domenica 16 maggio 2010

MA CHE PIACERE!




Manco da qualche giorno!!!
Certamente non ve ne siete accorti ....a me siete mancate tutte e vi ho pensate di continuo specie Alem e Cri

soprattutto quando ero qui




e qui









...e qui






Non ho certo bisogno di dirvi dove sono scappata tra domenica e martedì!!!!!
Questa"scappatella",organizzata in tre amiche aveva si il fine di trovare casa per le ragazze che l'anno prossimo studieranno alla Luiss, ma per me ,soprattutto andare alle scuderie del Quirinale per immergermi in pieno nell'osservare le stupendissime opere del Caravaggio, in mostra a Roma fino al 13 di giugno.
E fatemelo dire, ne è valsa la pena!!!!!
Poi,andare a Roma è "sempre un piacere"!!!!!!!!








Quanto mi piace Campo de' fiori la mattina!!!!!








e ammirare senza mai stancarmi l'arte del Bernini








Ciao Roma e...alla prossima!!!!









venerdì 7 maggio 2010

LE ARANCINE DI RISO DI MAMMA MIA

Arancino o arancina? questo il dilemma. A intuito decido di declinare questa prelibatezza siciliana al femminile , trasformando sia la forma che il condimento in qualcosa che  fa parte di quelle carezze per l'anima legata ai ricordi di famiglia.
Un classico di casa mia il lunedì erano le arancine di riso...si perchè mamma riciclava così il sugo del ragù della domenica e, perchè no, qualche pezzetto di carne avanzato!!
Certo di ricette di arancini ne girano tante....ma che volete....da inguaribile nostalgica e sentimentale, se decido di preparali, non mollo la ricetta della mia mamma!!!!

Soprattutto ora che non c'è più, preparare le sue ricette me la fa sentire accanto che guida i movimenti delle mie mani nell'eseguire cibi legati al suo ricordo.


Mamma, dolce mamma mia, dai bianchi capelli e occhi color del cielo.

Non è una ricetta tra le mie preferite ma invece i miei ragazzi l'adorano (al contrario del ragù), quindi se faccio il ragù la domenica, a volte devono seguire le arancine!!!!!

INGREDIENTI (per circa 14 arancine)

300 g di riso superfino arborio
qualche cucchiaio di ragù
1 uovo grande per il riso  più uno per finire
4 cucchiai di formaggio romano grattugiato
1/2 mozzarella
1 pezzetto di carne a ragù
pangrattato q.b.
olio per friggere (io sempre e solo evo)

Per prima cosa mettiamo a cuocere il riso nell'acqua bollente salata .
Lasciamo intiepidire leggermente e condiamo con il sugo, il formaggio e l'uovo sbattuto.
Quindi mettiamolo a raffreddare in un piatto



nel frattempo spezzettiamo carne e mozzarella e prepariamo abbondante pangrattato.
Prepariamo anche l'uovo sbattuto in cui passare le arancine.




Una volta freddo prendiamo una cucchiaiata di riso facciamo una fossetta al centro e mettiamoci mozzarella e carne.
Chiudiamo e formiamo l'arancina. Durante questa operazione inumidiamoci spesso le mani.



Passiamo nell'uovo e quindi nel pangrattato







Terminato il riso passiamo a friggere in un pentolino dal bordo alto così che siano il più possibile coperte d'olio



Man mano che saranno fritte mettiamole  su carta assorbente



e divoriamole ancora caldi!! 😋





martedì 4 maggio 2010

IL 3 MAGGIO

Il tre di maggio è sempre stato un giorno speciale......
la mia fanciullezza l'ho trascorsa in una villa a Colonna (oggi zona residenziale di Trani)...quando ci ho abitato io la zona si popolava prevalentemente d'estate, quando tutte le ville venivano abitate da chi trascorreva l'estate al mare....
Il giorno tre del mese di maggio si ricorda il ritrovamento miracoloso del Crocifisso custodito nella chiesa  del monastero di Santa Maria di Colonna, che fu trafugato da pirati saraceni, i quali avendo riempito a dismisura la loro nave con il bottino sottratto ai frati, non riuscivano a prendere il largo e presi dalla furia, colpirono  al naso il simbolo cristiano per eccellenza.
Dal Crocifisso allora cominciò a sgorgare sangue a fiotti e i pirati spaventati buttarono in mare il crocifisso che fu riportato dalla corrente nei pressi del luogo da dove era stato trafugato.
Questa la leggenda legata  a questa festa che per me rappresenta l'inizio della stagione bella.
In questo giorno si ricorda l'accaduto portando in processione, via mare su un peschereccio, il Crocifisso dal monastero fin nel porto e poi in processione via terra.  Quando ero bambina, in questo giorno Colonna si riempiva, dopo un inverno di solitudine, degli schiamazzi di fanciulli e concittadini richiamati dalla festa e per me era una gioia...ecco perchè questo giorno è particolare per me!!!
All'epoca la festa si svolgeva in un solo giorno con "l'incontro" tra Croce e Madonna su un grosso cubo in pietra ancora presente  con iscrizione di chi a devozione donò alla città; poi insieme Croce e Madonna tornavano nella loro dimora vetusta. Dal balcone della nostra abitazione assistevamo a questo strano rito con religioso raccoglimento per poi dare il via ai festeggiamenti a base di pasta al forno, fave fresche e pecorino in compagnia della numerosa famiglia materna e paterna.
la tradizione vuole che chi può segua  via mare il peschereccio e, io lo faccio ogni anno (o quasi mare permettendo).
La particolarità di questa festa sta nel fatto che si svolge in una mattinata compresi i fuochi d'artificio che per questo sono solo fumo  e rumore!!!!!
Ecco alcune foto che ho scattato ieri.....




