista ho ben poco li ho fatti tutti disuguali of course 😂



Al momento di cuocere i ravioli preparare la crema al parmigiano : unire la crema di latte e il latte, metter su fuoco dolce e riscaldare senza portare a bollore, aggiungere il parmigiano e mescolare con una frusta. Cuocere per tre o quattro minuti.
Versare la salsa e i ravioli 🥟 in una larga padella e insaporire a fuoco spento unendo ancora un cucchiaio di parmigiano



Servire i ravioli con la crema al parmigiano  e insaporire con tartufo nero. 



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giovedì 14 ottobre 2021

PEPERONI A FALDE GRATINATI, SEMPLICI E GUSTOSISSIMI

 In questo periodo i peperoni sono nel pieno della maturazione, i caldi abbracci del sole sulle piante hanno donato ai frutti i colori raggianti dell'estate; ammetto che li consumo per gran parte dell'anno tranne che in pieno inverno perchè sono tra gli ortaggi più versatili in cucina e si prestano a preparazioni di primi piatti e secondi gustosi da soli o accompagnati ad altri ingredienti in genere proteine animali.

Inoltre poichè la maturazione , almeno dalle mie parti, è al massimo della produzione si trovano a prezzi davvero abbordabili che invogliano a farne scorta per trasformarli in notevoli specialità.

Alcune notizie sul peperone:

capsicum annum, origine America meridionale è una pianta che può raggiungere anche un metro di altezza con foglie ovali a margine intero e di colore verde scuro, fiori piccoli e bianchi, frutti  carnosi e cavi all'interno dove custodiscono i semi, hanno forma colore e dimensioni diverse nelle varie cultivar.

 



Ingredienti

3 peperoni di colore diverso

2 cucchiai di formaggio pecorino romano grattugiato

2 cucchiai di pangrattato

1 spicchio di aglio tritato 

1 ciuffo di prezzemolo

1 cucchiaio di capperi in aceto

sale e pepe q.b.

qualche cucchiaio di acqua




Lavare i peperoni tagliarli a falde di dimensioni irregolari, eliminando semi e filamenti chiari che , dicono, siano la parte meno digeribile dell'ortaggio. Raccoglierli in una ciotole e condirli con gli ingredienti indicati tranne l'olio. Sale e pepe, mescolare generosamente per distribuire il condimento su tutta la superficie dei peperoni.




Ungere una teglia da forno con qualche cucchiaio di olio, versare i peperoni e mescolare ancora. Irrorare ancora generosamente con olio  e qualche cucchiaio di acqua, cuocere in forno alla massima temperatura per circa quaranta minuti, mescolando di tanto in tanto.



Quando i peperoni saranno ben cotti e leggermente bruciacchiati sui bordi saranno pronti per essere gustati come contorno o da soli, no ma che dico da soli, con una montagna di pane  😂.



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venerdì 13 agosto 2021

TZATZIKI salsa della cucina greca a base di yogurt

Quanti anni sono passati? 9 anni dal bellissimo viaggio a Kos e da tanti anni che conservo con nostalgia questo "strofinaccio" insieme a quello che spiega come fare la moussakà e l'ho ripreso e fotografato in questi giorni che ci è presa la voglia di cibi meravigliosi della gastronomia  greca. Questa salsa ha accompagnato il polpo 🐙 in un panino 🍔 gourmet di cui vi mostrerò la foto e anche dei saporitissimi souvlaki di pollo 🐔 😋
Vi scrivo di seguito come l'ho preparata seguendo le indicazioni della ricetta stampata ma con modifiche adattate ai nostri gusti 

Ingredienti
300 g di yogurt greco
1 cetriolo 🥒 ( peso circa 100 g)
1/4 spicchio di aglio ( a sentimento se di più o di  meno)
un ciuffo di aneto fresco o un pizzico secco
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe q.b.
ho omesso aceto indicato tra gli ingredienti stampati




Sbucciare il cetriolo  🥒 e con una grattugia a fori larghi ridurlo a pezzetti, raccoglierli in un colino a maglie strette cospargere leggermente di sale e lasciar colare per pochi minuti, già da subito caccerà tanta acqua.

