venerdì 28 maggio 2021

CERNIA A RAGU' OTTIMO CONDIMENTO PER PASTA E GUSTOSO SECONDO PIATTO

 I primi di pesce sono sempre i benvenuti nella mia cucina;  fortuna che abitando in una città di mare la materia prima non manca mai e per fortuna che ho un marito con la passione della pesca. E in una domenica trascorsa Il capitano ha pescato alla traina una cernia di otto chili meravigliosa!!

Non è stata impresa facile provvedere a eviscerare e  dividere in porzioni ma ce l'abbiamo fatta e ce la siamo cavata egregiamente, Tra le tante ricette che ho potuto realizzare voglio parlarvi di un primo piatto da leccarsi i baffi un ragù da gran gourmet un primo da cinque stelle ✨ 




Ecco il pesce nel suo splendore!!


Per questa ricetta ho scelto parte della testa e alcune fette di gustosa carne compatta che è una caratteristica che contraddistingue questo pesce serranide; la sua carne è tra le più pregiate e costose per le sue qualità organolettiche. E ovviamente una delle prede più ambite da pescatori sia dilettanti che professionisti.

Vi lascio quindi immaginare la gioia e soddisfazione del mio capitano per aver raggiunto questo traguardo!!! 🏆🏆🏆



Ingredienti

500 g di cernia 🐟 a tranci

1 scalogno 

400 g di pomodoro 🍅 fiaschetto

1 ciuffo di aneto ( ho sostituito con barbetta di finocchio)

1 ciuffo di prezzemolo 

2 foglie 🍃 di basilico 

50 g di olio di oliva 

1 schizzo di vino  bianco 🍷

sale e pepe q.b.

1 cucchiaino di formaggio 🧀 parmigiano grattugiato

300 g di pasta  corta

Tritare lo calogno e metterlo a scaldare con l'olio in una padella che possa contenere il pesce senza che le parti vengano sovrapposte. Appena sarà stufato bagnare con uno schizzo di vino 🍷 bianco, quando la parte alcoolica sarà evaporata unire i pomodori 🍅 spezzettati e gli aromi tritati. Cuocere per quindici minuti, regolare di sale e pepe e unire i tranci di pesce. I tranci di pesce avranno bisogno di venti minuti per cuocere, andranno rigirati a metà tempo.

Nel frattempo avremo messo la pentola per la cottura della pasta  sul fuoco 🔥. Io ho scelto mezze maniche rigate, che a mio parere con le ricette di pesce ci vanno a nozze, ma se preferite un altro tipo di pasta fate pure.

quando la pasta sarà a due o tre minuti dalla cottura provvederemo a liberare la padella dai pezzi di pesce che terremo al caldo, scoleremo la pasta molto al dente e finiremo la cottura nell'intingolo al pomodoro e pesce; serberemo un bicchiere di acqua di cottura della pasta se eventualmente dovesse servire per terminare la mantecatura e portare a temine la preparazione. 

A fuoco spento unire un cucchiaino di parmigiano grattugiato. mescolare con dovizia e servire. Buon appetito e grazie per aver scelto di leggermi 😃




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martedì 25 maggio 2021

PARIGI- e finalmente fu la VILLE LUMIERE

 E' l'ormai lontano e felice 2018 quando riusciamo a fare questo viaggio bellissimo, ora che la situazione sanitaria mondiale ci costringe a restare fermi mi consola un po' raccontare in queste mie pagine virtuali le emozioni e le nozioni del mio andare per Parigi in attesa di riaprire le ali e spiccare il volo nuovamente.

Ho sempre avuto innata in me la voglia di partire e il desiderio di luoghi lontani a me cari, amo profondamente la mia città e il mio paese, l'Italia che ancora conosco poco, ma la curiosità e l'amore per l'arte hanno sempre fatto breccia nel mio cuore, nei miei pensieri e tanti tantissimi sogni son stati chiusi nel cassetto dei desideri , così colmo da essere ormai un baule. Talmente tanta la mia passione per storia e geografia che, non ve l'ho mai raccontato, da ragazza collezionavo cartoline; centinai e centinaia raccolte e prese a parenti e amici. Peccato che siano andate perse! 

