venerdì 4 novembre 2011

UN PANE SEMPLICE E VELOCE

Per questa ricetta devo ringraziare  Cinzia che me l'ha passata.
Trovo che sia un pane tappa buchi che si può preparare , come ho fatto io, un giorno che non si ha voglia di uscire ma invece sentire aleggiare per casa l'aroma del pane appena sfornato!
Saltando tutti i canoni del pane fatto in casa, ci offre una simpatica alternativa veloce!!!
L'aspetto del pane è invitantissimo e vale la pena di provarlo.
Io ho apportato alcune modifiche nella quantità di sale ,nei modi di cottura  e nella qualità della farina ( sono fissata con la semola rimacinata!).



ingredienti

400 g. di farina 00
100 g. di semola rimacinata
1/2 cucchiaino di miele
10 g. di lievito di birra fresco
370 g. di acqua tiepida
12 g. di sale fino 


Mescolare le due farine e metterle in una ciotola.
In un piccolo recipiente con un poco dell'acqua prevista tra gli ingredienti sciogliere il miele e il lievito.
Armandosi di forchetta mescolare le farine e versare lievito e miele sciolti , quindi il resto dell'acqua e il sale.
Mescolare con la forchetta il tempo di far amalgamare il tutto ( ci vogliono davvero pochi secondi).
Cospargere l'impasto appiccicoso con una generosa manciata di farina.
Coprire e mettere a lievitare per un'ora e mezza nel forno spento con la luce di cortesia accesa.
Trascorso il tempo , su un ripiano cosparso di farina, far cadere con l'aiuto di una spatola l'impasto facendo in modo che la parte con la farina resti in alto.
Accendere il forno a 220° ventilato.
posizionare una teglia da forno con 2 dita d'acqua sul fondo del forno.
Con un coltello tagliare in tre nel senso della lunghezza l'impasto formando SENZA SCHIACCIARE tre filoncini.
Sistemare i filoncini su una teglia da forno coperta di cartaforno ,distanziati un pochino perchè crescono un po' in cottura.
Infornare per 30 minuti.
Dopo 20 minuti abbassare la temperatura del forno a 200°, togliere la teglia con l'acqua e mettere i filoncini direttamente sulla griglia del forno. Terminare la cottura.
lasciare nel forno spento con lo sportello semiaperto ancora 15 minuti e terminare di raffreddare su una griglia.











Come tutte le cose veloci ha durata breve.
A mio personale parere e eccezionale appena sfornato e mangiato quasi tiepido ma, poi fino a sera diventa un po' gommoso ma si può facilmente ovviare a questa peculiarità riscaldandolo un po'.
Credo che dipenda dalla quantità di liquidi rispetto a quella dei solidi che di solito nel pane tradizionale che preparo è 1 a 2 Cioè 1 parte di liquidi e 2 di solidi (500 gr. di farina e 250 gr. di acqua ).
Ma sulla tavola a pranzo fa la sua.....figura!!
Non mi esprimo sul  pezzo appena sfornato, tagliato e farcito con mortadella appena affettata!!!



domenica 30 ottobre 2011

SPAGHETTI FANTASIA DELL'ADRIATICO


ingredienti

1 polpo da 1/2 kg.
1 seppia
4 gamberoni
2 spicchi d'aglio
1/2 scalogno
200 g. pomodorini rossi
100 g. di olio evo
peperoncino
prezzemolo
1/2 bicchiere di vino bianco
320 g. di spaghetti (io Voiello 103)




Lessare il polpo e la seppia.
Lasciarli intiepidire, privarli della pelle in eccesso e tagliarli a piccoli pezzi.
Farli rosolare con aglio e scalogno interi, un pezzetto di peperoncino e l'olio.
Unire i gamberoni interi con la buccia dopo aver tagliato il dorso ed eliminato il filo nero.
Bagnare con il vino bianco a fuoco vivo.
Dopo aver rosolato per bene unire i pomodori a dadini, il prezzemolo e lasciar cuocere pochi minuti.
Togliere i gamberi e tenerli in caldo. Eliminare aglio e scalogno.
Scaldare la pasta e saltarla in padella con la salsa unendo un filo d'olio crudo.