Uscendo in barca dal pontile della "Lega Navale"


ci avviamo nel porto salutando gli amici diportisti






lasciamo il porto e la cattedrale diretti verso la penisola di Colonna





e raggiungiamo il monastero





dove è già pronto il peschereccio che condurrà il Crocifisso nel porto



La Croce è stata issata a bordo



lasciamo il mare antistante Colonna per seguire la processione via mare





giunti in porto i fuochi salutano il Crocifisso



...e in tanti aspettano lo sbarco




il lancio dei palloni  e piccole mongolfiere





Già questo come ho raccontato è un giorno che aspetto ogni anno......il destino ha voluto però che fosse ancora più importante e bello ........oggi è il compleanno del papà della mia piccola Viola........oggi è l'onomastico della mia piccola Viola.....





......AUGURI TESORO.......









sabato 24 aprile 2010

LACERTI AL GRATIN


Il lacerto è un pesce appartenente alla famiglia degli sgombri.
E' un pesce cosiddetto "povero" in quanto non molto ricercato ma,dico io, ricco eccome!!!!

Ha carni morbide e bianche, un alto contenuto di vitamine e sali minerali e......sopra ogni altra considerazione, è ricco di acidi grassi omega tre......ssi proprio quelli che abbassano il diabolico colesterolo e fanno tanto bene al sistema cardiovascolare!!!!
E volete che in casa mia possa mai mancare un tesssoro così?


Ecco cosa ,ieri sera, mi ha portato Fra......belli freschissimi....e allora come renderlo anche super appetitoso?
Il lacerto fresco ha davvero dei colori bellissimi quasi metallizzati



Belli vero?

Ora il mio compito è quello di rendere questo pesce "povero" gustoso pur senza alterare la semplicità che comporta un pesce del genere e soprattutto contenere le calorie!!!!!!
Altrimenti gli acidi grassi omega tre si fanno benedire

Li ho decapitati, eviscerati e aperti in due con un buon coltello da cucina






INGREDIENTI

3 lacerti
pan grattato q.b.
buccia di limone grattugiata
prezzemolo tritato
poco aglio tritato
pezzetti di limone
sale
pepe
olio evo


Sul fondo della teglia da forno dove cuocere i pesci,mettere un filo d'olio,una grattatina di buccia di limone e aglio tritato.
Disporre i pesci e condirli con: pangrattato, prezzemolo,qualche pezzettino di limone,sale pepe e olio.







Cuocerli in forno già caldo alla massima temperatura per 15 minuti o finchè la panatura diventa leggermente dorata.
Non vanno cotti molto altrimenti risultano asciutti.








Poca spesa ....ottimo piatto...così mi piace!!!!!

mercoledì 21 aprile 2010

LA RUCHETTA DELLA CAMPAGNA...PASTA,RUCHETTA POMODORINO E RICOTTA DURA DELLA MURGIA

 Oggi splende il sole da stamattina!!! Finalmente...questa primavera altalenante non ne vuole sapere di piantare le tende sul nostro belpaese!!!! E pare che ancora gironzolerà per altri lidi nei prossimi giorni!
Intanto io sempre più Violadipendente vado su e giù con la piccolina razziando a più non posso ogni attimo di sole ed aria profumata!
E tornano in mente le scorazzate giovanili di questo periodo dell'anno quando spensierata potevo allora ,per piacere,come ora,per dovere,fare lunghe passeggiate ......
Da giovane (hei..ma lo sono ancora che credete!!!!), anzi diciamo da ragazza  (va che è meglio!!) ogni pomeriggio di sole era occasione con mia sorella e le mie zie,lasciare tutto a casa ,e scappare per una passeggiata profumata nei campi intorno alla nostra città fino a quando papà si decise a comprarne una tutta per noi ...e da allora ancora di più ,in primavera ci prendeva la voglia di correre nella nostra campagna e godere dei primi calori del sole!!
Ma per le campagne il nostro divertimento principale era raccogliere fiori ed erbe di campo.
Che dirvi.....  sono una nostalgica ed ogni tanto dovrò tediarvi con i miei ricordi fanciulleschi!!
Questo porta a riflettere e penso che si parli volentieri dei periodi belli della propria vita...e così è per me!
Tutto questo antefatto per raccontarvi che domenica ho raccolto della ruchetta  di campo....la più buona e profumata per insalate e ,perchè no, un primo particolare che da noi è diffuso e ricercato