Ma torniamo a noi: tra i racconti fantastici di gioventù elaboravo i miei viaggi e raccontavo che la città per antonomasia era per me Parigi e quindi prima o poi ci sarei andata, per la torre Eiffel, per i tanti ponti, per Notre Dame ma soprattutto e prima di tutto per il LOUVRE.

Pensate, che ridere, ora mentre scrivo mi son venute in mente due scene cinematografiche: Belfagord, uno sceneggiato in varie puntate della televisione francese trasmessa anche in RAI quando ero adolescente;  forse molti di voi neanche conoscono, da ragazzina aspettavo con ansia puntata per puntata e guardavo con gli occhi coperti da una mano con le dita allargate!!!

e poi il meraviglioso codice da Vinci del mio amatissimo Dan Brown che, portato al cinema dall'altrettanto talentuoso Ron Howard ( Ric di happy days) ,  con le scene girate a Parigi e nel LOUVRE ancor più ha acceso in me la voglia irresistibile di andare nella ville lumiere.

Ed è stato così che dopo la bellissima esperienza vissuta a Lisbona, la mia mente viaggiatrice si rimette subito in moto per il viaggio successivo.

Finalmente riesco ad "estorcere" Parigi come meta delle future vacanze. Infondo dobbiamo o no visitare le principali capitali europee? e quale altra, personalmente, dopo Londra lo è? Parigi off course e Parigi sia.

Come per qualunque tipo di viaggio mi metto in moto già da diverso tempo prima perchè io il viaggio lo vivo tre volte: quando lo sogno, quando lo faccio e quando lo ricordo ( cit.).

A febbraio abbiamo già prenotato i voli di andata e ritorno con la RYANAIR che fa volo diretto ( finalmente) BARI PALESE-PARIS BEAUVAIS.

BEAUVAIS  è lo scalo scelto da RYANAIR  per i voli da Bari per la capitale francese, è un piccolo aeroporto che dista circa 90 chilometri dal centro di Parigi.

Come sempre ci affidiamo alla nostra agenzia di viaggi di fiducia che, oltre a trovarci un trasferimento privato da Beauvais a Parigi, si incaricherà anche di proporci alcuni hotels per la sistemazione.

La mia scelta cade su hotel ACADIA  della catena ASTOTEL sito in 4 rue Geoffroy Marie, IX arrondissement;  posizione strategica a mio parere per raggiungere a piedi alcune delle attrazioni , ma proprio alcune, di Parigi come l'Operà, la galleria Lafayette, Primtemps, Monmartre, museo del Louvre.

Scelgo di proposito che mi venga prenotata una camera ai piani alti perchè ho letto che le strade sono tutte molto trafficate e rumorose e quindi mi verrà assegnata una stanza al 6° piano.

Parigi è una città divisa in 20 distretti amministrativi gli arrondissement disposti a spirale partendo dal centro della città in senso orario ogni quartiere ha caratteristiche architettoniche e storiche che li caratterizza.

Basti pensare alla netta diversità delle due rive della Senna, la rive droite con la parte culturale, la più regale, la più nota con evidenza politica; qui infatti si trovano monumenti quali l'arco di trionfo, piazza della Concordia, Champs Elysees, il Louvre, petit palais, grand palais, e poi altri musei quali quello di Picasso, il centro Pompidou, il Marais, oggi quartiere ebraico

La rive gauche è invece a sud , quella romantica e culturale con il Pantheon, il quartiere latino, l'università della Sorbona, la cattedrale di Notre Dame, l'isola di Saint Louis, la Conciergerie ( le vecchie carceri parigine dove fu rinchiusa Maria Antonietta).