Versare lo yogurt greco in una ciotola e stemperarlo brevemente con un cucchiaio; a questo punto trasferire il cetriolo tritato in un panno pulito avvolgerlo e strizzarlo con forza per eliminare ogni residuo di liquido, unirlo allo yogurt con l'aglio passato nell'apposito attrezzo per tritarlo, se non lo avete dovete sminuzzarlo davvero bene bene! Unire anche olio, aneto, pepe e sale ( assaggiate per regolarvi). Mescolare sapientemente e tenere in frigo almeno un paio di ore prima di gustare questa prelibatezza. Giuro, io l'ho finita sui crackers 😄




Si conserva in frigo per qualche giorno, se riuscite a fermarvi dal mangiarla!



 ora vi lascio con il favoloso panino 🍔 a base di polpo arrosto e salsa tzatziki 😋 e vi ricordo di seguirmi sulla pagina facebook




venerdì 4 giugno 2021

PARIGI - IL LOUVRE E MONTMARTRE

 

Dopo il primo racconto del mio viaggio eccomi con un nuovo appuntamento con questo articolo su un altro scorcio della capitale francese; seguitemi! 

Quando si hanno pochi giorni a disposizione da trascorrere in una grande città un aiuto irrinunciabile per muoversi è la metropolitana.

La "métro de Paris" vide la luce per la prima volta ( manco a dirlo) in occasione dell'esposizione universale del 1900, le insegne delle stazioni più antiche e artistiche in Art Nouveau furono opera dell'artista Hector Guimard  e sono ancora oggi presenti costituendo loro stesse delle attrazioni da fotografare e ovviamente non ho potuto esimermi  dal farlo 😊


insegna Art Nouveau e sullo sfondo il cabaret più famoso del mondo 

Parigi conta ben 16 linee di metropolitana, le stazioni sono contrassegnate con i cartelli mètro, motropolitain, a volte anche soltanto una M . Come estensione è seconda soltanto a quella di Londra e Madrid

se non si opta per la navigo decouverte i singoli biglietti possono essere emessi dalle macchinette presenti in ogni stazione della metropolitana.

Per i nostri spostamenti è stata utilissima ad accorciare i tempi di percorrenza visto che abbiamo avuto a nostra disposizione pochi giorni, ogni attrazione da noi scelta nella visita alla città non era distante mai più di 500 m dalla stazione scelta per raggiungerla.

secondo giorno

oggi destinazione 1° arrondissement il quartiere fulcro della città che ospita il museo più famoso del mondo.

Scarpe comode e uscita mattutina, alle 9 siamo già pronti di tutto punto. Il biglietto costa 15 euro, noi abbiamo fatto biglietto per ingresso prioritario da casa  per evitare file lunghissime. 

Metropolitana GRANDS BOULEVARD vicino hotel prendiamo la linea 8 direzione BALARD dopo due fermate  OPERA scendiamo per cambio linea la  7 direzione Mairie D'ivry;  due fermate ed eccoci alla fermata PALAIS ROYAL MUSEE DU LOUVRE, ci troviamo praticamente nel grande centro commerciale CARROUSEL DU LOUVRE che si trova a ridosso del museo. Abbiamo ingresso prioritario e quindi ci dirigiamo verso la piramide di vetro ( orribile secondo me) che accoglie i visitatori.



Inutile dire che la maestosità del tutto è spettacolare!! 

All'interno della piramide si hanno tre possibili scelte di itinerario: a destra l'ala DENON che si affaccia sulla Senna, di fronte l'ala SULLY che si sviluppa sui quattro lati della corte quadrata del museo e  a sinistra l'ala RICHELIEU che si affaccia su Rue de Rivoli. Ogni ala  comprende ben 4 piani ed ogni ala ha ben 8 dipartimenti che accolgono le opere in base a 8 categorie.

Non è semplice decidere, così come non è possibile visitare tutto il museo in un solo giorno, anzi in poche ore, prima di tutto per l'immensità delle opere contenute, per le innumerevoli sale e chilometri e chilometri da percorrere, quindi decidiamo di procedere per l'ala DENON perchè in questa sezione del museo troveremo la Gioconda, che troveremo nella sala 6 del primo piano dell'ala DENON.