Dopo aver diviso la pasta nei piatti poggiare su ognuno un gamberone e servire.





sabato 29 ottobre 2011

PEPERONI POPONI RIPIENI DI TONNO E RICOTTA





Il peperone qui da noi chiamato "popone" è una varietà più diffusamente conosciuta come "papaccella".
Si tratta di un peperone tardivo che giunge a maturazione alla fine della bella stagione.
E' di forma rotonda e difficilmente supera i 10 cm di diametro.
La polpa spessa e carnosa i colori che vanno dal verde, al giallo (più raro), al rosso acceso (il più comune).
Il suo "fratello" di più piccole dimensioni è generalmente molto piccante ed è usato nell'industria conserviera per essere conservato (ripieno di tonno , capperi e acciughe) sott'olio...una bontà incredibile.
E' particolarmente diffuso in Campania e nel sub appenino dauno dove viene spesso impiegato per preparare "la ciambotta" una pietanza a base di patate cipolla e "poponi", una sorta di caponata .
La sua simpatica forma attira e spinge a consumarlo ripieno.
Sono davvero gli ultimi presenti sul mercato e allora ne ho acquistati per prepararli così:







ingredienti

8 peperoni poponi
1/2 cestino di ricotta scremata
1 scatoletta di tonno  sott'olio da 160 g
1 cucchiaio di capperi dissalati e sciacquati con aceto
1 cucchiaio raso di pangrattato
1 pizzico di origano
qualche cucchiaio di olio 
sale q.b
pepe q.b.



Togliere la calotta ai peperoni e liberarli dei semi.
tuffare solo il "corpo" in acqua bollente leggermente salata per tre quattro minuti  tenendo da parte i coperchi con il picciolo.
Metterli a scolare a testa in giù su un canovaccio il tempo di preparare il ripieno.
Mescolare in una ciotola la ricotta con capperi, tonno sgocciolato, pangrattato, sale, pepe e origano e se necessario un cucchiaio di olio per ben amalgamare il tutto.
Sistemare in una teglia da forno i peperoni sbollentati e sgocciolati con sul fondo un filo d'acqua e olio.
Aiutandosi con un cucchiaino riempirli con il composto preparato in precedenza e coprire con i relativi coperchietti compresi di picciolo (sono più carini!)
Irrorare ancora con poco olio e sale e infornare a 220°
per circa 40 minuti (fare la prova forchetta).
Gustosissimi e ottimi tiepidi.



giovedì 27 ottobre 2011

PASTA CON CAVOLO VERDE....in Puglia : "pasta e cime"



Per tutta la stagione autunnale e invernale le varietà di cavolo sono abbondanti e a buon mercato.

La loro bontà e versatilità fa si che siano spesso presenti nella cucina regionale pugliese, ma credo anche in tutto il  territorio nazionale.
Le varietà hanno colori diversi che vanno dal bianco al verde al violetto,ma tutte hanno ottimo gusto e....la peculiarità dell'odore!
Ricchi di potassio fosforo e vitamina C non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta, aldilà del suo odore, in tutti i suoi colori e varietà!
In Puglia la coltivazione è abbondante e con facilità qui a Trani si acquistano dai contadini che le vendono nei "bassi" (sottani) che adibiscono a bottega, insieme ad olive da friggere e altre produzioni locali come bietoline e cime di rapa.
 Un piatto tradizionale è quello che chiamiamo "cime e pasta" dove come trafila principe vengono usate le orecchiette di grano duro ma con qualunque tipo di pasta corta il risultato è assicurato.
Ho abbinato il cavolo anzi  ( lo chiamo confidenzialmente ) la cima  alle penne rigate.








ingredienti


1,500 g. di cavolo verde (peso lordo)

200 g. di pasta ( se si usano le orecchiette fresche raddoppiare la dose)
120 g. di olio evo
la mollica di un panino raffermo
2 cucchiai di pangrattato
sale q.b.
pepe q.b.


Pulire il cavolo selezionando le cimette e praticando alla base un taglio a croce ( non farle troppo grandi così cuociono prima elargendoci  meno profumo ).