Sono pienamente consapevole che i pochi giorni a nostra disposizione mi daranno solo una leggera infarinatura dell'architettura, del costume, della cultura, della gastronomia della vita di questa incredibile città ma a me basterà per farmi sognare all'infinito o fino alla prossima volta che ci tornerò.



il nostro arrondissement è come già detto il IX e prende il nome di Opéra Garnier.



il nostro hotel



Parigi è una città molto grande e ricca di storia e monumenti imperdibili! Il karma che ci accompagnerà sarà keep calm and wake up early... anzi...rester calme et se lever tôt !!

E allora pronti? Vi racconto la mia esperienza!!

giorno uno

Arrivati in aeroporto e avuta conferma che il volo ci sarà ( è un periodaccio, Ryanair sta cancellando diversi voli causa sciopero personale di bordo) chiamo l'autista per il trasferimento dall'aeroporto all'hotel per confermare il nostro arrivo.

Partenza, volo e arrivo perfetti, l'autista ci raggiunge e ci accompagna in hotel.

La nostra allegra compagnia  è la stessa da ormai quattro anni, Sergio, Carmela, Aurora e Diletta sono i nostri compagni di viaggio 

Durante il tragitto scruto l'orizzonte e in prossimità della città scorgo le inconfondibili sagome della torre Eiffel, della chiesa di Monmartre e persino la sagoma oscura di tour Montparnasse.

Arriviamo in hotel nel primo pomeriggio e dopo una veloce sistemazione e rinfrescata ci diamo appuntamento per la prima escursione nella romanticissima ville lumiere.

E' inutile sottolineare che nessuno parla italiano, per scelta o per involontaria ignoranza non lo so.

Usciti per la prima escursione dobbiamo innanzitutto fare ad una stazione metro la NAVIGO DECOUVERTE la carta pass  che con foto tessera 25x30 mm ( portata da casa) applicata ci permetterà di muoverci liberamente sui mezzi pubblici. ha validità dieci anni, la facciamo per le zone 1-2  al costo di euro 5 per poi caricare un forfait navigo settimanale al costo di euro 22,80. Non include trasferimento da e per aeroporto.

Assolta questa incombenza ci avventuriamo su rue la Fayette fino a raggiungere OPERA GARNIER 

opera Garnier  






Lasciamo la maestosa figura dell'accademia della musica per dedicare un po' del nostro tempo ai grandi magazzini più famosi di Parigi: la galleria La Fayette e Primtemps, immensi fantasmagorici, elegantissimi con le migliori grandi firme in bella mostra.



la fantasmagorica sala ristorante de la Fayette 

Più delle grandi firme ciò che mi ha affascinato è l'architettura di questi antichi e imponenti palazzi!!
ora la prossima metà sarà la Madelein; si è fatta una certa ora, la giornata è stata lunghissima e impegnativa e quindi passando davanti a un Mc Donald's non possiamo far altro che fermarci per una breve pausa rigenerante.
Arriviamo finalmente alla Madelein, la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, una costruzione che ricorda un tempio romano corinzio con numerose colonne. Purtroppo la troviamo chiusa e anche completamente ricoperta da uno strato grigio di smog, per fortuna sono in corso i restauri che la riporteranno al suo splendore originale. Non posso fare a meno di ammirare e fotografare il timpano della facciata principale rivolta a sud e il suo frontone scolpito che rappresenta il giudizio universale. 