Entriamo nelle sale delle sculture e all'improvviso lei, la mia preferita per cui vale la pena fare un viaggio al Louvre, no, non è la Gioconda! è AMORE E PSICHE la straordinaria scultura di Antonio Canova!!! ( sala 4, primo piano ala DENON) Emozionatissima la fotografo da ogni angolazione girandole intorno!!











Proseguiamo il percorso fino a raggiungere un crocevia affollatissimo e in cima alla scala DARU ( primo piano ala DENON)   una vista superba sulla NIKE DI SAMOTRACIA , altre foto all'infinito ma qui con più difficoltà causa ressa di turisti tutti intenti ad immortalare la sua imponenza e maestosità





La superiamo con non poca difficoltà per raggiungere la sala dove troveremo lei, piccola, piccola quanto non te la aspetti rispetto alle altre tele immense che la circondano  ma che attira milioni di visitatori ogni anno 



Devo dirvi la verità? non voglio dire che mi abbia delusa, è comunque un capolavoro, un bellissimo ritratto, un gioiello di Leonardo da Vinci ma io ho trovato molto più interessanti altre tele più grandi più elaborate che narrano scene di vita, come ad esempio una tela immensa che si trova proprio di fronte alla Gioconda, è di un altro artista italiano: Paolo Caliari detto il  Veronese, si tratta delle nozze di Cana, affascinante, mozzafiato!! (sala 6 primo piano ala DENON)

le nozze di Cana dell'artista Veronese
  

e anche la tela di Jacques-Louis David che rappresenta l'incoronazione di Napoleone  ( sala 75, primo piano ala DENON)




Tele maestose e magnifiche, opere celebrative con scene di vita vissuta, ricche di particolari minuziosi che mi hanno conquistata.

particolare della tela di David 


Percorriamo chilometri lungo le sale in su e in giù soffermandoci davanti a capolavori incredibili che non saprei mai raccontare se non con alcune foto in particolare i tesori dell'antico Egitto (piano terra e primo piano ala SULLY)








fino al culmine poco prima di terminare, esausti, il nostro giro culturale troviamo lei a salutarci, la VENERE DI MILO (sala 16, piano terra ala SULLY)


Non riuscirei, anche volendo, ad elencare tutte le opere che ho visto scorrere sotto il mio sguardo, rapito da tanta bellezza! Sono, per questa volta, soddisfatta; non avrebbe senso continuare ancora perchè non potrei immagazzinare nella mia mente tutto il sapere che è spalmato nelle centinaia di sale del museo.
Abbandoniamo l'edificio, che di per sè è magnifico con i suoi scorci sui giardini, sulla Senna, le grandi finestre, gli stucchi e i decori.










Lasciato il museo ci dirigiamo verso ARC DU CARROUSEL e quindi nei giardini de LE TUILERIES e ci riposiamo un po' all'ombra dei bellissimi alberi; ovviamente è una idea che hanno avuto tutti coloro che hanno scarpinato ore e ore e quindi ci restiamo giusto lo stretto necessario;  




lasciamo alle nostre spalle i giardini per andare alla ricerca di qualcosa da mangiare prima di tornare in hotel, troviamo Paul una paninoteca che fa ottimi panini  e ovviamente non possiamo fare a meno di approfittarne memori dell'ottima esperienza avuta a Londra. 

Ci accorgiamo di essere vicini alla stazione metro OPERA incredibilmente tutto è così vicino! Ne approfittiamo sebbene la nostra destinazione non sia lontana, ma siamo stanchi e sappiamo che ci aspetta un pomeriggio nuovamente intenso.

Arrivati ci fermiamo nella hall per un caffè perchè non vi ho detto che in questa catena fantastica di hotel è possibile prendere te, caffè o tisane e succhi accompagnati da dolcini al di fuori dell'orario di colazione; viene tutto messo a disposizione della clientela oltre ad un pass che ti permette di approfittare di questa gentilezza in ogni hotel della catena presente a Parigi.  In stanza nel frigo bar sono a disposizione bibite non alcooliche con rifornimento quotidiano. Fantastico direi!!