Mettere a bollire una pentola che possa contenere sia l'ortaggio che la pasta.
Nel frattempo che l'acqua arrivi a bollore sminuzzare la mollica di pane, metterla in un padellino con l'olio e lasciar rosolare. Deve diventare dorata. A questo punto spegnere il fuoco e versare i cucchiai di pangrattato che per effetto del calore dell'olio dorerà anch'esso.
A bollore versare nella pentola d'acqua le cimette di cavolo e il sale.
Quando queste saranno praticamente cotte  versare la pasta e continuare per i minuti riportati sulla confezione.
Attenzione : se si usano orecchiette fresche, il cavolo dovrà essere completamente cotto in quanto la pasta fresca è pronta in 3 o 4 minuti.
A cottura della pasta scolare per bene rimettere nella pentola e unire l'olio con il pane croccante.
Mescolare per far ben distribuire il condimento e servire.
Su ogni piatto, se piace, una spolverata di pepe macinato al momento ed eventuale "giro" di olio crudo.
La "cima" deve essere spappolata per  amalgamarsi alla pasta, è fondamentale per la bontà del piatto!
Non devono essere due ingredienti distinti ma un tutt'uno con l'olio e il pane "sfritto".









martedì 25 ottobre 2011

SPIGOLA AL FORNO


Ancora una volta le ultime battute di caccia subacquea del mio capitano sono state proficue.
Oltre  a numerosi polpi ho avuto la sorpresa di una spigola che è tra i miei pesci preferiti.
E' la preda più ambita dai pescatori subacquei e quando torna a casa con la sua cattura :"indovina cosa ho pescato?" l'indovinello ha risposta facile!!!!
Il metodo di cottura che preferisco e in acqua e sale e stop!
Ma questa volta ho cucinato al forno con del pomodoro e ci è piaciuta tantissimo
Pochi ingredienti e una cottura relativamente veloce ne hanno esaltato il sapore e la morbidezza delle carni.




Ingredienti
1 spigola da 1.200 g.
4 pomodori rossi
1 ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere d'acqua
olio q.b.
sale fino q.b.

oliare il fondo di una teglia da forno, adagiarvi il pesce.
Unire tutti gli ingredienti .
Rigirare il pesce nell'intingolo condito.
Coprire con parte degli ingredienti la superficie del pesce.




Nel frattempo avremo portato la temperatura del forno a 240° ventilato.
Coprire la teglia con carta da forno e infornare per 20 minuti.
Trascorso il tempo scoprire spegnere il forno e tenere ancora in forno per 10 minuti.







La carne resta bianca e umida.
Il pezzo che manca l'ho portato subito alla piccola Viola appena rientrata con la sua mamma




il resto tutta roba di Annaferna  e capitano 😋




domenica 23 ottobre 2011

I CARCIOFI ALLA GIUDIA COME LI FACCIO IO

Si tratta di una preparazione della cucina classica romana e in particolare degli ebrei romani una volta confinati nel ghetto, oggi luogo turistico di grande attrazione.
E' una ricetta di per se molto semplice e senza ingredienti aldilà del suddetto "bocciolo" e buon olio extravergine di oliva.
Sono carciofi puliti e fritti insaporiti con solo sale e pepe.
Ma la golosità sta nel fatto che come per tutti i fritti sono buoni!!!!
La varietà di carciofo che tradizionalmente viene adoperato per questa ricetta è naturalmente il carciofo romanesco  , il cimarolo preferibilmente il primo taglio, ma anche gli altri non sono da disdegnare.



Naturalmente il sapore non cambia in quanto sempre carciofo è.
Ho pulito i carciofi lasciando una parte di gambo e dando la caratteristica forma a bocciolo di rosa.
Ho messo a scaldare l'olio in un pentolino per avere la profondità e vi ho immerso i carciofi facendoli cuocere prima a fuoco vivace e poi lento. rigirandoli fino a cottura.
Li ho messi a scolare e una volta tiepidi li ho aperti a formare il fiore.








Li ho salati e pepati a dovere e immersi di nuovo nell'olio bollente a testa in giù fino a farli diventare scrocchiarelli.









Le foto sono quelle che sono ( è noto che sono una schiappa nelle foto)