Le giriamo intorno per ammirarla attraverso le sue angolazioni, dobbiamo accontentarci; e raggiungere il suo lato settentrionale da dove si dirama rue Royale che porta a place de la Concorde

lato nord 


rue Royale 

arriviamo al centro della piazza con il cuore in tumulto per l'emozione perchè oltre alla maestosa immensità di questa piazza con l'obelisco e le sue fontane,  posso scorgere alla mia destra la figura snella e grigia della torre più famosa al mondo e alla mia sinistra i giardini de Tuileres e scoprire così quanto quasi tutto sia così vicino!! Perchè le città si scoprono a piedi passeggiando  per le sue strade!! 

place de la Concorde 




le Tuileries

Ci prendiamo qualche minuto di riposo nei giardini de Tuileries, questi giardini occupano lo spazio che un tempo era del palazzo Tuileries, sede di sovrani fino alla sua distruzione per via di un incendio doloso nel XIX secolo. Oggi lo si attraversa senza ostacoli fino a giungere all'arc du Carousel e quindi il Louvre.
A questo punto, secondo il programma da me redatto in fase di organizzazione della vacanza, dovremmo tornare in albergo, ma come si fa?? Non resistiamo al desiderio di una ulteriore passeggiata lungo la Senna per respirare anche i profumi del tramonto parigino e ci incamminiamo vero la Eiffel!!
Percorriamo per un breve tratto avenue des Champs Elysees per poi svoltare su avenue Churchill e ci fermiamo ad ammirare GRAN PALAIS e PETIT PALAIS sontuosi edifici costruiti in occasione dell'esposizione universale del 1900 ( come la torre Eiffel). Oggi sono contenitori di varie esposizioni. Le collezioni permanenti esposte nelle sale del PETIT PALAIS sono gratuite.
Il GRAND PALAIS è, secondo me, uno degli edifici più eleganti della città con la sua cupola in vetro; un esempio meraviglioso di Belle Epoque.

grand palais


petit palais


avenue Churchill


Eccoci arrivati al PONTE ALEXANDRE III, sublime esempio di Art Nouveau costruito per celebrare l'alleanza franco-russa e inaugurato come i due palais nel 1900 in occasione dell'esposizione universale, è un monumento grandioso sotto tutti i punti di vista, il più bello di tutta Parigi con i suoi 40 metri di larghezza e 107 di lunghezza in un'unica arcata; collega GRAN PALAIS E PETIT PALAIS  a HOTEL NATIONAL DES INVALIDES.

ponte Alexandre III e sullo sfondo hotel des invalides

i quattro piloni sormontati dalle statue dorate che rappresentano la Fama delle arti, scienza, guerra e industria




Attraversato il ponte eccoci sulla rive gauche la riva sinistra della Senna e passeggiando lungo quai d'Orsay e attraverso viuzze sconosciute arriviamo ad ammirarla nella sua pomposa maestà proprio nel momento in cui al cambio d'ora diventa  scintillante, la torre EIFFEL





Foto di rito e oramai sono quasi le 22 e siamo davvero esausti, vorremmo prendere un mezzo di superficie, il numero 42, che ci porterebbe nelle vicinanze dell'hotel ma dopo tanto attendere inutilmente decidiamo di prendere la metro, attraversiamo il ponte de l'Alma e raggiungiamo la stazione metro linea 9 Alma Marceau fino alla fermata  Grands Boulevards  a rue Faubourg Montmartre 280 metri dal nostro hotel. Sarà questa la nostra stazione preferita per tutte le destinazioni di questi giorni in Parigi. Sono le 23 passate e completamente distrutti andiamo a dormire. Domani ci tocca il LOUVRE!!! 
to be continued......  



lunedì 19 aprile 2021

GLUCOSIO SCIROPPO SIMILE PER CANDITI FATTI IN CASA

Da un paio di anni mi sono dedicata alla produzione casalinga dei canditi per farcire i grandi lievitati di Natale e Pasqua. E devo dire che il risultato è davvero appagante tanto da farti dimenticare il tempo che devi dedicare alla canditura. Magari un giorno racconterò tutto il procedimento in un post su queste pagine, ora però voglio invece lasciare qui un trucchetto che va a sostituire degnamente e con successo il glucosio necessario per la conservazione in sciroppo dei canditi una volta pronti.