Ci diamo appuntamento per le ore diciassette destinazione MONTMARTRE.

Raggiungiamo la meta con la metropolitana da NOTRE DAME DE LORETTE metro n°12 ( sempre vicinissima a hotel) tre fermate e siamo alla fermata ABESSES a ridosso del famosissimo MURO DEL JE T'AIME;



 foto di rito irrinunciabile ovviamente, poi per raggiungere la cima della collina optiamo per i quintordicimila scalini comprensivi di fiatone e battiti a mille.




 Eccoci a place du Tertre cuore pulsante del quartiere e nelle viuzze che portano alla basilica che è visibile praticamente da ogni dove con i suoi scorci bianchissimi.



Che non sia conosciuta non si può proprio dire! Che sia una meta obbligata per chi va per la prima volta a Parigi è superfluo ricordarlo. Soprattutto al tramonto la scalinata davanti al SACRE COEUR e le viuzze del quartiere si popolano di ragazzi, turisti, e artisti di strada con gli immancabili vignettisti che si mettono a disposizione per ritratti o caricature. I locali si susseguono uno accanto all'altro, tra bistrot, ristorantini e negozietti di souvenir. La calca è inevitabile ma la vista della bianchissima  basilica con le sue cupole e lo stile romanico- bizantino la fa quasi dimenticare .

Costruita a cavallo tra XIX e XX secolo come voto di espiazione per le vittime contate durante la guerra franco-prussiana con un tipo di travertino che rilascia carbonato di calcio e non trattiene polvere e smog anzi diventa sempre più bianca ogni volta che piove.




Se si ha tempo ( e noi non ne abbiamo) con 6 euro è possibile salire sulla cupola e ammirare ancora di più Parigi dall'alto. Il campanile della basilica conserva la “ Savoyarde” la campana più grande di tutta la Francia con le su 19 tonnellate.




Il quartiere, un tempo villaggio rurale disseminato di mulini che rifornivano di farina la città, è un dedalo di stradine con case ammantate d'edera e ancora oggi  conserva la sua aureola fiabesca che attirò come una calamita ai primi del novecento artisti, scrittori, pittori prostitute e protettori, e qui si insediarono menti eccelse come Manet, Degan, Va Gogh fino a Picasso, Modigliani e Dalì, incantanti dal luogo e dai prezzi modici degli affitti .





Dopo aver visitato l'interno della basilica, che conserva la sua infinita bellezza solo all'esterno, ci soffermiamo brevemente ad ammirare Parigi in lontananza



 e poi passeggiamo senza meta per le stradine. Io mi soffermo ad osservare i volti delle innumerevoli persone che incrocio, scruto le loro espressioni e ascolto con simpatia le fragorose e numerose risate; scruto i vignettisti e i loro soggetti che abbassano lo sguardo quando si accorgono che li sto osservando con curiosità e un po' mi vergogno di averli messo a disagio; è una mia caratteristica quella di unire alla bramosia per l'arte dei luoghi che visito la curiosità di osservare le espressioni e i modi di fare di chi mi circonda, turisti o del luogo che siano.

Si avvicina ora di cena e dopo un veloce consulto tra le menti della compagnia si decide per una cena in un bistrot, visto che siamo qui; non sarà una cena da gourmet ma almeno sarà caratteristica.

Decidiamo una sosta rigenerante presso un bistrot sulla via principale a base di insalata nizzarda, zuppa di cipolle, manzo bourguignon e crepes suzette; menù a 16 euro e birra un litro 18 euro!!

Il tempo tiranno ci impedisce la visita allo storico cimitero; ci sono troppi luoghi trascurati, un motivo in più per ritornare qui appena possibile non credete?

Scendiamo le stradine della collina per un chilometro o poco più lasciando uno sguardo anche alla storica vigna del quartiere ( chissà perchè viene nominata in numerose guide) ed eccoci al MOULIN ROUGE, siamo nel quartiere PIGALLE, proprio sul confine con il "nostro" IX arrondissement.



Il famoso quartiere a luci rosse dei tempi andati con il suo emblema, il cabaret più famoso al mondo. Vale la pena fermarsi a fotografare.