INGREDIENTI

1 mazzetto di rucola selvatica
300 gr di pomodorini rossi
1 spicchio d'aglio
200 gr di ricotta dura poco stagionata
400 gr. di pasta corta (io pennette rigate Voiello)
60 gr. di olio evo
sale
pepe

Si prepara in pochissimo tempo
Staccare le foglioline di ruchetta e sciacquarle due o tre volte.
Mettere al fuoco la pentola per la pasta e su un altro fornello una padella con olio e spicchio d'aglio intero.
Far rosolare l'aglio, toglierlo ed unire i pomodorini,salare e pepare. Cuocere per 10 minuti.
Grattugiare la ricotta dura..........apro parentesi..........La ricotta dura è un formaggio tipico di questa zona , ma si trova ora ovunque, Si tratta di una ricotta salata e stagionata al punto da poter essere grattugiata.Ora la differenza sta nel punto di maturazione della stessa:deve rimanere morbida al tatto e sciogliersi a contatto con la pasta bollente. Se così non sarà,comprometterà la riuscita del piatto!......
.....Chiudo parentesi.
Quando l'acqua bolle versarvi metà della ruchetta,salare e cuocere per 5 minuti.Unire la pasta e portare a cottura.
Prima di spegnere unire l'altra ruchetta tralasciandone un ciuffetto.
Scolare e condire col sughetto di  pomodorino e cospargere di ricotta dura e ruchetta completamente cruda spezzettata.







sabato 10 aprile 2010

RISO CON POLPO IN UMIDO

Questa è una nuova puntata dedicata alle ricette a base di polpo (ma mi daranno un premio come miglior sponsor dell'octopussy o no?)...E' che me ne invento sempre una nuova  e vado sempre alla ricerca di nuovi spunti tanto per non cadere sempre nelle solite ricette familiari giacchè è vero che "repetita iuvant......sed stufant"
^______________^ ( quanto mi piace maccheronareeeee!!!!!!!!!)

















Stamattina sono andata un po' in giro e fuori da un panificio chi ti trovo????? Ma dico se si può dormire così a mezzogiorno!!!!!!
Spudorato di un cane!!!! E non si svegliava!!! Beato lui nel mondo dei sogni canini!!!!!!!!!
La giornata profumata di mare e di fiori invogliava a fare una passeggiata e avendo già provveduto a gran parte del lavoro per il polpo me la sono concessa tuttatutta.


 


Questa è la torretta con le campane che sovrasta la chiesa del "Monastero di Santa Maria di Colonna"
la nostra penisola residenziale di cui magari vi parlerò in seguito in un altro post!



INGREDIENTI  X 4 PERSONE


250 gr. di riso carnaroli o arborio
1 polpo del peso di circa kg. 1,200
750 gr. circa di brodo di pesce o vegetale
300 gr. di pomodori rossi
1 cipolla
1 carota
1 pezzetto di sedano
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
150 gr. circa di olio evo
sale e pepe


Lavare il polpo, metterlo in una pentola coperto di acqua fredda  con mezza cipolla,carota e sedano;
portare ad ebollizione e cuocere per 20 minuti o comunque fino a quando infilzando il polpo nella parte più spessa con una forchetta questa non incontra resistenza.Togliere la pentola dal fuoco e lasciar raffreddare il polpo nell'acqua di cottura.





 Scolarlo privarlo della pellicina in eccesso e tagliarlo a pezzetti






Tritare lo scalogno , infilzare l'aglio in uno stuzzicadenti (così lo si trova subito per toglierlo prima di aggiungere il pomodoro),mettere in un tegame con un poco di prezzemolo tritato e farli appassire senza lasciarli colorire.Unire i pezzetti di polpo e far rosolare per 2 o 3 minuti




Pelare i pomodori,tagliarli a pezzetti , eliminare i semi in eccesso e unirli al polpo,un pizzico di sale e pepe e cuocere per 15-20 minuti.Cospargere di prezzemolo tritato.

Preparare il riso:

in un tegame che possa andare in forno far appassire la cipolla rimasta (io la metto intera per non trovarne i pezzetti dopo la cottura, ma se si vuole tritarla lo si fa), aggiungere il riso, rosolarlo, versare il brodo bollente (il liquido deve essere all'incirca il doppio del peso del riso, deve cmq coprirlo completamente), mescolare, coprire il tegame e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 18 minuti senza mescolare. Togliere dal forno unire l'olio rimasto e sgranare i chicchi.Servire con il polpo.