Il glucosio, aggiunto allo sciroppo di canditura e versato sulle scorze sistemate in vasetti, non farà cristallizzare  sciroppo e scorze mantenendo tutto il prodotto fluido per il tempo di conservazione che se ben realizzato si protrae anche per un paio di anni.

Io qui da me incontro difficoltà a trovare grandi quantità di glucosio, lo trovo in piccoli vasetti da 200 g che spesso sono insufficienti e ad un costo non certo economico.

Mi ha dato spunto e  lezione per prepararlo in casa  Stefania dal suo blog fantastico.


Ingredienti per la realizzazione di una quantità di glucosio sufficiente alla conservazione in sciroppo di circa 700 g di prodotto candito

350 g di zucchero 

150 g di acqua 

2 cucchiaini di succo di limone

In una pentola di acciaio versare acqua, zucchero e succo di limone filtrato; mescolare a lungo quindi mettere   sul fuoco a fiamma moderata mescolando di continuo per far sciogliere alla perfezione lo zucchero. Portare quasi ad ebollizione, quando sulla superficie vedremo formarsi tante bollicine toglier la pentola dal fuoco, mescolare ancora. Ridurre  a minimo la fiamma e rimettere sul fuoco la pentola, cuocere a fuoco molto basso per evitare che lo sciroppo prenda il classico colore biondo dello zucchero che comincia a caramellare. Sarà pronto quando raccolto un cucchiaio di sciroppo, facendolo cadere noteremo la consistenza di un miele fluido, Togliere subito dal fuoco e versare in vasetti sterilizzati, all'inizio vi sembrerà liquido ma man mano che raffredda acquisterà la giusta consistenza.



 Conservare in luogo fresco e buio e usare per frutta candita o dove una ricetta lo preveda ( ad esempio nella preparazione della pasta di zucchero). Un modo empirico e efficace per ottenere il glucosio domestico. Ne ho verificata l'efficacia con le mie arance candite, lo zucchero non cristallizza e si conservano benissimo e a lungo.




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giovedì 4 marzo 2021

RISO VENERE CON CECI SU VELLUTATA DI ZUCCA


La zucca 🎃 è ancora prepotentemente presente sul mercato e nella mia cucina, averla in frigorifero è sempre una risorsa, la sua versatilità rappresenta un asso nella manica nei giorni in cui non so cosa preparare.

Purtroppo la sua stagione sta per finire che come ben sappiamo si esaurisce (nella sua massima resa) con i primi tepori primaverili che danno spazio alle prime zucchine profumatissime;  io ne ho approfittato ancora finchè è possibile  

questa volta è stata chiamata in causa da una confezione inutilizzata di riso venere e dalla consueta razione settimanale di legumi.

I ceci sono i protagonisti associati di questa ricetta; in casa mia si accompagnano sempre e solo con il riso, mai con la pasta chissà perchè! 

e allora facciamo incontrare questi tre ingredienti, provatela questa ricetta perché merita!! 

E' un po' lunghetta, questo è vero però se si usano ceci già cotti metà del lavoro è già fatto.




Ingredienti

200 g di riso venere integrale

200 g di ceci ( peso secchi)

400 g di zucca (peso netto)

1 porro

1 rametto di rosmarino

1 cucchiaio di dado vegetale o mezzo dado industriale

olio extravergine di oliva a sentimento

sale, pepe (o peperoncino) 




La sera precedente mettere in ammollo i ceci in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato e un cucchiaio di sale grosso.

Al mattino toglierli dall'acqua lavarli ancora e dopo averli scolati versarli in una pentola, coprire di acqua fredda e portare  a cottura a fuoco dolce. Regolare di sale solo a cottura avvenuta, finire con un giro di olio di oliva, pepe o peperoncino,  coprire e lasciar rassettare.

Con la pentola a pressione i tempi si dividono per quattro ovviamente e ognuno conosce la propria.