E sono le 22 e anche oggi giornata lunghissima e chilometrica 😁, Al volo prendiamo il tram numero 30 che fa capolinea a TROCADERO e così, nonostante la stanchezza ci fermiamo ad ammirare la torre Eiffel con vista notturna 😍. Wow wow wow, ci fermiamo una mezz'ora tra orde di turisti e artisti di strada



Quindi di nuovo come il giorno prima  alla metro 9 alla fermata ALMA-MARCEAU direzione Mairie de Montreuil otto fermate ed eccoci a GRANDS BOULEVARDS nei pressi del nostro hotel.

Domani altra giornata entusiasmante verso NOTRE DAME 

to be continued .. 


lunedì 31 maggio 2021

RISO VENERE CON GAMBERETTI PISELLI FAGIOLINI E POMODORINO

 Allora, queste foto che vedete del piatto finito sono del 2018 quando portai in tavola questa ricetta preparata a sentimento per la prima volta, poi sia foto che ricetta andarono nel cassetto del dimenticato ( avete anche voi nella vostra mente un cassetto del dimenticato? io si e pure bello grande 😂🙈).

Poi qualche giorno fa i ricordi di facebook mi hanno riproposto la foto che avevo pubblicato il giorno che preparai questa delizia e allora non avendo più scuse l'ho replicata appuntando le giuste quantità degli ingredienti per poter farvi partecipi di questo piatto che dovete assolutamente provare se amate il delizioso profumo del riso venere e i sapori del mare 🌊

Sono andata dal mio contadino di fiducia per i piselli  e i fagiolini, dal pescatore solito e anche lui di fiducia 😁 per i gamberetti 🦐 il resto son cose che tutti abbiamo in casa.

La ricetta è di per sé molto semplice, ci vuole solo un po' di organizzazione, si prepara tutto prima anche il riso 🍚 e poi il tutto si assembla al momento di portare in tavola.

Provatela perchè e divina!!




Ingredienti

250 g di riso venere
300 g di gamberetti 🍤 ( peso lordo) 
100 g di fagiolini
150 g di piselli ( peso lordo)
150 g di pomodorini 
un pizzico di prezzemolo tritato 
1 piccola cipolla 
4 cucchiai di olio 
sale e pepe q.b.

per il fumetto di crostacei

carapaci e teste dei gamberetti 🦐
1 litro di acqua  
1 piccola cipolla
1 piccolo gambo di sedano
2 rametti di prezzemolo
2 cucchiai di olio
sale q.b.

Si comincia sgusciando i gamberetti 🦐 e raccogliendo teste e carapaci in una pentola; il corpo dei gamberetti, privato del filo nero centrale, in una ciotola; condire il frutto dei gamberetti con un po' di prezzemolo tritato, sale pepe e olio, tenere da parte.
Nella pentola dove abbiamo raccolto i carapaci versare un litro di acqua condire con gli aromi elencati tra gli ingredienti, aggiungere il sale e l'olio e cuocere per venti minuti da inizio bollore, filtrare e tenere da parte 450 g di fumetto che serviranno per terminare la preparazione.


Spuntare i fagiolini e sgranare i piselli. lessarli separatamente in acqua salata, scolare e tenere da parte.


tagliare in piccoli pezzi i pomodorini.


Lessare il riso in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Scolare e tenere da parte.

In una larga padella 🍳 mettere quattro cucchiai di olio e la piccola cipolla intera, scaldare  l'olio, versare il riso, coprire con metà del fumetto tenuto da parte; mescolare e quando sarà assorbito unire l'altra metà del liquido, i fagiolini e i piselli e lasciar assorbire anche questa ultima parte di liquidi, eliminare la cipolla intera ( che ormai avrà assolto il suo compito insaporitore), e  dopo qualche minuto unire pomodori e gamberetti. Tutta questa operazione richiederà circa dieci minuti.


Terminare la cottura, impiattare  e gustare ad occhi chiusi.

Il riso venere con gamberetti 🍤 può essere gustato sia caldo  che freddo.



Buon appetito e grazie per aver scelto di leggermi 👀😍.
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