Io copro in pentola a pressione un paio di dita al di sopra del livello dei ceci con acqua fredda, al fischio abbasso la fiamma un pochino e cuocio per venti minuti, a cottura raggiunta regolo di sale e olio, pepe o peperoncino secondo i gusti.

Per cuocere il riso venere ci vorranno circa venti minuti dal bollore, nel frattempo prepareremo la vellutata di zucca.

affettare sottilmente il porro e stufarlo in poco olio, non fargli prendere colore e appena sarà diventato trasparente unire la zucca a tocchetti e il rametto di rosmarino che io lego così per non disperdere gli aghi in cottura.



 

aggiungere il dado, coprire a filo di acqua, aggiustare di sale e portare a cottura la zucca; non dovrà essere molto acquosa una volta terminata la cottura, quindi attenzione alla quantità di acqua che si aggiunge.

Una volta terminata la cottura eliminare il rosmarino e  frullare il tutto con un frullatore ad immersione, tenere da parte al caldo.

A questo punto il riso sarà cotto, scolato e mescolato con una parte dei ceci che andranno ad insaporire ulteriormente ( io adoro il profumo del riso venere e voi?) .

Fare un letto di crema di zucca  sul fondo del piatto, unire al centro  riso e ceci, finire con ancora una parte di soli ceci, un giro di olio e il piatto è pronto! Buon appetito 

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martedì 2 marzo 2021

OSSOBUCO CON FUNGHI PORCINI

L'ossobuco appartiene per antonomasia alla cucina milanese che si vanta del fantastico piatto che lo vede accompagnato ad un eccellente risotto allo zafferano e alla gremolada, questa parte del vitello a noi piace molto e quando ne ho modo lo compro volentieri e lo preparo in diversi modi.

Nel blog troverete più di una ricetta che lo vede protagonista ( mi manca quello alla milanese però 😇 )

Questa versione è molto profumata, si sposa benissimo con la polenta.

E visto che ci avviamo prepotentemente verso la stagione dei fiori 💐 ho colto l'occasione per prepararlo ancora una volta e condividere con voi questo piatto succulento.




Ingredienti

4 fette di ossobuco di vitello  ( peso singolo circa 150 g)

4 o 5 cucchiai di farina

50 g di olio extravergine di oliva

1 piccola cipolla bianca 

mezzo bicchiere 🥃 di vino bianco 

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 🍅 

aromi timo e maggiorana 

4 pomodori   freschi oppure due pomodori pelati in scatola

poco brodo vegetale

sale e pepe quanto basta 

per i funghi  🍄 

50 g di funghi porcini ( io uso surgelati interi)

un ciuffo di prezzemolo 

1 piccolo spicchio di aglio   privato dell'anima

sale e pepe quanto basta 





Per iniziare  praticare alcuni tagli intorno all'ossobuco per evitare che in cottura perda la forma curvandosi, infarinare e rosolare in padella con poco olio da ambo le parti i pezzi di carne, mettere da parte. 

Nella stessa padella ( ripulita dai residui di farina e olio) tritare una cipolla e farla stufare a fuoco dolce, unire un trito di timo e maggiorana; io li uso freschi raccolti dal mio balcone ma vanno bene anche quelli secchi.

A operazione conclusa unire la carne tenuta da parte, bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco; sfumare il vino e unire il concentrato di pomodoro, qualche pomodorino fresco, un cucchiaino di dado vegetale ( io lo faccio in casa ) oppure mezzo dado commerciale. Coprire a filo di acqua, regolare di sale e pepe e portare a cottura; la carne sarà pronta e tenera quando si staccherà dall'osso centrale. 

A parte cuocere i funghi porcini a fette con aglio e prezzemolo tritato, cuocer senza sale per evitare che i funghi rilascino troppa acqua e siano lessi più che stufati, a fine cottura eliminare l'aglio dai funghi e unire il tutto  alla carne, insaporire per qualche minuto.



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venerdì 5 febbraio 2021

MARMELLATA DI ARANCE 2.0


La marmellata che ho ottenuto dalle arance 🍊 varietà sanguinelle è davvero una delle più buone mai fatte 


e voi sapete quante ne faccio e quanto io ami prepararle in casa.
Qualche giorno fa chi mi segue su facebook e instagram avrà sicuramente avuto modo di vedere il bel regalo da parte di un amico: un bellissimo cesto di agrumi appena raccolti dal suo agrumeto e naturalmente senza nessun tipo di additivi chimici




Trattandosi di una grande quantità ovviamente la mia mente di cuciniera seriale ha subito metabolizzato che con gran parte avrei dovuto pensare a conservarne il profumo e il colore.
Con i mandarini , sempre su instagram vi ho fatto vedere il colore del sole dei due vasetti di marmellata seguendo questa procedura riducendo a metà la quantità di scorzette essendo il mandarino più pungente.



Per quanto riguarda le arance ho dovuto furtivamente sottrarne poco più di un chilo per poter preparare la più buona delle marmellate di arance che abbia mai fatto, perchè le altre erano talmente dolci e succose che son finite in premute mattutine.
L'arancia varietà sanguinella è un frutto tardivo, matura in questo periodo ed ha la caratteristica essere di piccole dimensioni, di avere una buccia sottile e liscia e di una giallo molto intenso ma l'interno offre la sorpresa di un frutto dal colore rosso vermiglio intenso oltre ad essere ricchissimo di succo e praticamente privo di semi o quasi.
Quando arrivano sulla mia tavola è inevitabile fare un tuffo nei ricordi della mia adolescenza ; zio Damiano adorava questa varietà e in questo periodo, visto che io ero solita frequentare la sua casa quasi quotidianamente zia Rosa mi premeva il loro succo rosso vermiglio da frutti piccolissimi perchè lui parsimonioso come era cercava i carretti che le vendevano a poco prezzo, parliamo di tre chili 1000 lire o poco più 😅 e io bevevo  lunghi sorsi da quel bicchiere che alla fine mi lasciava un segno rosso vermiglio lungo le labbra simile a buffi baffi 😁. Zia Rosa preparava anche lei una marmellata con grossi pezzi di scorza che conservava in una 🥣 scodella da dove veniva attinta a cucchiaiate e quasi sempre finiva in una crostata 🍰dalla frolla sottilissima che solo lei sapeva fare. A dire il vero all'epoca quel dolce non mi piaceva tantissimo proprio a causa dei grandi pezzi di scorza presenti e racchiusi in uno strato di frolla davvero troppo sottile, ma adesso ho imparato ad apprezzarli debitamente tagliati julienne sottilissime . Ma basta raccontare di vecchi dolcissimi ricordi e andiamo in cucina che vi racconto invece come fare questa marmellata fantastica 🤩 

Qui scrivevo tanto tempo fa di versione con bimby e tradizionale; oggi invece parlo della marmellata avendo a disposizione un termometro digitale da cucina.
Nel corso del tempo si acquisiscono nuove consapevolezze e si arricchisce la conoscenza del proprio sapere , l'esperienza e la pratica portano per fortuna a perfezionamenti del proprio fare.
Il metodo della confettura in generale portata a 105° lo applico ormai a tutte le confetture ma all'arancia non avevo ancora provveduto.
Ho attinto questo metodo seguendo amiche blogger che mi hanno portato a conoscere il metodo di Christine Ferber e in particolare da lei la mia Lalla del 💕. Quando le ho scritto su ig che lei è stata la mia usa ispiratrice non ci credeva, ora se mai dovesse leggere questo post chilometrico se ne ravvedrà  😀
Ovviamente non amando l'uso eccessivo di zucchero nelle confetture in genere ho fatto di testa mia, anche se chi seguendo alla lettera il metodo  Ferber che utilizza pari peso frutta zucchero, assicura che il bilanciamento del gusto sia perfetto.
Non è la prima volta che faccio di testa mia sia ben chiaro! Non vi sottopongo ad un esperimento, ma faccio così ormai da due o tre anni e le confetture sono un successo sempre, quindi fatela e fidatevi  

Ingredienti
1 kg di polpa di arance non trattate 🍊 ( peso netto)
la scorza  ( solo parte gialla) di tre arance 🍊🍊🍊
500 g di zucchero semolato 
il succo di mezzo limone

Cominciamo lavando e spazzolando per bene le arance a cui sottrarremo la buccia, le altre riservate alla marmellata sarà sufficiente lavarle per qualche secondo; con un pelapatate a prelevare la sola parte gialla di tre arance 🍊🍊🍊 e tagliarle finemente a julienne



ora metterle in un pentolino, coprile d'acqua e portare ad ebollizione facendo bollire per dieci minuti. Scartare l'acqua già usata, ricoprire le scorzette con acqua fresca e riportare a bollore per altri dieci minuti; scolare e metter da parte.
Pelare al vivo le arance , tagliarle a piccoli pezzi e dopo aver tolto in nervo centrale che si trova quando si aprono a metà, lasciamo pure la pellicina ed eventualmente scartiamo qualche semino presente.
Raccogliere i pezzi di frutta e il loro succo in una 🥣scodella, dovremo raccoglierne 1 chilo ( escluse le scorzette che pesano davvero pochissimi grammi).
Metter il tutto in una pentola che non sia di alluminio, bassa e larga, unire lo zucchero  ( 50% rispetto al peso della frutta, in modo che possiate farne quanta ne desiderate ricordando questa proporzione). e il succo di mezzo limone 🍋 .
Comprese le scorzette se volete frullarle a quasi cottura, se invece desiderate che restino integre nella marmellata tenetele da parte perchè andranno aggiunte dopo aver frullato come vi sto per raccontare e metter sul fornello.
Mescolare per bene con un cucchiaio di legno , lasciare che le prime bollicine compaiano lungo i bordi della pentola; appena vedremo sobbollire togliamo dal fuoco, versiamo in una scodella 🥣 di vetro e copriamo con carta forno.
Sterilizzare vasetti e tappi (nuovi) e metterli ad asciugare capovolti su un panno pulito fino al momento dell'utilizzo 



Conserviamo per una notte in luogo fresco, va bene anche il frigo una volta raffreddata a temperatura ambiente, al mattino si presenterà cosi 



Versare nella pentola larga e bassa e a fuoco moderato portare a cottura schiumando eventualmente nel caso fosse necessario ( a me non è servito),






 Portare il termometro a 105° e inserire la sonda nella pentola, quando avrà raggiunto 100° togliere dal fuoco e con un frullatore ad immersione passare nella pentola per ridurre in purea la marmellata, frullare fino a raggiungere la consistenza a voi congeniale,  se volete conservare integre le scorzette aggiungetele a questo punto e riportare sul 🔥 fuoco




 riportare al fuoco fino a raggiungere i 105° mescolando spesso, a questo punto  la confettura sarà pronta per essere invasata. Non preoccupatevi se vi sembrerà piuttosto liquida perchè in fase di raffreddamento raggiungerà la consistenza ottimale.
Invasare immediatamente fino all'orlo, tappare e capovolgere per permettere il sottovuoto, coprire i vasetti ed aspettare che raffreddino.
Se per vostra sicurezza volete sottoporre a sterilizzazione basterà immergere i vasetti freddi in pentola protetti da stracci , coprire di acqua e portare a bollore per 15 minuti, raffreddare in acqua quindi riporre in dispensa, si conserva per un anno, anche l'altra senza sterilizzazione a me non ha creato problemi ma capisco che in molti preferiscono procedere alla sterilizzazione e quindi vi indico come faccio io con pesca fragola e albicocca più delicate 




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